- Categoria: Ricerche a scuola
Dislessia evolutiva e comportamento aggressivo - Metodologia
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Metodologia
Campione
Il campione è costituito da 12 classi della Scuola Elementare dalla 2°alla 5°, e da 9 classi della Scuola Media Inferiore dalla 1° alla 3°, per un totale di 194 alunni della scuola Elementare e 164 alunni della scuola Media.
Complessivamente dunque, il campione è di 358 alunni.
Le due Scuole sono all’interno del comune di Carloforte, scelto perché sospettato di possedere peculiarità che nel corso della ricerca abbiamo potuto evidenziare.
Le classi 1° della Scuola Elementare, sono state escluse dalla ricerca, perché le prove proposte non erano corrispondenti alla loro età e grado di scolarizzazione.
Le classi che si sono coinvolte nella ricerca sono state scelte per studiare l’evoluzione dei disturbi in oggetto.
Difatti l’acquisizione delle strumentalità di lettura come dimostra il modello di Uta Frith, proposto nella prima parte del lavoro, attraversa degli stadi di automatizzazione dei processi, così come le relative difficoltà di lettura.
Inoltre, lo studio dei disturbi comportamentali ha dimostrato come, a seconda dell’età del soggetto esaminato, gli atteggiamenti aggressivi abbiano caratteristiche differenti.
Criteri diagnostici
Per quanto riguarda l’individuazione dei soggetti con difficoltà dell’apprendimento della lettura si è fatto riferimento ai criteri diagnostici riportati nel ICD-10 e nel DSM-IV, i quali indicano i seguenti aspetti.
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Criterio della discrepanza: si sono esclusi i soggetti che riportavano un QI significativamente al di sotto della prestazione media dei soggetti (al di sotto di un valore pari o superiore ad una deviazione standard). Questo perché, come già sottolineato in precedenza, si può parlare di disturbo specifico di lettura, se esiste una differenza significativa tra la prestazione al test cognitivo e la performance nell’abilità di lettura.
Per ciò che concerne la prestazione nella performance di lettura, si sono considerate significative, le prestazioni inferiori alla media del campione totale, in modo pari o superiore a due deviazioni standard. Fanno eccezione per la scuola Elementare le classi 2°. Data l’età dei soggetti e il grado di scolarizzazione, si è ritenuto opportuno considerare una deviazione standard.
A riguardo delle valenze aggressive, si è proceduto in modo analogo considerando, però, significative le prestazioni superiori alla media del campione totale, in modo pari o superiore a due deviazioni standard.
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È bene sottolineare il fatto che trattandosi di un’indagine epidemiologica, non si è potuto prendere in considerazione vari fattori di esclusione, se non mediante un breve questionario informativo rivolto ai genitori dei soggetti testati, nel quale si chiedeva di intervenire a proposito di alcuni criteri quali: la possibile ereditarietà del disturbo di lettura, eventuali traumi perinatali o postnatali del bambino, alcune considerazioni generali su eventuali problemi comportamentali.
Trattandosi di uno strumento consegnato alla famiglia (in completo anonimato), non si può considerarlo una misura sufficiente di esclusione di eventuali danni acquisiti durante lo sviluppo, né una controparte pienamente oggettiva, delle prove da noi sottoposte ai bambini.

