Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 6 - Giugno 2024

Vivere di scuola

  • Scritto da Caterina Rose
  • Categoria: Vivere di Scuola

L’animatore digitale per la formazione dei docenti. Riflessioni sull'esperienza

Animatore digitaleRiordinando lo studio, mi torna tra le mani l’agenda 2019/20 ed un particolare mi balza subito agli occhi: la netta differenza di usura e di consistenza delle pagine da marzo in poi; un crescendo di appunti e appuntamenti che si intrecciano moltiplicandosi. Ricordi non lontani nel tempo riaffiorano alla mente, anche se sembra passato un secolo.

Inevitabile riconoscere il momento storico a cui mi riferisco: la pandemia covid 19. L’agenda è testimone fedele di cosa quel periodo abbia significato per me e per altri addetti al digitale nella scuola. Nel giro di pochi giorni, cercando di trasformare la difficoltà in opportunità, gli istituti dei vari ordini di scuola si sono dovuti reinventare logisticamente e didatticamente per poter continuare a garantire il servizio educativo ai milioni di bambine e bambini e ragazze e ragazzi italiani.

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  • Scritto da maestra Loredana
  • Categoria: Vivere di Scuola

Lumache a scuola, per studiare la vita animale ed apprendere la lentezza

lumacheGià in tenera età, i bambini manifestano dei comportamenti finalizzati all’esplorazione della realtà che li circonda: spinti dalla curiosità, sono impegnati a compiere sempre nuove esperienze, acquisendo così una sempre maggiore consapevolezza della realtà che è a loro più prossima. Tuttavia, la loro capacità di osservare è ancora limitata: per tale motivo si evidenzia la necessità dell’intervento educativo che, sfruttando l’istinto di conoscere il mondo, può arricchire le potenzialità presenti in ciascun bambini, introducendo elementi di riflessione volti alla scoperta delle “componenti scientifiche” della realtà.

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  • Scritto da Patrizia Marchegiani
  • Categoria: Vivere di Scuola

Sulle classi differenziali (dedicato ad un collega insegnante)

classi differenzialiAvrei giurato che fossero estinti da una vita. Forse è perché ho la fortuna di frequentare generalmente persone di un certo spessore umano. Invece no, mi sono sbagliata: incredibilmente, esistono ancora! Li ho sentiti con i miei orecchi, esistono ancora insegnanti che sono per le classi differenziali. Sì, esattamente: aspirano a un bel ghetto, in cui internare -finalmente liberandocene!- i vari alunni “problematici”, quelli con disabilità, disturbi di apprendimento, difficoltà cognitive, DSA, ADHD, QI sotto a un dato livello e naturalmente handicap di vario tipo. Ma è soprattutto “per loro” che lo vogliono, “per il loro bene”, perché “tanto, in una classe di ‘normali’ sentirebbero sempre la loro ‘diversità’; emergerebbe sempre il divario rispetto agli altri e sarebbe frustrante confrontarsi quotidianamente con loro, con quelli bravi, ...poverini”.

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  • Scritto da Paola Pomoni
  • Categoria: Vivere di Scuola

Pellegrini, non soldati. Una possibile mappa per l’identità professionale del docente (e un appello alla sobrietà)

docente stressatoHo provato in prima persona, negli ultimi anni, un crescente disagio in cattedra. No, non esattamente in cattedra, lì sono sempre stata bene, ma appena fuori dalla classe. Per trovare soluzioni bisogna definire, dare un nome ai problemi - oggi si direbbe che è opportuno fare il problem setting - e così, con un po’ di lavoro, ho identificato le fonti del mio personale malessere, nel quale, credo, si possano riconoscere tanti insegnanti.

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