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Insegnare ai "ragazzi a rischio" - Alcune tecniche

 

Alcune tecniche

Certo un insegnante non è uno psicologo, ma gli insegnanti possono utilizzare delle tecniche che li possono aiutare a capire quel che passa nella mente di un bambino o di un ragazzo.
Innanzitutto il “circle-time”: parlare di un tema (ad es. :di che cosa ho paura?), disponendosi in circolo e parlando ognuno a turno, seguendo la fila partendo da destra o da sinistra, mentre gli altri rigorosamente tacciono e non commentano.
Oppure c’è il metodo del “brain-storming”: parlare di un problema (ad es.: la droga) mettendo i vari pareri insieme e cercando di arrivare a una proposta comune costruita insieme.

Didatticamente si può utilizzare la metodologia del “cooperative learning”, cioè gruppi strutturati di apprendimento cooperativo. L’apprendimento si organizza in piccoli gruppi strutturati di lavoro, sviluppando nei membri del gruppo la solidarietà, la responsabilità, la capacità di cooperare per raggiungere uno scopo comune. E’ importante che il gruppo formato sia eterogeneo per abilità, interessi e conoscenze; che vi sia un’interdipendenza positiva, cioè che ad ogni membro del gruppo vengono assegnati ruoli e compiti di uguale importanza, in modo da evitare il formarsi di leadership di singoli.
I risultati di tale metodo di apprendimento favoriscono il miglioramento del clima della classe, l’autostima, la motivazione ad apprendere, il sentimento sociale e cooperativo e compartecipativo. Gli allievi ottengono migliori risultati d’apprendimento, memorizzano meglio, sviluppano l’autonomia e livelli superiori di ragionamento e di pensiero critico-creativo. 
Si crea uno spirito di squadra e si sviluppano migliori rapporti di amicizia e sostegno reciproco, le diversità vengono rispettate.
Soprattutto viene incrementato il benessere psicologico: l’adattamento psicologico degli allievi è migliore, così come il loro senso di autoefficacia, di autostima e l’immagine di sé.

 


Autore: Eugenio Tipaldi è laureato in filosofia ed ha sempre insegnato in scuole “di frontiera”: per sei anni presso la scuola media “Giovanni XXIII” di Sant’Antimo, in provincia di Napoli; per due anni presso la scuola media “Guarino” a San Pietro a Patierno, periferia di Napoli; per sette anni presso la scuola media “Pasquale Scura”, sita nei Quartieri Spagnoli di Napoli.
Attualmente insegna presso la scuola media “Santa Maria di Costantinopoli” di Napoli. 
E’ autore di un libro di poesie: “La malattia mortale della gioventù” (Editrice Letteraria Internazionale, Ragusa 1996) e del pamphlet polemico: “Diario scolastico. le vicissitudini di un insegnante in una scuola a rischio di Napoli” (Oppure editore, Roma 2004).


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 8, Luglio 2004