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Dislessia evolutiva e comportamento aggressivo - Caratteristiche del campione

Aspetti generali sulle caratteristiche del campione

La ricerca si poneva come primo obiettivo, quello di raccogliere dei dati circa l'incidenza della dislessia nella popolazione scolastica di Carloforte.
E' significativo il fatto che la percentuale dei dislessici individuata dopo l'esclusione delle classi 2° Elementari dal campione generale, per le motivazioni già esposte, corrisponde all'8% differenziandosi dai dati riportati nel DSM-IV (5%).
Esistono, in letteratura, risultati discrepanti da regione a regione: mentre Sicilia (6.3%), Calabria (6,7%), Toscana (6,7%) e Veneto (7.6%), si collocano intorno a valori medi, per la Puglia l'incidenza è notevolmente maggiore (13,3%) e per l'Abruzzo (3.3%) e il Piemonte (3.8%) l'incidenza è sensibilmente inferiore alla media. Ciò dipende dai fattori implicati e dalla struttura dello strumento utilizzato. 
Il primo aspetto che si è reputato utile analizzare riguarda il rapporto maschi\femmine all'interno dei casi. 
Tale variabile è stata presa in considerazione in quanto numerose indagini, compiute su soggetti con dislessia evolutiva, riportano una prevalenza di soggetti di sesso maschile rispetto a quelli di sesso femminile. Il DSM-IV, per esempio, riporta che il 60-80% dei soggetti a cui viene diagnosticato un disturbo della lettura, sono maschi. 
Il nostro campione rispecchia questi dati: il 56% dei dislessici sono maschi contro il 44% dei dislessici di sesso femminile (Fig.1).

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La proporzione viene confermata anche se si prende in considerazione il campione totale distinto in base al sesso: difatti il 9.45% dei maschi è dislessico, contro il 6.87% delle femmine (Fig.2). Ciò rispecchia i dati delle ricerche sulle anomalie del substrato neuroanatomico, che dimostrano un'influenza del testosterone nella formazione dell'emisfero cerebrale sinistro.

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Una seconda variabile considerata è quella relativa alla lateralità.
Dai dati ricavati si deduce una maggioranza di destrimani sia nel campione complessivo 88.6% (Fig.3), che tra la popolazione dei dislessici 88% (Fig. 4). Ciò non coincide con i dati ufficiali che invece, vedrebbero la dislessia più spesso correlata con il mancinismo.


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risult5L'indagine ha inoltre, focalizzato l'attenzione sulle prove individuali di lettura, considerando i soggetti nelle diverse fasce scolastiche. Nella Fig. 5, si riportano le percentuali dei casi calcolate rispetto al numero totale dei singoli livelli.
Si osservi come per la scuola elementare le classi 5°, hanno una percentuale di casi, maggiore rispetto alle altre. Nella scuola Media il valore più elevato dei casi è nelle classi seconde.

risult6Nell'analisi dei risultati del test Sartori, è stata rilevata una prevalenza di casi nelle prove 4E, 5E denotando una maggiore inclinazione a commettere errori piuttosto che a leggere lentamente (Fig. 6).

 

Per la Lingua Italiana, il primo studio sull'evoluzione della letto-scrittura, è stato il lavoro di Tressoldi del 1995. Dai dati ricavati, il ricercatore afferma che anche per l'italiano esiste un'evoluzione dalla fase alfabetica a quella lessicale, come dimostrato da U. Frith per la lingua inglese. Quest'ultima sembra si sviluppi successivamente e in modo graduale rispetto a quella alfabetica. 
Analizzando i dati da lui ottenuti e confrontandoli con la nostra indagine, troviamo però delle discrepanze.
risult7Tressoldi, ad esempio, osserva che il tempo occorso ai soggetti testati per la lettura di parole è sempre minore a quello occorso per la lettura di non parole, così come inferiori sono gli errori commessi nella lettura delle prime rispetto alle seconde, dimostrando una sensibilità al contesto. 
Nei nostri risultati (Fig.7), si evidenzia un netto equilibrio di casi rilevati nelle prove concernenti le parole e le non parole.