Stop the genocide poster

L'applicazione pedagogica della teoria sull'intelligenza emotiva nella scuola dell'infanzia - Programmazione: terza parte

(aprile)

Da questo momento ho modificato parzialmente il piccolo gruppo: oltre ad A. ci sono altri bambini con problematiche varie, S. e H.

Quantità di episodi in cui A. ha manifestato modalità negative

Osservazione in attività di un’ora

08/04

Dalle 14 alle 15

12/04

Dalle 13,45 alle 14,45

13/04

Dalle14 alle 15

15/04

Dalle 14 alle 15

20/04

Dalle 14 alle 15

22/04

Dalle 13,45 alle 14,45

26/04

Dalle 14,30 alle 15,30

29/04

Dalle 14 alle 15

Quante volte lotta

1

0

1

0

0

0

0

0

Quante situazioni conflittuali

3

0

2

2

3

3

4

4

Quante volte aggressivo

4

12

10

8

14

13

7

7

Quante parolacce

0

0

0

0

0

0

0

0

Totale modalità

8

12

13

10

17

16

11

11

Quantità di episodi in cui A. ha manifestato modalità positive

Osservazione in attività di un’ora

08/04

Dalle 14 alle 15

12/04

Dalle 13,45 alle 14,45

13/04

Dalle 14 alle 15

15/04

Dalle 14 alle 15

20/04

Dalle 14 alle 15

22/04

Dalle 13,45 alle 14,45

26/04

Dalle 14,30 alle 15,30

29/04

Dalle 14 alle 15

Quanta resistenza alla sfida

2

0

1

0

0

0

0

0

Quanto propone giochi

8

4

8

3

10

1

1

2

Quanto drammatizza situazioni positive

19

11

16

15

29

11

1

2

Quante gratificazioni da compagni

8

12

14

4

17

10

6

5

Totale modalità

37

27

39

22

56

22

8

9

In questa fase, la drammatizzazione di situazioni positive torna ad essere predominante sugli altri episodi

(maggio)

Obiettivi:

  • facilitare i rapporti tra bambini/e
  • assumere maggiore consapevolezza e accettazione di sé e degli altri, in tutte le componenti affettive ed emotive
  • acquisire fiducia nell’altro

Materiali: "brandina", pennarelli

Spazi: ezione

Attività*:

  • "la culla": cullare un compagno come se fosse un bambino piccolo
  • "l’abbraccio di gruppo", con più bambini/e in piedi
  • "competizione": in piccolo gruppo (lo stesso delle osservazioni sistematiche), con cerchi corrispondenti a ciascuno disegnati per terra e con un diametro di circa 50cm, l’insegnante conta alla rovescia partendo da 10 e, allo 0, ognuno dovrà essere in un cerchio

(giugno)

Quantità di episodi in cui A. ha manifestato modalità negative

Osservazione in attività di un’ora

03/06

Dalle 14 alle 15

07/06

Dalle 14 alle 15

08/06

Dalle 13,45 alle 14,45

10/06

Dalle 13,45 alle 14,45

15/06

Dalle 14 alle 15

17/06

Dalle 14 alle 15

24/06

Dalle 14,15 alle 15,15

Quante volte lotta

0

0

1

2

0

2

0

Quante situazioni conflittuali

2

10

3

4

2

3

1

Quante volte aggressivo

4

5

8

11

3

15

3

Quante parolacce

0

0

0

0

0

0

0

Totale modalità

6

15

12

17

5

20

4

Quantità di episodi in cui A. ha manifestato modalità positive

Osservazione in attività di un’ora

03/06

Dalle 14 alle 15

07/06

Dalle 14 alle 15

08/06

Dalle 13,45 alle 14,45

10/06

Dalle 13,45 alle 14,45

15/06

Dalle 14 alle 15

17/06

Dalle 14 alle 15

24/06

Dalle 14,15 alle 15,15

Quanta resistenza alla sfida

0

0

1

0

0

1

2

Quanto propone giochi

5

0

4

5

2

0

0

Quanto drammatizza situazioni positive

13

2

3

12

19

18

16

Quante gratificazioni da compagni

11

7

8

14

22

16

8

Totale modalità

29

9

16

31

43

35

26

La situazione si è stabilizzata con modalità ideali: A. non ha bisogno di resistere alle sfide dei compagni, perché questi non lo attaccano ma, anzi, lo gratificano ampiamente accettando le sue numerose proposte di giochi, nei quali, molto spesso, il bambino drammatizza situazioni positive

Conclusioni

Fin dall’inizio dell’a.s., A. ha dimostrato, in particolare, di essere in grado di lavorare in piccoli gruppi di progetto assumendosi il compito e le prime responsabilità, lavorare in coppia e accettare di stare a scuola senza i genitori (campo d’esperienza "Il sé e l’altro"). Nel corso dell’anno, è riuscito perfettamente ad interagire verbalmente sia con l’adulto che con i compagni.

Lo sviluppo delle abilità cognitivo-linguistiche e pratiche non lo ha reso capace di migliorare il proprio comportamento nel momento del pranzo, in quanto praticamente incapace di stare a tavola mantenendo un comportamento corretto, né di controllare la propria aggressività. In compenso, le attività di rinforzo gli sono state utili per modellare i propri atteggiamenti, condividendo con i coetanei i propri sentimenti e comprendendo i loro.


Riferimento bibliografico: S. Cudini, D. Francescato, A. Putton, Star bene insieme a scuola, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1997.


Autore: Alessandra Mancini è pedagogista ed insegnante alla Scuola dell'Infanzia


copyright © Educare.it - Anno XI, Numero 3, Febbraio 2011

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