- Categoria: Ricerche a scuola
Il cervello che legge "libera…mente impara" - Usare un solo lettere maiuscole
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Usare un solo lettere maiuscole
La scelta di utilizzare un solo allografo - lo stampato maiuscolo - per la scrittura e la lettura, ha la sua giustificazione teorica in alcuni studi che hanno dimostrato che la decodifica fonologica dei caratteri ortografici è una delle componenti più importanti affinchè si possa realizzare l’apprendimento della letto-scrittura (16). Un danneggiamento in questa area è un importante limite allo sviluppo delle capacità di decodificare il segno grafico attribuendovi un corretto corrispondente fonologico (17). Lo sviluppo della lettura è determinato da un efficiente elaborazione fonologica attraverso precisi processi : registrazione sensoriale ( percezione visiva); identificazione della forma (discriminazione visiva); ricodifica fonologica, cioè attribuire lo stesso valore fonemico a lettere presentate con veste allografica differente.
Da una ricerca condotta (18) si è visto che allografi uguali (AA) che hanno lo stesso codice visivo vengono riconosciuti con risposte molto veloci; allografi diversi con lo stesso codice visivo (AB) vengono riconosciute con risposte veloci; allografi simili con codici misti: visivo /fonologico (EF OQ db ae Cc Ss) vengono riconosciute con risposte lente; allografi misti con codice fonologico vengono riconosciuti con risposte molto lente con valori più bassi sia nella velocità che nella accuratezza di lettura.
Inoltre, da altri studi (19) si è potuto dimostrare che il cervello deve effettuare uno sforzo di elaborazione maggiore quanto più grande è l’ambiguità che il riconoscimento impone ( pq). Nel caso di discriminazione tra due lettere molto simili (pq - db - ae) si costringe il nostro sistema di elaborazione a violare un principio ancestralmente depositato nel nostro patrimonio neuronale, il quale in base al principio di uguaglianza della forma attribuisce uguaglianza visiva tra oggetti a prescindere dal loro orientamento nello spazio (20).
Quindi, la scelta di usare solo lo stampato maiuscolo con le sue caratteristiche non ambigue rende più facile, veloce e stabile il processo di decodifica fonologica e, quindi, di apprendimento della letto-scrittura.
Le ricerche neuroscientifiche sui processi visivi nella lettura hanno dimostrato, inoltre, che il cervello scompone le lettere in segni prototipali come piccole aste orientate, che poi sono sono assemblate gerarchicamente fino a creare le “protolettere” ed infine le lettere; tali studi confermano ulteriormente la necessità di usare in modo esclusivo lo stampato maiuscolo che risulta più naturale e meno ambiguo a livello cerebrale (21).
Fino a che non si è stabilizzato il processo di decodifica fonologica (circa alla fine della prima classe) non ha validità scientifica inserire più forme allografiche (minuscolo, corsivi) in lettura e in scrittura. Le azioni di apprendimento sono di solito veloci e senza difficoltà quando il bambino ha già un’abilità di decodifica sicura.
Garantire a tutti i bambini una lunga esperienza di letto-scrittura con esclusivo uso dell’allografo meno ambiguo (stampato maiuscolo) per il consolidamento della decodifica fonologica crea i presupposti per un apprendimento senza errori e difficoltà, nonché un buon uso futuro della lingua nei processi di comprensione e produzione del linguaggio.
Una volta raggiunta la sicurezza nella decodifica non sarà difficile apprendere gli altri allografi, dopo una breve esposizione ai segni e un'azione di disambiguazione degli allografi simili o diversamente orientati. Il raggiungimento di tale abilità è facilitato dal sistema visivo che possiede dei meccanismi di invarianza della forma, della dimensione e della veste tipografica (case invariance) delle lettere, grazie alla presenza di neuroni che S. Dehaene definisce “detectors” cioè rilevatori di lettere
Una volta appresa stabilmente l'abilità di decodifica del segno grafico e padroneggiati i processi di lettura, sarà naturale riconoscere e decodificare i messaggi scritti, qualunque sia il font di scrittura usato.
L’introduzione dei quattro allografi all'inizio dell'apprendimento, è palesemente una scelta ascientifica e pericolosa, nonostante sia una consuetudine nella scuola italiana.
Per quanto riguarda l’ordine di presentazione delle lettere, sono state seguite le indicazioni che provengono dagli studi logopedici, i quali indirizzano verso scelte che sono più vicine a come il “parlante italiano” impara la lingua a livello orale e che sono alquanto diverse da quelle tradizionalmente proposte ai bambini a scuola.
Ogni presupposto teorico fin a qui esplicitato è stato trasformato in scelte didattiche nella sperimentazione che è stata condotta per due anni scolastici in 31 classi prime elementari ed in 5 sezioni di bambini di 5 anni di scuola dell'Infanzia.

