- Categoria: Adolescenza e disagio giovanile
Bramosie consumistiche e bisogni educativi - Abstract
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ABSTRACT
La pubblicità e il consumo sono al centro di interessi e attenzioni sempre maggiori, soprattutto perché, tali aspetti, generano una forte influenza sui singoli, riversandosi soprattutto sui giovani; categoria che dovrebbe essere tutelata, protetta e salvaguardata sul piano psico-socio-pedagogico.
La pubblicità, avvalendosi dalla sua capacità persuasiva, è in grado di modellare la società, trasformandola sempre più in un immaginario mitico, costruendo forti rappresentazioni sociali e fornendo ai ragazzi informazioni sulla società stessa e su come agire in essa, stabilendo stereotipi che condizioneranno il loro comportamento futuro. Per far si che il ragazzo resti ancorato al prodotto, le sensazioni trasmesse sono presentate come positive e gratificanti, andando così, a incidere sull'emotività e generando un ambiente emozionale, puntando sul desiderio. Un elemento da non sottovalutare riguarda la dimensione dei valori, che invade, per sua natura, la sfera individuale. L'obiettivo fondamentale delle agenzie formative deve essere quello di definire interventi che possano controllare l'invadenza degli spot nella vita dei ragazzi e trasformarli in una positiva occasione di crescita.
Al di là di facili demonizzazioni o di esagerati divieti, occorre educare le giovani generazioni verso un'alfabetizzazione mediale, all'insegna dello spirito critico come strumento di decodifica della pubblicità; non solo ma educare e formare anche i genitori.
Note
1) Cfr. Milner M., Freaks, geeks, and cool kids: american teenagers, schools and the culture of consumption, Routledge, New York 2004.
2) Cfr. Parmiggiani P., Consumatori alla ricerca di sé. Percorsi di identità e pratiche di consumo, Franco Angeli, Milano 2001.
3) Cfr. Dalli D., Romani S., Il comportamento del consumatore, Franco Angeli, Milano 2000.
4) Simone M.G., Consumo, identità, educazione, Armando editore, Roma p. 47.
5) Augé M., Nonluoghi, Introduzione a un'antropologia della surmodernità, Elèuthera, Milano 2009, p. 97.
6) Sanguanini B., New Media e teenager: Tamagotchi, Game Boy, computer e videogames in Italia, in Bovone L., Ruggerone L. (a cura di), Intorno a produzione e consumo. Percorsi dell'industria culturale, Franco Angeli, Milano 2003, p. 39.
7) Cfr. Codeluppi V., La vetrinizzazione sociale: il processo di spettacolarizzazione degli individui e della società, Bollati Boringhieri, Torino 2007.
8) Bargh J.A., Losing consciousness: Automatic influences on consumer judgment, behavior, and motivation, Journal of Consumer Research, 29, 2002, pp. 280-285.
9) Reber R., Schwarz N., Winkielman P., Processing fluency and aesthetic pleasure: Is beauty in the perceiver's processing experience?, Personality and Social Psychology Review, 8, 2004, pp. 373-374.
10) Verplanken B., Wood W., Interventions to break and create consumer habits, Journal of Public Policy & Marketing, 25, 2006, pp. 90-91.
11) Simonson I., Indefense of consciousness: The role of conscious and unconscious inputs in consumer choice, Journal of Consumer Psychology, 15, 2005, pp. 211-212.
12) Cfr. Campbell C., I shop therefore I Know that I am: The Metaphysical Basis of Modern Consumerism, in Ekstrom K., Brembeck H. (a cura di), Elusive Consuption: Tracking New Research Perspectives, Oxford, Berg 2003.
13) Lerner J.S., Tiedens L.Z., Portrait of the angry decision maker: How appraisal tendencies shape anger's influence on cognition, Journal of Behavioral Decision Making, 19, 2006, p. 115.
14) Cfr. Rebughini P., Sassatelli R., Le nuove frontiere dei consumi, Ombre Corte, Verona 2008.
15) Harrison R., Newholm T., Shaw D., The ethical consumer, Sage Publications, London 2005, pp. 1-8.
16) De Luca P., Il consumo critico: una ricerca esplorativa sulla dimensione sociale del comportamento consumatore, 5° Congresso internazionale, Le tendenze del Marketing, Venezia 20-21 gennaio 2006.
17) Barnett C., Cloke P., Clarke N., Malpass A., Consuming Ethics: Articulating the Subjects and Spaces of Ethical Consumption, Antipode, vol. 37 n.1, 2005a, pp. 23-25.
18) Barnett C., Cloke P., Clarke N., Malpass A., Consuming Ethics: Articulating the Subjects and Spaces of Ethical Consumption, op. cit., p. 24.
19) Cfr. Boratto G., Consumi etici e consumi di vita, Web Magazine, 2003.
20) Joergens C., Ethical fashion: myth or future trend? Journal of Fashion Marketing and Management, vol. 10 n. 3, 2006, pp. 360-364.
21) Cfr. Progettare l'educazione per lo sviluppo sostenibile. Idee, percorsi, azioni, EDUCatt Università Cattolica, Milano 2011.
22) Cfr. Sterung S., Educazione sostenibile, Anima Mundi, Assago (Mi) 2006.
23) Cfr. Regni R., Geopedagogia. L'educazione tra globalizzazione, tecnologia e consumo, Armando Editore, Roma 2002.
Autore: Elvia Ilaria Feola, dottore di ricerca in Metodologia della ricerca educativa, è stata titolare di un assegno di ricerca dal titolo Ricerca dei metodi, tecniche e strumenti impiegati nei corsi eLearning, secondo i mutati paradigmi dell'apprendimento. Collabora da diversi anni con la cattedra di Tecnologie dell'Istruzione e dell'Apprendimento (M-Ped/04), presso l'Università degli studi di Salerno. Autrice di saggi e contributi sui temi dell'apprendimento e della comunicazione, indirizza la propria attività di ricerca sugli effetti determinati dallo sviluppo delle nuove tecnologie sulle modalità di apprendimento/insegnamento.
copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 4, aprile 2013
DOI: 10.4440/201304/FEOLA

