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L'applicazione pedagogica della teoria sull'intelligenza emotiva nella scuola dell'infanzia

L'intelligenza emotiva comprende varie competenze relazionali, tra cui, ad esempio, l'empatia. Il filo conduttore? L'autoconsapevolezza: una persona "veramente" aperta è autoconsapevole, comprende l'aspetto emotivo nella ricezione di un messaggio, verbale e non, a parole e nei fatti, sa leggere i sentimenti propri e altrui.
Queste capacità entrano in gioco in tutti i campi della vita, privata, pubblica, sentimentale, lavorativa. Quando l'essere umano ne è privo, ecco che possono presentarsi comportamenti devianti dannosi per gli altri.

Fin dalla scuola dell'infanzia è necessario educare all'utilizzo di questo tipo di intelligenza. Per farlo, come in ogni progettazione, si parte dall'analisi della situazione iniziale, mediante l'uso di item di osservazione riferiti a situazioni con indubbio tono della voce, gestualità ed espressione del volto. Nel contesto quotidiano della vita di sezione è possibile mettere a fuoco le regole: non far male a te, agli altri, agli oggetti.

E' un processo di alfabetizzazione emotiva per evitare, per esempio, lo scontro fisico tra due bambini/e e la rottura di un gioco: si allontana i bambini/e da una posizione troppo aggressiva.
Prima di dover riparare un legame interrotto, nella sezione di scuola dell'infanzia si predispone lo spazio fisico con quelle che posso definire "micro-realizzazioni", dove l'insegnante assume il ruolo di incoraggiamento positivo e di contenitore sicuro, per quanto riguarda la dimensione organizzativa.

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