Stop the genocide poster

La progettazione pedagogica negli Istituti Penitenziari - Valutazioni qualitative e quantitave

Valutazioni qualitative e quantitave

In genere il modello valutativo qualitativo prende in considerazione, in riferimento agli obiettivi che la progettazione pedagogica si propone, indicatori distinti in riferimento ai destinatari degli interventi da un lato ed agli operatori e collaboratori coinvolti dall’altro.

A livello esemplificativo, gli indicatori qualitativi in riferimento ai destinatari possono riguardare l’adesione alle attività da parte dei detenuti in termini di motivazione, interesse, costanza nell’impegno ecc.; le ricadute costruttive sui singoli in termini di benessere psico-fisico, sviluppo della capacità di autodeterminazione e del senso di responsabilità, potenziamento delle capacità comunicative e relazionali, crescita culturale e professionale ecc.; la capacità di collaborazione e il miglioramento del clima di convivenza; il raggiungimento dei risultati attesi dall’operatività progettuale;

In riferimento agli operatori e collaboratori che intervengono nell’operatività progettuale, esempi di indicatori qualitativi possono essere il grado di collaborazione tra i responsabili delle attività e tra le aree dell’istituto; la capacità di saper gestire le criticità, gli effetti sopravvenuti, gli imprevisti in genere; la circolarità delle informazioni; la tempestività nell’accordarsi e nell’intervenire; la capacità e il grado di coinvolgimento delle risorse esterne; il rispetto dei tempi dell’operatività progettuale.

La valutazione quantitativa considera, invece, indicatori numericamente rilevabili, come ad esempio il numero delle attività realizzate rispetto a quelle programmate; il numero delle persone effettivamente coinvolte nelle iniziative rispetto al numero dei potenziali partecipanti; il numero di abbandoni volontari; la costanza o regolarità di frequenza dei corsi; il numero delle persone che concludono l’attività positivamente con l’acquisizione di un attestato o qualifica; il tasso di conflittualità interpersonale (numero di eventi critici rapportato al numero dei detenuti partecipanti e confrontato con il tasso di conflittualità per categoria di detenuti o generale dell’istituto); il numero di risorse umane e la quantità di risorse finanziarie utilizzate ed il tasso di congruità.

I due momenti istituzionalmente previsti per la valutazione intermedia e finale, che avviene attraverso la convocazione da parte del direttore di una conferenza di servizio tra tutti i capi area dell’Istituto ed alla quale partecipa anche il responsabile dell’U.E.P.E. territoriale, sono però preparati da un lavoro costante di monitoraggio in itinere dei vari interventi trattamentali programmati, che si espleta attraverso incontri periodici tra il personale dell’area educativa e quanti a diverso titolo sono coinvolti nell’operatività delle varie iniziative ed attraverso una serie di altre attività prettamente educative: osservazione partecipata durante lo svolgimento delle attività; colloqui con i detenuti al fine di cogliere il livello di: motivazione, soddisfazione, rispondenza ai loro bisogni espliciti ed impliciti; grado di apertura al futuro dell’attività proposta per cui la stessa possa o meno essere potenziale per ulteriori sviluppi del loro percorso di vita in vista del reinserimento sociale.