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La strada verso l'inclusione scolastica: una rassegna delle principali tappe - Linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità

Linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità

Dopo gli anni di fermento normativo che abbiamo riassunto, fino al 2007, il legislatore e l'amministrazione scolastica sembrano mettere da parte i temi dell'inclusione scolastica degli alunni disabili, forse a causa dell'attenzione concentrata più sull'elaborazione della riforma generale del sistema di istruzione. Il 2007 sarà l'anno in cui, come accennato precedentemente, l'Italia ratifica la Convenzione dei diritti delle persone con disabilità, resa esecutiva due anni più tardi con l'istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (L. 18/2009), cui è affidata la promozione delle seguenti azioni: l'attuazione della Convenzione e l'elaborazione di un rapporto dettagliato sulle misure adottate come richiesto dalla stessa; un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità; la raccolta di dati statistici che illustrino la condizione delle persone con disabilità, anche in riferimento alle specificità territoriali; la relazione sullo stato di attuazione delle politiche in materia; la realizzazione di studi e ricerche che possano contribuire ad individuare aree prioritarie verso cui indirizzare interventi per la promozione dei diritti delle persone con disabilità; si richiede inoltre di favorire i processi di integrazione nelle classi comuni.

Nel 2009 vengono pubblicate le Linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità, con lo scopo di migliorare il processo di integrazione degli stessi. In esse è presente un forte richiamo all'affermazione del "modello sociale della disabilità" proposto nell'ICF. Poiché questo sistema di classificazione "sta penetrando nelle pratiche di diagnosi condotte dalle AA.SS.LL., che sulla base di esso elaborano la Diagnosi Funzionale", si ritiene "opportuno che il personale scolastico (…) sia a conoscenza del modello in questione e che si diffonda sempre più un approccio culturale all'integrazione che tenga conto del nuovo orientamento volto a considerare la disabilità interconnessa ai fattori contestuali" (Linee guida per l'integrazione, 2009, p. 9). Altri punti messi in evidenza dalle Linee Guida sono:

  • a) il ruolo strategico degli Uffici Scolastici Regionali per la pianificazione e gestione di risorse e azioni a favore dell'inclusione scolastica di alunni con disabilità;
  • b) la capacità delle istituzioni di stabilire azioni di raccordo fra Enti territoriali, servizi e istituzioni scolastiche per l'individuazione delle esigenze e lo sviluppo dell'offerta sul territorio;
  • c) i compiti del Dirigente Scolastico, che in qualità di garante dell'offerta formativa deve verificare che in questa siano previsti interventi e progetti per dare risposte precise ad esigenze educative individuali, e pertanto anche a quelle degli alunni con disabilità;
  • d) la corresponsabilità educativa e formativa dei docenti: è compito dell'intera comunità scolastica organizzare i curricoli in favore dei diversi stili cognitivi, gestire le attività d'aula, favorire e potenziare gli apprendimenti, adottare materiali e strategie in relazione agli alunni;
  • e) personale ATA e assistenza di base: compete ad ogni scuola la responsabilità di predisporre le condizioni affinché tutti gli alunni dispongano di servizi qualitativamente idonei a soddisfare le proprie esigenze. Sarà sempre il DS 'negli ambiti degli autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane' (ibid., p.19) ad assicurare il diritto all'assistenza, 'mediante ogni possibile forma di organizzazione del lavoro (…), utilizzando a tal fine tutti gli strumenti di gestione delle risorse umane previsti dall'ordinamento' (idem);
  • f) collaborazione con le famiglie: con un rimando all'art. 12 comma 5 della L. 104/92 si ricorda che la famiglia ha diritto di partecipare a formulazione e verifiche del Profilo Dinamico Funzionale e del PEI, e che orientamenti normativi successivi hanno richiesto una sempre più ampia partecipazione delle famiglie ai sistemi educativi.