- Categoria: Esperienze a scuola
L'applicazione pedagogica della teoria sull'intelligenza emotiva nella scuola dell'infanzia - Programmazione: seconda parte
Article Index
(gennaio)
Obiettivi:
- fare esperienza di gruppo
- imparare ad ascoltare senza interrompere
- comunicare in gruppo
Spazi: sezione
Tempi: 20 minuti x due volte alla settimana
Attività: circle-time (dall’inglese "tempo del cerchio"). Ha lo scopo principale di soddisfare i bisogni di appartenenza e individualità. I bambini/e e l’insegnante si pongono con le sedie in cerchio e parlano di argomenti scelti dai bambini/e. Per evitare errori di comunicazione, l’insegnante esercita l’ascolto attivo e il ruolo di facilitatore: costruisce un clima di rispetto reciproco, accetta e comprende i sentimenti dei bambini/e, partecipa alle loro emozioni.
Viene fatto un giro di proposte, in modo da valorizzare ogni contributo, per evitare la frustrazione dei più introversi. Variante: racconto di un proprio sogno (secondo studi di Hendricks e Wills del 1975, il 40% dei sogni dei bambini/e sono improntati a sentimenti di ansia e paura).*
(febbraio)
Quantità di episodi in cui A. ha manifestato modalità negative
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Osservazione in attività di un’ora |
04/02 Dalle 13,45 alle 14,45 |
08/02 Dalle 14,15 alle 15,15 |
09/02 Dalle 14 alle 15 |
11/02 Dalle 14 alle 15 |
16/02 Dalle 13,45 alle 14,45 |
18/02 Dalle 14 alle 15 |
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Quante volte lotta |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
1 |
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Quante situazioni conflittuali |
0 |
2 |
5 |
5 |
3 |
8 |
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Quante volte aggressivo |
3 |
3 |
10 |
10 |
3 |
7 |
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Quante parolacce |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
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Totale modalità |
3 |
5 |
15 |
15 |
6 |
16 |
Quantità di episodi in cui A. ha manifestato modalità positive
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Osservazione in attività di un’ora |
04/02 Dalle 13,45 alle 14,45 |
08/02 Dalle 14,15 alle 15,15 |
09/02 Dalle 14 alle 15 |
11/02 Dalle 14 alle 15 |
16/02 Dalle 13,45 alle 14,45 |
18/02 Dalle 14 alle 15 |
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Quanta resistenza alla sfida |
1 |
1 |
0 |
1 |
0 |
0 |
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Quanto propone giochi |
4 |
4 |
4 |
1 |
2 |
1 |
|
Quanto drammatizza situazioni positive |
10 |
5 |
18 |
11 |
11 |
10 |
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Quante gratificazioni da compagni |
13 |
4 |
20 |
12 |
6 |
9 |
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Totale modalità |
28 |
14 |
42 |
25 |
19 |
20 |
Torna in crescita la modalità "quante gratificazioni da compagni", anche se gli episodi di proposta di giochi da parte del bambino sono diminuiti

(marzo)
Obiettivi:
- incentivare l’acquisizione della consapevolezza dei sentimenti
- facilitare l’espressione chiara e corretta dei sentimenti
- stimolare la capacità di essere assertivi
- favorire l’integrazione nel gruppo
Materiali: "brandina", cd musica rilassante, fogli di carta A4, pennarelli
Spazi: sezione
Attività*:
- gioco per il rilassamento: correre, saltare e camminare a vari ritmi
- rilassamento passivo: far stendere un bambino/a sulla "brandina", fargli chiudere gli occhi e manipolarlo come un burattino (dall’alto verso il basso), in seguito anche i bambini/e svolgono il ruolo di burattinaio
- il sonno improvviso: seduti al tavolo, i bambini/e devono lasciar cadere la testa come se si addormentassero improvvisamente, riportare il collo e la schiena in posizione eretta per il risveglio immediato
- rilassamento con la musica: ascolto di musica suggestiva in posizione rilassata. Al termine, esprimere sensazioni e fantasie evocate e rappresentarle graficamente
Conversazione guidata: espressione verbale di sensazioni e fantasie evocate dal rilassamento con musica
Tempi: ascolto musicale dalle 14,15 alle 14,35, conversazione dalle 14,40 alle 14,55
A cosa pensavate?
M. (femmina): La musica quando mi lavo i denti con la mamma e il babbo diceva che devo stare attenta, sennò vado in punizione. La mamma lavava i denti, perché la mamma diceva di andare a lavorare. Il nonno, diceva il suo babbo.Pinguina è stata brava, è stata col suo babbo, è andata in ufficio a prendere la neve. La neve fa freddo: dovete mettere il giubbotto. La mamma dice che la storia è finita: Pinguino ha detto alla sua principessa.
C. (femmina): Pensavo che ero in piscina. La mia mamma non c’era perché ero in piscina e aspettavo di uscire dall’acqua. Io m’arreggevo e… allora la mia mamma mi aiutava. Quando siamo usciti dall’acqua fonda… la Matilde mi ha prestato il suo costume. Io volevo andare in un’altra piscina, però costava troppi euri, a Madonna di Campiglio. Poi sono andata dai nonni, c’era mio fratello: "Io sono ancora piccolo, io non so parlare".
G. (femmina): Prima, quando ero piccolina, io ero con babbo a nuotare. Prima ero a fare quelle cose con la mamma. Sofia non vuole giocare. La mia mamma diceva che comprava la piscina, però l’ha comprata più grande grande, il mio babbo. Ero cresciuta più grande grande. La mia mamma ha detto di andare al mare perché era più bello andare al mare. Poi l’angiolino mi ha detto qualcosa: ha detto che posso andare lì, a comprare una piscina.
T. (maschio): Dormivo sul divano. Quando andavo al mare, mamma mi ha messo i sassi dentro al secchiello. Quando io ero in macchina, mi tenevo con quello lì senza farmi cadere. Io poi dipingo tante cose, da dipingere a casa. Dipingo quella macchinina. Mi ha messo quella macchinina, me l’ha disegnata, la mamma, perché mio papà era a comprare le sigarette e la scheda del telefono per telefonare al mio cugino Mario.
A.: Però io ho visto un cartone di Bat-man. Eravamo dove stanno le mamme e ci sono i pesci: uno squalino c’è. Il mio babbo e la mia mamma erano gli squali. Il pesciolino va a casa a dormire, poi sveglia: "Toc-toc" "Chi è?" "Sono il lupo"… e il lupo lo mangia. Poi un altro pesciolino: "Toc-toc" "Chi è?" "Sono il lupo"… e il lupo lo mangia. Non si salvano perché c’è il lupo e i pesciolini dormono… e lo spara… e è morto, il lupo!
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Bambini/e |
Elementi emersi dalla rielaborazione grafica |
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M. |
"Questo è un cavallo tutto pinguino, quando porta fuori il pesce, perché è arrabbiato" |
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C. |
"Questa è la mia casa. Sono le piscine. Questa ero io. Questo è il mio papà che s’era alzato per farmi scendere" |
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T. |
"Quando il tavolo era andato sulla macchina, era partita la macchina. Il tavolo era a camminare. Questo è un quadrato" |
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G. |
"Il babbo. Questa sono io" |
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A. |
"I nomi degli occhi. Frigo, questi sono i buchi, i puntini dove le mamme: la mamma non c’è perché è tutta rotta" |

