Stop the genocide poster

Dislessia evolutiva e comportamento aggressivo - Strumenti utilizzati (1)

Test individuali

a) Test Sartori:

  • Lettura di parole
  • Lettura di parole senza significato

Il test Sartori è uno strumento carta-matita, composto da due prove:

  • La prima che viene identificata come la 4° prova nella Batteria per la valutazione della Dislessia e della Disortografia Evolutiva di G. Sartori, R.Job, P.E. Tressoldi, consta nel leggere a voce alta quattro liste di 28 parole ciascuna. Ogni lista ha un gradiente diverso di difficoltà.
  • La seconda prova è quella di lettura di non parole, ossia di termini che non hanno significato nella lingua italiana. E' questa la prova n° 5 della suddetta batteria di test Sartori, e prevede la lettura ad alta voce di 3 liste, anch'esse un gradiente di difficoltà crescente, ognuna composta da 16 parole.

Inizialmente il test è stato presentato alla classe come prova individuale e ne sono stati definiti i criteri di svolgimento.

Si è spiegato agli alunni, che si sarebbe trattato di una lettura veloce di singole parole scritte su un foglio esterno al fascicolo delle prove collettive di cui erano in possesso.
Tale foglio sarebbe stato consegnato ad ognuno, solo nel momento d'inizio della propria prova. In seguito a tale spiegazione, gli alunni sono stati invitati uno per volta in un ambiente esterno all'aula, atto alla somministrazione del test in forma individualizzata. Ogni bambino, ha avuto modo di familiarizzare, mediante un breve colloquio, con le somministratrici. Tale colloquio oltre ad essere utile direttamente ai fini della ricerca, in quanto si è tenuto conto di alcuni dati personali, quali: età, sesso, lateralità, è stato altrettanto necessario, per far si che la prova si svolgesse in maniera più distesa, in modo da attenuare la presenza di eventuali stimoli ansiogeni.
In questa fase si è cercato altresì un commento sulle difficoltà delle prove appena terminate e sulla vita di classe, in modo da poter capire meglio le caratteristiche del soggetto che si stava testando.
E' sempre in questo contesto che si è chiarita meglio la modalità di svolgimento della prova. Si è spiegato ai soggetti che dovevano leggere a voce ben chiara e velocemente una lista di parole. Al termine di tale lista prima di leggere la seconda colonna, dovevano fermarsi per dar modo alle somministratrici di appuntare il numero degli errori compiuti, e il tempo impiegato a leggere tutta la colonna.
Si è provveduto altresì a collocarsi frontalmente all'allievo spiegandogli che, per seguire la sua lettura si aveva a disposizione una copia speciale del foglio, sulla quale si sarebbero appuntate le parole lette in maniera errata, e un cronometro per misurare il tempo impiegato per la lettura di ogni lista. Per cui s'invitavano gli alunni, a prestare particolare attenzione al proprio foglio, senza preoccuparsi di seguire gli appunti presi dalla somministratrice durante la lettura.
Ai più curiosi, per evitare ogni distrazione, veniva promesso di verificare i propri errori a fine lettura.
La seconda parte del test veniva indicata come la continuazione della prova precedente, specificando però che questa volta si sarebbe trattato di leggere parole inesistenti.
La somministratrice durante tutto il corso della lettura, non doveva incoraggiare il lettore, né commentare eventuali errori, se non al termine di ogni lista.
Soprattutto per le 2° e 3° Elementari si è più volte concesso qualche istante di pausa fra una lista e l'altra, qualora il soggetto appariva disattento o affaticato.
Ogni volta che s'interrompeva la lettura, si girava il foglio di lettura in modo da evitare che il soggetto potesse leggere le parole successive.

b) Il Buss-Perry Aggression Questionnaire

Il Buss-Perry Aggression Questionnaire, o BPAQ, è uno strumento per la misurazione degli atteggiamenti aggressivi elaborato nel 1992, da Arnold H. Buss ed un suo collaboratore Mark Perry.
E' una versione aggiornata e migliorata del BDHI (Buss-Durkee Hostility Inventory), elaborato da Buss e Durkee nel 1957, un questionario più vasto e ampiamente accettato, ma che presentava, secondo gli stessi autori, vari limiti. 
Nel BPAQ, solo alcuni items derivano dallo strumento originale, la maggior parte è stata riscritta per l'occasione. Un gran numero di affermazioni sono state eliminate, perché considerate ingannevoli, molte altre sono state riscritte al fine di apportare maggiore chiarezza alla loro comprensione. 
E' uno strumento costituito da 29 items, suddivisi in quattro sottoscale: Aggressione fisica, Aggressione verbale, Rabbia, Ostilità. 
Le risposte sono valutate in una forma di tipo Likert, con un punteggio 1-5, nell'intervallo tra Del tutto insolito per me a Molto tipico del mio agire.
Gli alunni sono stati invitati ad indicare quanto corrispondesse ogni affermazione al proprio carattere.
Per fare ciò il soggetto è stato invitato a segnare con una crocetta uno dei quattro gradi d'affinità con l'affermazione descritta.
Per ogni grado è stata utilizzata una lettera dell'alfabeto. Così:

  • A corrisponde a PER NULLA;
  • B corrisponde ad UN POCO;
  • C corrisponde ad ABBASTANZA;
  • D corrisponde a MOLTO.

La scelta di utilizzare le lettere dell'alfabeto invece che i numeri, nasce dalla riflessione che i soggetti testati avrebbero potuto scegliere sempre il grado 4, ritenendolo più importante rispetto agli altri.
La somministrazione del test, è stata preceduta da una semplice spiegazione, inoltre, i soggetti durante tutto il corso del questionario hanno potuto chiedere delucidazioni alle somministratrici a proposito delle affermazioni più oscure.
Soprattutto per le classi 2° della Scuola Elementare, il test è stato somministrato direttamente dalle testatrici, data l'astrattezza e la difficoltà espressiva di certe affermazioni. 
I bambini più piccoli venivano aiutati tramite, esempi della vita quotidiana, atti a ricondurli al loro vissuto personale.
Questi interventi sono stati preparati prima della somministrazione, per evitare un'eccessiva improvvisazione che avrebbe potuto causare disparità nel corso della somministrazione del questionario.
Occorre esprimere una considerazione necessaria ai fini della corretta interpretazione dei risultati del test.
Il fatto che il BPAQ, sia uno strumento autoreferenziale, fa si che i soggetti, liberi di rispondere autonomamente alle domande, possano non esprimersi in modo totalmente sincero, o che comunque, non siano oggettivi nell'autovalutazione (si potrebbero giudicare diversamente rispetto a ciò che comunicano, fanno o manifestano agli altri). 
L'indagine andrebbe dunque, confermata da altre inchieste rivolte ai genitori, agli amici, o agli insegnanti dei soggetti testati, che, in questa sede, non hanno ritenuto opportuno collaborare in modo manifesto ed ufficiale.