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Bramosie consumistiche e bisogni educativi - Collezionisti di piaceri

Collezionisti di piaceri e costruttori di preferenze mediali

La nuova generazione, nata e cresciuta in un ambiente in cui la presenza dei media è dominante, riesce a operare in tale habitat con estrema disinvoltura, a manifestare un'elevata confidenza con essi, e ad accedere ai mezzi di comunicazione con una frequenza e un'intensità sconosciute alle generazioni precedenti. Gli adulti, invece, cercano di adeguare i loro comportamenti mediatici, anche se in modo non sempre lineare e coerente alla nuova condizione.

Questo fenomeno si manifesta attraverso la tendenza a impiegare i media con motivazioni prevalentemente di piacere, anche se ciò non va inteso come una forma di consumo superficiale, poiché i giovani non esigono che i media colmino i vuoti della loro esperienza personale, specie nel campo relazionale, ma solo di riempire, per quanto possibile piacevolmente, il loro tempo libero.

Ciò che domina i giovani non è la mancanza di interesse verso l'informazione, ma l'esigenza di informarsi in tempi brevi e nel momento stesso in cui accadono gli eventi. Pertanto, mostrano una progressiva estraneità ai media che si collocano in una posizione temporalmente distante rispetto al verificarsi dell'evento di cui i giovani desiderano avere informazioni.

Gli internauti, inoltre, desiderano avvalersi di un ventaglio variegato di opportunità, mediante il quale è possibile realizzare un percorso personalizzato di conoscenze, che si avvalga di una rapida sintesi di concetti e di informazioni importanti, avvincenti ed emotivamente coinvolgenti. Agli internauti deve essere fornita una guida autorevole cui possano far riferimento, che li orienti nella ricerca del percorso più consono alle proprie attese e capacità e non li faccia smarrire nel labirinto prodotto dall'abbondanza di stimoli comunicativi.

Le nuove tecnologie devono essere impiegate in un uso volto a creare, allargare o rinforzare relazioni personali con altri giovani, avvalendosi della loro illimitata capacità spazio-temporale. Questo perché gli internauti attraverso la rete, vista come unico luogo di riferimento, stabiliscono legami sociali con gli altri coetanei e non, concretizzano l'esperienza del mondo e costruiscono la propria identità. Inoltre, entrando in relazione tra loro si scambiano emozioni tra pari, per questo ogni strumento tecnologico è vissuto come un prolungamento della propria persona, impiegandosi sempre di più in modo soggettivo e coinvolgente. Inoltre, fondamentale per i giovani è l'attualità dei messaggi e il loro coinvolgimento che deve avvenire contemporaneamente alla fruizione. Tale atteggiamento provoca, nei giovani, una perdita di interesse per gli eventi e, contestualmente, considerano reale e attuale tutto ciò che propinano i media.

La nuova generazione desidera essere coinvolta soggettivamente ed emotivamente dai media, per tale motivo prediligono tutto ciò che stimola la sfera sensoriale, più che quella analitica, la valorizzazione dei sentimenti rispetto alla comprensione. Questo perché i media rappresentano un ottimo palcoscenico da cui trarre i giusti ausili per accrescere i sogni, le aspettative e le sfide dei giovani e, in alcuni casi, evadere da una realtà non sempre soddisfacente.

Tutto ciò però genera un divario tra il "dover essere", cui sono tenuti i giovani, e il "poter essere" sponsorizzato e propinato dalla realtà presentata dai media. Il "poter essere" accresce nell'individuo la fantasia, ma nello stesso tempo lo discosta inesorabilmente dalla realtà, eludendola e generando nel soggetto stesso un senso di inappropriatezza rispetto a ciò che è l'oggettività. La realtà, infatti, è simulata e percepita dal soggetto non come reale e i prodotti sono utilizzati per integrare le narrazioni sia del proprio ego, sia del super-ego. Infatti, ai simboli è conferita un'attribuzione sociale, poiché continuamente negoziata e rinegoziata mediante continue interazioni sociali, che si manifestano nello specifico contesto culturale. In tal modo, la funzione simbolica dei beni di consumo, assume una valenza decisiva con riferimento ai dialoghi sociali e culturali; è sostenuta l'identità sociale del gruppo e, nel contempo, negoziata la relazione inter-gruppo.

L'identità del soggetto, costituita da identità personale e identità sociale, per emergere come unitaria deve provvedere a realizzare uno stile che sia condiviso da un'ampia comunità di pari, ma nel contempo, sia personale. Le scelte di consumo contribuiscono a realizzare ciò, anche se si rivelano omologanti, autonome o divergenti, infatti, esse si impongono non solo come decisioni in relazione all'agire, ma anche all'essere.