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Il cervello che legge "libera…mente impara" - Fondamenti teorici
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Fondamenti teorici
Con i termini specializzazione emisferica s’intende la specializzazione funzionale degli emisferi che compongono la parte evolutivamente più giovane del cervello, il telencefalo. Il termine lateralizzazione definisce la scelta emisferica preponderante usata per apprendere; un emisfero, quindi, risulta essere predominante rispetto all’altro nell’uso di alcune funzioni specifiche e nell’azione di filtro rispetto alle percezioni sensoriali che provengono dall’ambiente in cui l’individuo vive. Tale predominanza è determinata geneticamente e induce modalità di apprendimento specifiche, che si esprimono attraverso peculiari caratteristiche di pensiero e di rappresentazione del reale. Per quanto riguarda le funzioni superiori in generale, la diversità funzionale non dà luogo ad una dominanza di un emisfero sull’altro: per esempio nel caso dell’acquisizione del linguaggio orale o scritto, entrambi gli emisferi devono lavorare in modo sinergico e integrato. Anche l’azione di percezione iniziale prevede l’uso integrato e sinergico di entrambi gli emisferi per poi, nel caso del linguaggio, lateralizzare le funzioni nelle regioni dell’emisfero sinistro, con una continua integrazione anche di funzioni che hanno il loro locus nell’emisfero destro.(2)
Inoltre quando si attiva un’area in un emisfero, per motivi strettamente fisiologici, si attiva anche l’area controlaterale nell’emisfero opposto, anche se tale attivazione è più blanda. Non vi è una separazione netta e definita della funzionalità delle varie aree o regioni, ma ad esempio una stessa regione interviene in più funzioni, è connessa a più regioni e si attiva in processi diversi in un network molto complesso.
Il cervello è una struttura fortemente integrata, una rete con innumerevoli connessioni e in grado di ridefinirsi e di creare sempre nuovi collegamenti per nuove funzioni, necessarie per l’adattamento finalizzato alla sopravvivenza.
L’azione sinergica e multimodale di tutte le strutture cerebrali, come la plasticità neuronale, sono le caratteristiche che hanno assicurato lo straordinario sviluppo cognitivo della nostra specie.(3)
L’ipotesi che la separazione funzionale dei due emisferi abbia origine dalla specializzazione dell’emisfero sinistro per il linguaggio (Levy, 1974) non è l’unica. Alcuni studiosi come Geschwind (1981), che ha studiato le funzioni attentive, o Webster (1977) che ha studiato le funzioni spaziali, sostengono che sia l’emisfero destro a specializzarsi per primo, tesi plausibile vista l’importanza che ha avuto nella storia dei nostri predecessori ancestrali l’abilità di analizzare e ricordare posizioni in ambienti altamente ostili. La specializzazione funzionale ha sicuramente avuto un alto valore adattivo per lo sviluppo delle funzioni cognitive e la localizzazione separata di funzioni linguistiche e prassiche ed è una garanzia per impedire fenomeni d’interferenza che possano influire negativamente sull’efficienza del sistema.
Elkhonon Goldberg (4) ha proposto un’altra teoria per cui sia l’emisfero destro ad attivarsi per primo, quando impara una novità e solo successivamente, quando l’apprendimento diventa “routinario”, essa passi in gestione all’emisfero sinistro. L’emergenza di strutture e differenze chimiche tra i due emisferi sembra sia dovuta alla pressione evolutiva per rendere più efficace l’apprendimento. Una certezza sperimentale non è possibile, poiché la dualità è un attributo universale di tutte le specie avanzate; tuttavia dagli esperimenti di Stephen Grossberg (5) fatti con reti neuronali artificiali che tentano di riprodurre artificialmente il funzionamento cerebrale, hanno dimostrato come l’efficienza computazionale sia aumentata dalla divisione del sistema in due parti, una legata a input nuovi e l’altra a input routinari. Questo studio chiarisce come molte abilità cognitive siano nei bambini filtrate inizialmente dall’emisfero destro, mentre nell’adulto tale filtro sia in prevalenza collocato nell’emisfero sinistro; solo in caso di apprendimenti “nuovi” si riproduce lo stesso tipo di passaggio dall’emisfero destro al sinistro anche nell'adulto, fino a che il contenuto di apprendimento in questione non raggiunge una stabilizzazione dell’automatismo.
Per gli insegnanti ciò significa tenere conto delle caratteristiche di chi apprende attraverso l’uso dell’emisfero destro come filtro prevalente delle informazioni senso-percettive.

