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Teorie e tecniche educative relative all'autismo infantile: una panoramica - L'inserimento scolastico
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L'inserimento scolastico
Un'esperienza diretta
In quest'ultimo breve capitolo descriverò le strategie messe in atto al fine di inserire un ragazzo presso un istituto professionale alberghiero.
Il caso presenta varie complessità, si tratta infatti di un quindicenne diagnosticato come autistico che durante le scuole elementari ed i primi due anni di scuola media ha alternato momenti di stabilità emotiva a gravi crisi dirompenti durante le quali tendeva a lanciare contro le persone qualsiasi tipo di oggetto.
Da un punto di vista didattico, nel corso della terza media (ripetuta per due volte) è stato portato avanti il programma "cognitivo" della Erickson, sul riconoscimento degli stati emotivi.
Anche la situazione familiare risulta complessa in quanto il padre del ragazzo è deceduto e la madre, pur essendo molto sensibile ai problemi del figlio, ha mostrato spesso difficoltà nel riuscire a gestirlo da sola.
È necessario premettere come per un soggetto con questa tipologia di handicap, qualunque cambiamento dei ritmi di vita e degli ambienti possa costituire fonte di estrema ansia, pertanto il passaggio dalla scuola media alla superiore deve essere gestito con molta attenzione al fine di evitare traumi eccessivi che possono rivelarsi deleteri e portare a regressioni nel comportamento e negli apprendimenti raggiunti.
Il primo giorno di scuola, sarebbe opportuno che il ragazzo ritrovasse le stesse figure di riferimento lasciate l'anno prima, quindi la presenza dell'insegnante di sostegno e dell'educatore dovrebbe essere indispensabile.
Nel nostro caso, l'accoglienza il primo giorno si è svolta proprio secondo questa modalità, concordata fino dall'anno precedente con una serie di incontri fra gli insegnanti delle due scuole, la famiglia e gli specialisti.
Bisogna inoltre segnalare come nel mese di Maggio la nuova scuola fosse stata visitata un paio di volte dal ragazzo, accompagnato dall'insegnante e dalla madre.
All'ingresso erano pertanto presenti sia l'insegnante e l'educatore della scuola media che quelli dell'istituto alberghiero.
Dopo un breve momento dedicato alle presentazioni, in cui è stato ripetuto più volte al ragazzo che quella sarebbe stata la sua nuova scuola, si è proceduto ad un esplorazione dell'edificio, con particolare riguardo a quegli spazi che in seguito sarebbero stati più utilizzati.
Molta importanza è stata data all'aula di sostegno, al bagno, alle varie sale/laboratorio (cucina, bar, ristorante) ed alla palestra.
Prima di introdurre il ragazzo in classe è stato convenuto di far ripetere il giro di esplorazione per la prima settimana, spiegando la funzione di ciascuno spazio, magari con esempi pratici (es. mostrare come si fa il caffè nella sala bar).
Le azioni sono state verbalizzate il più possibile ed è stata descritta la funzione degli oggetti ed i tempi in cui sarebbero stati usati (es. "il Martedì alle 10 impareremo ad apparecchiare i tavoli").
Prima della fine della mattinata, l'insegnante e l'educatore della scuola media ci hanno salutato ed hanno ripetuto al ragazzo che da quel momento loro non sarebbero più stati con lui perché nella scuola nuova anche gli insegnanti sono nuovi.
A questo punto è stato ripetuto il giro esplorativo con la sola presenza delle nuove figure di riferimento.
Il secondo giorno di scuola, dopo l'esplorazione è stata proposta un'attività didattica nell'aula di sostegno; tale attività consisteva nel riprendere un lavoro iniziato l'anno prima alla scuola media e non fatto terminare volutamente, per poter creare una sorta di continuità.
In seguito è stata proposta la creazione di un cartellone con descritte le sequenze temporali della mattinata scolastica relative alle attività programmate nella prima settimana.
Tale cartellone è stato poi appeso all'ingresso in una posizione ben visibile in modo da essere consultato dal ragazzo al suo arrivo.
Attraverso disegni si può vedere cosa c'è da fare:
- salutare il personale in portineria
- recarsi nell'aula di sostegno
- spogliarsi
- fare il giro esplorativo
- fare le attività proposte
- fare ricreazione
- fare altre attività
- vestirsi
- attendere la mamma
Il riferimento temporale è ovviamente il suono della campanella, che deve essere disegnata rispettando i tempi reali (es. prima campana: salutare il personale, recarsi nell'aula di sostegno, spogliarsi, fare giro esplorativo, poi suona la seconda campana…).
Ad ogni variazione di programma, il cartellone verrà aggiornato in maniera precisa e sempre con la collaborazione del ragazzo.
La seconda settimana si è aperta con la proposta di andare a conoscere i nuovi compagni, specificando che non sarebbero stati gli stessi dell'anno precedente.
Dopo il giro esplorativo, siamo andati in classe ed i compagni si sono presentati uno ad uno e, come precedentemente concordato hanno consegnato al ragazzo una foto tessera.
In seguito, al ritorno nell'aula di sostegno è stato prima aggiornato il cartellone ed in seguito, su un quadernone, sono state attaccate le foto dei compagni cercando di ricordarne via via i nomi.
Tale lavoro è servito poiché nelle settimane successive il ragazzo si sarebbe seduto ogni giorno accanto ad un compagno differente, imparandone il nome e riportandolo sotto la foto giusta al fine di prendere confidenza con le facce nuove.
Dopo le prime due settimane il ragazzo ha iniziato ad ambientarsi nella nuova situazione ed è stato possibile iniziare a farlo girare da solo per l'edificio scolastico assegnandogli piccole commissioni quali fare le fotocopie, andare a cercare del materiale etc…
Dopo circa due mesi di scuola anche l'integrazione con il gruppo classe ha raggiunto un ottimo livello e molti momenti della vita scolastica vengono vissuti insieme senza ansia o comportamenti disturbanti.
Una breve riflessione
L'esperienza appena descritta è stata possibile più che altro per la buona volontà degli operatori coinvolti, infatti è molto raro riuscire a concordare e pianificare un inserimento in una nuova scuola.
Il più delle volte il bambino o il ragazzo portatore di handicap viene lasciato solo ad affrontare il cambiamento, con tutti i disagi, le ansie e i dubbi che questo comporta.
L'augurio è che, anche in base alle nuove disposizioni legislative inerenti l'autonomia degli istituti scolastici, il lavoro di rete si sviluppi in tutti i settori e che il percorso di ogni singolo alunno portatore di handicap sia attentamente seguito dalla scuola materna alla 5^ superiore, mediante collaborazione, incontro e confronto fra i vari operatori coinvolti.
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Autore: Massimo Mangani: è laureato con il massimo dei voti in Scienze dell'Educazione presso l'Università degli Studi di Firenze ed ha frequentato il Corso Biennale Polivalente per il Sostegno all'Handicap, specializzandosi brillantemente, sempre presso l'ateneo fiorentino. Attualmente è docente specializzato presso l'Istituto Superiore Balducci di Pontassieve (Firenze) e si occupa di problematiche educative con particolare riguardo all'autismo e ai disturbi da deficit d'attenzione e iperattività (ADHD). Collabora inoltre con vari operatori dell'Azienda Sanitaria di Firenze.
copyright © Educare.it - Anno III, Numero 3, Febbraio 2003

