- Categoria: Devianze e Carcere
- Scritto da Piero Valentini
La progettazione pedagogica negli Istituti Penitenziari - Valutazione intermedia e finale
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Valutazione intermedia e finale
La valutazione è un’attività riflessiva, di ricerca e analisi, estremamente utile in un contesto che, secondo il dettato normativo, deve tendere alla rieducazione ed al sostegno del condannato attraverso azioni intenzionali che mirino ad attivare percorsi di responsabilizzazione.
Dalle indicazioni del D.A.P. si evince come gli operatori di area educativa debbano procedere a definire un report valutativo intermedio (semestrale) da portare alla conferenza di servizio di giugno, con l’evidenza dei risultati già raggiunti, delle difficoltà incontrate, delle possibili soluzioni o alternative. Inoltre essi hanno il compito di elaborare la relazione finale contenente la valutazione complessiva del progetto pedagogico che rappresenterà la base da cui potrà scaturire il progetto dell’anno successivo [20].
Fatta questa premessa, si possono individuare dei criteri attraverso cui esprimere giudizi strutturati sulla valutazione del progetto.
Un primo criterio attiene la comparazione tra la situazione dopo l’intervento progettuale e la situazione prima dell’intervento: si va ad indagare, quindi, la capacità del progetto di migliorare l’esistente, partendo dagli obiettivi prefissati (valutazione dell’efficacia).
Un secondo criterio risulta essere quello di comparare la performance ottenuta dal progetto d’Istituto con i progetti degli altri istituti penitenziari (in questo senso è importante un’azione di raccordo e diffusione delle informazioni da parte dei provveditorati regionali).
Un terzo criterio riguarda la valutazione dell’efficienzadi un progetto pedagogico: consiste nella rilevazione del rapporto tra risultati raggiunti e risorse impiegate.
Dalle indicazioni fornite nelle circolari citate, possiamo, quindi, distinguere tre livelli nella valutazione intermedia e finale del progetto pedagogico.
Un primo livello riguarda le singole attività: valutazione delle attività realizzate rispetto a quelle programmate, nonché delle attività proposte nel corso dell’implementazione progettuale ma non inserite in origine nel Progetto; valutazione della congruità delle risorse umane e finanziarie, valutazione dell’efficacia, dell’efficienza, delle criticità e dei punti di forza; valutazione della potenzialità di apertura al futuro delle attività proposte rispetto all’obiettivo del reinserimento sociale della popolazione detenuta.
Un secondo livello riguarda i beneficiari delle diverse attività proposte: valutazione dei risultati immediati, degli impatti, del grado di strumentalità della partecipazione dei beneficiari, della motivazione effettiva, dell’interesse.
Un terzo livello riguarda l’organizzazione dell’istituto: attenzione al miglioramento ed alle criticità emerse rispetto alle relazioni tra i vari operatori, attori e istituzioni partecipanti direttamente o coinvolti indirettamente; valutazione del livello di collaborazione raggiunto; valutazione del miglioramento e delle criticità emerse rispetto alla comunicazione interna all’istituto ed alla circolarità delle informazioni; valutazione del livello di coinvolgimento della comunità esterna; valutazione delle potenzialità emerse o delle rigidità da superare per sviluppare le attività nelle direzioni volute e per pervenire ad un migliore soddisfacimento degli obiettivi istituzionali.
In ambito penitenziario spetta al capo dell’area educativa, in quanto responsabile della realizzazione del progetto pedagogico, svolgere funzioni di organizzazione, coordinamento e verifica costante dei risultati. Egli riferisce periodicamente al dirigente sull’andamento del progetto, sulle eventuali problematiche, sulla necessità di modifiche in itinere, sull’esigenza di verifiche intermedie con le altre aree. E’ sempre suo il compito di redigere la relazione valutativa finale.

