- Categoria: Ricerche a scuola
Ma come fanno i marinai? Una ricerca sulle assenze ingiustificate nella scuola superiore - Modi diversi per non esserci
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Modi diversi per non esserci
La carrellata di inquadrature si ferma qui. Ci ha fornito una serie di primi piani che è opportuno riassumere, perché concorrono a delineare aspetti di un fenomeno che spesso è fatto rientrare, banalmente, nell’inaffidabilità dei discoli anziché nel fulcro stesso delle dinamiche pedagogiche.
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focus
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ambito
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| Modica quantità - Economie | Gestione del quotidiano |
| Prima volta - Vita spericolata | Esperienza |
| Anonimati | Dinamiche sociali |
| Sotterranei | Dinamiche di gruppo |
| Psichedelie - Sottili perfidie | Memoria familiare |
| Conflitti taciuti |
Latenze
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| Selezione naturale - Sguardi | SAtteggiamento degli adulti |
La tabella consente di fare riferimento a un insieme di tratti più ampi, che concorrono, al di là della variabilità individuale, a riprodurre un fenomeno che periodicamente richiama l’attenzione della stampa, in concomitanza con fatti di cronaca o provvedimenti delle autorità. In una grande città italiana, per esempio, è stata disposta la chiusura mattutina di alcuni locali pubblici, pub e sale giochi, perché divenute meta di studenti fuggitivi; da oltreoceano, dove impera il pragmatismo, qualche scuola impone sanzioni in denaro ai genitori che non sorvegliano la frequenza dei loro bimbi.
Restringere il problema a una questione di ordine pubblico, decoro familiare o prestigio di determinate realtà scolastiche è miopia, e tocca proprio alla teorizzazione pedagogica evidenziare come, anche su un aspetto a torto considerato marginale, sia possibile scorgere le dinamiche in atto dentro e fuori la scuola. Del resto la questione tocca due riferimenti paradigmatici a livello simbolico:
- la figura del pedagogo indica, nel mondo greco, proprio colui che accompagna l’allievo. Il mito di origine della pedagogia è centrato, quindi, proprio sulla capacità dell’adulto di indicare il percorso al giovane;
- la volontarietà della formazione è un tratto costitutivo dei sistemi democratici. Ovvio che gli studenti che disertano la scuola siano una crepa nella trasmissione/elaborazione delle conoscenze. A meno di declamare coercizioni e autoritarismi, un alto tasso di assenze dovrebbe portare i sistemi scolastici a riconsiderare se stessi.
Fin qui si sono ricercate delle chiavi di lettura: componenti di arredo per una questione complessa, che investe diversi ambiti.
Il questionario distribuito a completamento della ricerca ha proprio l’obiettivo di dare un minimo di sistematicità a questi frammenti. La popolazione prescelta proviene da ex studenti del liceo scientifico, maturati due anni addietro e attualmente in gran parte iscritti ai corsi universitari. La distanza temporale che separa gli studenti dalla pregressa appartenenza appare garanzia sufficiente a evitare che le risposte siano condizionate da interessi o timori. Sono stati distribuiti 60 questionari e raccolti 54: senza pretendere di aver costituito un campione rappresentativo, si ritiene comunque che i risultati possano indicare ulteriori elementi di rilievo.
Il questionario ruota attorno a quattro assi: frequenza, motivazione, modalità e significato. Col primo si vuole cogliere l’entità delle assenze ingiustificate, almeno come risulta nel ricordo degli studenti; la seconda dimensione indaga sugli aspetti motivazionali; la terza su luoghi, condizioni e composizioni, e infine ci si interroga sul significato, nell’oggi, di quelle esperienze.
L’elaborazione delle risposte, è opportuno precisarlo, non fotografa una realtà, neanche a livello locale, bensì la percezione di alcuni soggetti riguardo fatti e circostanze di cui sono stati protagonisti o che hanno osservato da vicino. Questa avvertenza è particolarmente necessaria per quanto concerne la quantificazione delle assenze ingiustificate, perché non si può escludere che qualcuno possa sovrastimare o sottodimensionare il fenomeno. Importa però, qui, il senso che ciascuno ha attribuito al vissuto.
Analogamente le motivazioni indicate dagli studenti vanno considerate come opzioni preferenziali e non come segmenti rigidi. È ovvio che ogni azione umana è la risultante di spinte diverse, a volte anche in contrasto tra di loro, e non è scontato che il soggetto sia consapevole delle dinamiche vissute o voglia comunicarle. Ciononostante, questa semplificazione è motivata dall’obiettivo di ricavare una rosa, non gerarchicamente ordinata, di motivazioni e significati, spingendo ciascun soggetto intervistato a una ricostruzione a posteriori dell’accaduto che è, anche, il primo passo verso un’ermeneutica del proprio processo di formazione. Scomporre la multidimensionalità di un fenomeno non è, dal nostro punto di vista, uno strumento analitico idoneo a fornire elementi allo stato puro, ma consente di proporre costruzioni idealtipiche, provvisorie e fluttuanti, da trattare poi attraverso una discussione dialettica.
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Frequenza delle assenze in 1 anno scolastico
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Motivazione delle assenze
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Evitare compiti e interrog.
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38 %
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Oltre 10
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14 %
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Problemi personali
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25 %
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Da 6 a 10
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32 %
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Ricerca del divertimento
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19 %
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Meno di 5
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54 %
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Noia
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18 %
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Modalità
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Significato
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In solutine
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24 %
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Pianificare i risultati scolastici
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34 %
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Restano a casa
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13 %
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Fare esperienze diverse
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31 %
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In gruppo (precostituito)
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35 %
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Trovare uno spazio personale
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22 %
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In gruppo (casuale)
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28 %
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Evidenziare una crisi
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13 %
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