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Per una scuola di qualità: la valutazione delle istituzioni scolastiche - L’autovalutazione delle istituzioni scolastiche

L’autovalutazione delle istituzioni scolastiche

Dall’anno scolastico 2014/15 ogni istituzione scolastica è tenuta a compiere un’autovalutazione della sua azione, che porta alla stesura di un Rapporto di Autovalutazione (RAV), nel quale sono analizzati sia i punti di forza che le criticità. Queste ultime divengono oggetto di un Piano di Miglioramento, che ha come obiettivo il superamento di tali limitazioni. Il RAV si focalizza sulle tre dimensioni che caratterizzano ogni istituzione scolastica. In pratica, si considerano il contesto, gli esiti e i processi.

Il contesto rappresenta «[...] la struttura sociale in cui si colloca un intervento educativo» (4). Esso è composto da quattro parametri: 

  • la popolazione scolastica, ossia le caratteristiche sociali, economiche e culturali degli alunni che frequentano la scuola;
  • il territorio geografico dove la scuola è ubicata;
  • le risorse economiche e materiali dell’istituzione scolastica;
  • le risorse professionali dei docenti.

Con il costrutto di esiti si intendono:

  • i risultati scolastici degli alunni;
  • i risultati conseguiti nelle prove standardizzate nazionali (prove INVALSI);
  • i risultati raggiunti dagli studenti nell’ambito delle competenze chiave e di cittadinanza;
  • i traguardi raggiunti dagli alunni nei gradi successivi di istruzione (5).

Relativamente ai processi, si analizzano le pratiche educative e didattiche e le pratiche gestionali e organizzative.

Nelle pratiche educative e didattiche si focalizza l’attenzione su:

  • curricolo, progettazione e valutazione, che riguarda la capacità della scuola di proporre un curricolo aderente alle esigenze del contesto; di progettare attività didattiche coerenti con il curricolo e di valutare gli studenti utilizzando criteri e strumenti condivisi;
  • ambiente di apprendimento, in relazione alla capacità della scuola di offrire un ambiente innovativo [...];
  • inclusione e differenziazione, che esamina la capacità della scuola di porre attenzione all’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali [...];
  • continuità e orientamento, in relazione alle attività che assicurano la continuità tra percorsi scolastici [...]» (6).

Per le pratiche gestionali e organizzative si esaminano:

  • «orientamento strategico e organizzazione della scuola, in relazione alla capacità della scuola di individuare le priorità da raggiungere e di perseguirle [...];
  • sviluppo e valorizzazione delle risorse umane [...];
  • integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie [...]» (7).
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