- Categoria: Ricerche a scuola
Dislessia evolutiva e comportamento aggressivo - Risultati
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Correlazioni tra dislessia ed aggressività
Dopo aver commentato i risultati sulla parte epidemiologica del nostro studio sulla dislessia, procediamo all'analisi delle correlazioni tra disturbo della lettura e valenze aggressive.
Abbiamo avuto modo di esporre nei capitoli precedenti vari, studi sulla comorbilità fra i disturbi specifici dell'apprendimento e i comportamenti aggressivi.
La necessità di esaminare questo particolare aspetto della dislessia, parte dalle considerazioni che vari autori fanno a proposito dello svantaggio sociale derivante da questa comorbilità.
Ackerman e Dykman, in particolare, si distinguono per la loro attenzione nei confronti della comorbilità fra dislessia e disturbi comportamentali. Questa combinazione, affermano i ricercatori, sembra esporre i bambini al rischio di una sociopatia da adulti, più di quanto non facciano i soli disturbi dell'apprendimento.
Sheila Williams e Rob McGee nel 1994, in uno studio su 698 bambini dimostrarono che la difficoltà di lettura riscontrata a 9 anni, era un buon predittore, di comportamenti antisociali e di delinquenza giovanile nell'età adolescenziale.
Si è già evidenziato inoltre, come esista un divario fra l'analisi sul campo da parte di insegnanti, psicologi, personale della giustizia minorile, che osservano con continuità, la comorbilità fra i due disturbi, e, gli studi che invece non riportano con la stessa evidenza questo legame.
Ciò è dovuto probabilmente al fatto che, diverse sono le misure utilizzate per queste ricerche e quindi, la comparazione degli studi si presenta problematica.
Il compito della nostra indagine, è quello dell'analisi epidemiologica di tale comorbilità, in una popolazione particolare come abbiamo visto essere quella di Carloforte, in modo da verificare se esista una relazione tra dislessia e aggressività, nel nostro campione.
Perciò in primo luogo, procederemo ad esaminare i grafici che evidenziano la distribuzione dei casi con valenze aggressive nelle diverse sottoscale del Test.
Il BPAQ, difatti si compone di 29 items che intendono identificare, 4 diversi tipi di caratteristiche aggressive, "l'ostilità", "la rabbia", "l'aggressività verbale", "l'aggressività fisica".
Nel nostro campione esiste una tendenza all'incremento dei casi in modo proporzionale all'aumentare dell'età dei soggetti. Difatti, al contrario degli altri livelli nelle Classi 1° e 3° della Scuola Media, abbiamo rilevato dei casi in ogni sottoscala del Test (Graf.1).
Inoltre, possiamo notare come in ogni livello, siano presenti casi con "aggressività fisica", mentre nelle fasce d'età più giovani, non compaiono soggetti con "ostilità".
Il Graf.2, evidenza la distribuzione dei casi, identificati con l'utilizzo di un cut off unico, nei due sessi.
Si osservi come la maggioranza dei soggetti frequenti le Classi 1° della Scuola Media.
Inoltre, per la maggior parte dei livelli scolastici, il sesso maschile è predominante.
Questo confermerebbe i dati di numerose indagini (Rutter et al., Ackerman & Dykman).
Utilizzando un cut off proprio per i due sessi, si sono rilevati: l'11,49% dei casi nel campione complessivo dei maschi, mentre nel campione delle femmine abbiamo il 10% (Graf. 4-5).
Ciò dimostra che utilizzando una misura specifica, i casi si equivalgono nei due sessi, evidenziando i soggetti più aggressivi in ciascun campione.
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Nel Graf.4, si può dunque osservare che, così come per i casi di dislessia, anche per i soggetti aggressivi, sia nella Scuola Elementare che nella Scuola Media, il sesso con più alta percentuale di casi sia quello maschile.
Conoscendo la distribuzione dei casi aggressivi e utilizzando i dati relativi ai soggetti dislessici osserviamo nei seguenti grafici le relazioni fra i due disturbi nel nostro campione.
Come abbiamo già evidenziato nella Tab. 34, solo il 9% dei soggetti aggressivi sono dislessici (Graf.5).
Nel Graf.6, il rapporto dislessia aggressività, calcolato sul totale dei soggetti dislessici, evidenza una percentuale ben più alta di non aggressivi.
Ma se mettiamo a confronto la percentuale dei casi aggressi nei due campioni (dislessici e non dislessici), possiamo notare una propensione dei soggetti dislessici alle valenze aggressive lievemente maggiore rispetto ai soggetti non dislessici (Graf. 7).
La nostra ricerca, quindi, non evidenza una netta prevalenza di soggetti aggressivi nel campione dei dislessici, tuttavia vi è una tendenza ai comportamenti aggressivi, maggiore tra i soggetti dislessici piuttosto che fra quelli non dislessici.



