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Studi ed articoli sulle disabilità

Speciale normalità. Interventi del Servizio Sociale Professionale per l’integrazione scolastica

Il concetto d’integrazione nasce già negli anni settanta, determinando nella scuola la volontà di realizzare percorsi metodologici adattati ai bisogni di ciascuno, bisogni che emergono e s’impongono grazie ad una serie d’interventi legislativi e di nuovi modelli socio-pedagogici, che mettono al centro del processo educativo lo sviluppo della personalità dell’allievo e la sua capacità di comunicare e di apprendere.

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Arte-terapia e handicap

La differenza tra i significati che può assumere il termine “cura” può essere colta, con terminologia anglosassone, tra l’espressione to cure e to care. Il termine to cure ha acquisito il significato di “tecnica guaritiva”; col verbo “curare” di solito si intende “guarire” una malattia con un determinato farmaco o trattamento. Con to care si intende la therapeuein greca, un “prendersi cura di”. Esprime un interesse sollecito verso qualcuno di cui si desidera occuparsi, con un’attenzione particolare rivolta alla persona nella sua interezza, puntando ad uno sviluppo del potenziale umano rispettando i limiti.

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Un nuovo strumento per analizzare i molteplici aspetti della disabilità: la classificazione ICF

icfL’Organizzazione Mondiale della Sanità ha elaborato nel 2001 uno strumento di classificazione che analizza e descrive la disabilità come esperienza umana che tutti possono sperimentare. Tale strumento, denominato ICF, propone un approccio all’individuo normodotato o con disabilità dalla portata innovativa e multidisciplinare.

Con il presente articolo si vogliono delineare le principali caratteristiche relative alle classificazioni che hanno preceduto l’ICF, analizzando gli aspetti innovativi della stessa. Tale strumento, poco conosciuto e utilizzato in ambito educativo, rappresenta una importante fonte di analisi del mondo della disabilità. [vedi gli strumenti per l'educazione speciale sviluppati a partire dall'ICF]

Le Classificazioni Internazionali elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: ICD e ICIDH

A partire dalla seconda metà del secolo scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha elaborato differenti strumenti di classificazione inerenti l’osservazione e l’analisi delle patologie organiche, psichiche e comportamentali delle popolazioni, al fine di migliorare la qualità della diagnosi di tali patologie.
La prima classificazione elaborata dall’OMS, “La Classificazione Internazionale delle malattie” (ICD, 1970) risponde all’esigenza di cogliere la causa delle patologie, fornendo per ogni sindrome e disturbo una descrizione delle principali caratteristiche cliniche ed indicazioni diagnostiche. L’ICD si delinea quindi come una classificazione causale, focalizzando l’attenzione sull’aspetto eziologico della patologia. Le diagnosi delle malattie vengono tradotte in codici numerici che rendono possibile la memorizzazione, la ricerca e l’analisi dei dati.

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