- Categoria: Studi e articoli sulla disabilità
La famiglia dell'alunno disabile
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L'integrazione sociale delle persone diversamente abili non può in alcun modo prescindere dal contesto familiare.
La condizione di disabilità fra i giovani comporta una loro permanenza nel nucleo d'origine; si riscontra così che il 34% dei disabili, d'età compresa tra i 25-44 anni vive con i genitori (rispetto al 19% dei non disabili), e che ben il 17% dei disabili della stessa età vive con un solo genitore (rispetto al 6% dei non disabili).
La famiglia rimane il perno fondamentale di riferimento per le persone disabili: il 74% degli aiuti ricevuti da tutte le persone disabili è stato fornito da un parente più o meno prossimo e di questi il 41% è un parente di sesso femminile (1).
L'azione dei genitori è fondamentale nell'assicurare uno sviluppo cognitivo ed armonico della persona, e ciò è ancora più vero nel caso della diversabilità. Purtroppo, come riporta Zucchi (2), questo non è ancora stato riconosciuto: spesso alla prima comunicazione i medici si lanciano in diagnosi pazzesche, rubando speranza ai genitori e futuro ai diversabili, solo perché non considerano le potenzialità dei figli ed il sapere dei genitori al loro livello. Analogamente si comportano, a volte, i docenti che usano le diagnosi per non mettere in campo competenze preziose, fermandosi all'apparenza e soprattutto senza dare fiducia ai genitori che su basi concrete affermano le capacità dei figli. Un luogo comune è: "Mio figlio a casa fa e sa, a scuola invece non gli fanno fare niente…".
Gi interventi da sviluppare, sempre secondo Zucchi (3), sono:
- valorizzazione della famiglia come protagonista nella formazione umana;
- coordinamento del contesto scolastico con quello extrascolastico, nella definizione di una rete permanente di formazione;
- valorizzazione della famiglia e della disabilità come risorsa;
- superamento della concezione medicalizzante, assistenziale dell'handicap, per attribuirgli una dimensione sociale, educativa e pedagogica;
- valorizzazione della figura del genitore quale ricercatore in campo educativo e pedagogico;
- promozione dello sviluppo di studi e di ricerche sulla pedagogia dei genitori, per evidenziare l'efficacia e le potenzialità delle loro azioni educative;
con obiettivi quali:
- coinvolgimento dei genitori e loro valorizzazione nell'elaborazione dei progetti di vita ed educativi dei figli disabili;
- promozione del protagonismo dei genitori nella formazione del personale docente, non docente e sanitario;
- rapporto e collegamento fra generazioni;
- promozione della figura dei genitori quali ricercatori e esperti nel campo dell'integrazione e della formazione;
- costruzione di reti e attività d'integrazione fra scuola e famiglia.

