- Categoria: Ricerche a scuola
Dislessia evolutiva e comportamento aggressivo - Conclusioni
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Conclusioni
Dall'indagine si è potuto ottenere come previsto, la verifica di un'incidenza della dislessia nella popolazione scolastica di Carloforte (8%), differente rispetto alle percentuali (5,1%) rilevate nel resto della Sardegna (1) (Masala e al., 1998).
Oltre, a questa indagine epidemiologica, si è potuto anche osservare, come rilevato dalle ricerche ufficiali, una percentuale maggiore di casi, nel sesso maschile.
Abbiamo inoltre, osservato che le difficoltà più cospicue, sono a riguardo della correttezza, piuttosto che dalla velocità della lettura.
Ma l'aspetto più importante che ci siamo prefissi di testare, è la correlazione fra dislessia e aggressività, che nelle ricerche trattate nei capitoli precedenti, appare un nodo fondamentale per il futuro degli studi sulla dislessia, soprattutto per ciò che riguarda la necessità di più precoci ed efficaci trattamenti riabilitativi, per limitare i danni derivanti da quello che Stanovich (1986) definisce come, pattern di povertà che sembrerebbe essere un povero che diventa sempre più povero.
I dati ricavati dall'indagine, ovviamente, non possono avere, date le caratteristiche degli strumenti utilizzati, un valore diagnostico per i due disturbi, tuttavia, il loro utilizzo può essere utile nell'individuare situazioni a rischio che potrebbero evolversi una volta al di fuori del circuito scolastico, in valenze comportamentali devianti problematiche, sia per l'individuo che per la società.
Note
1. Percentuale ottenuta in uno studio recente che ha utilizzato uno strumento diverso (test Faglioni), da quello da noi valutato per l'indagine.
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Autore: Angela Maria Granara è laureata in Scienze dell'Educazione ed opera come educatrice presso i Servizi Sociali di Carloforte. Ha avuto esperienze come insegnante di sostegno a soggetti con difficoltà di apprendimento ed insegna nella scuola di base con incarichi a tempo determinato.
copyright © Educare.it - Anno II, Numero 9, Agosto 2002

