Stop the genocide poster

La scuola parallela e la sua fenomenologia

La scuola è afflitta da una patologia che nel tempo ha alterato le soggettività giuridiche fino a comprometterne le interazioni culturali e sociali; un sistema potente, non autosufficiente, che assorbe risorse materiali e umane per trarre giovamento. L’effetto più vistoso è il solipsismo, indotto da moventi correlati, una monadizzazione che informa tutto il mondo della scuola, la dirigenza, i docenti e gli stessi alunni, un isolamento diverso da quello evidenziato da F. Frabboni verso la fine degli anni Novanta. In questo articolo definiamo tale patologia, causata da fattori esterni, come scuola parallela.

La scuola parallela si nutre di burocrazia, è la sintesi di tutte le riforme mancate, l’esplicazione di avanzi legislativi dalla genesi malferma, è il succedaneo convertito per effetto giuridico in funzione portante.

Si potenzia all’ombra della scuola reale con il proposito progettifico, ipocritamente giustificato dal cosiddetto ‘miglioramento’ della scuola. Si presenta alla maniera di scuola del fare, al contempo di vetrina, una sorta di esposizione estetica per fare bella mostra nell’ostentazione, utilizza la scuola senza fare didattica, attrae gli alunni senza migliorare la formazione e l’apprendimento.

 

La scuola parallela scambia, confonde la formazione con l’addestramento, la preparazione con la certificazione di…, la crescita culturale e scientifica con l’ideologia del merito (meritocrazia), il lavoro speso per le attività didattico-culturali con lo svolgimento burocratico, l’apertura culturale con risposte regolate da tracce univoche, la valutazione formativa con l’ossessione del risultato e dell’esito finale.

La scuola parallela è simulazione, si nutre di carte, di riti, di riunioni inutili che hanno nel tempo perso motivazione e legame con la vera didattica; è un ammasso di ore pomeridiane per dipartimenti, interdipartimenti, consigli di classe … per dirsi ciò che si è detto, per riempire registri e varie schede. Al materiale cartaceo si sta apponendo la cosiddetta dematerializzazione che presume il registro digitale senza che i docenti possano disporre dello strumentario adatto. Tuttavia la digitalizzazione prevede pur sempre la stampa e raccolta di carte, di nuovo un processo che si appone ad altro già in uso.