- Categoria: Difficoltà di apprendimento
- Scritto da Chiara Marchini
I disturbi specifici dell'apprendimento - La disortografia
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I disturbi specifici dell’apprendimento della lingua scritta: la disortografia
«La disortografia è l’alterazione del contenuto della parola, non (solo) della forma. Il bambino confonde vocali o per somiglianza fonetica («d» per «t», «v» per «f», «c» per «g», «m» per «n») oppure per somiglianza morfologica («d» per «q», «n» per «u», «I» per «b»), si intende, naturalmente nella scrittura corsiva. Inoltre vi possono essere delle omissioni nei gruppi vocalici o dittonghi, in posizione preconsonantica di «l», «m», «n», «r», «s», (per esempio «piagere» per «piangere». [8]
Brotini, nel libri Le difficoltà di apprendimento, distingue in proposito fra ortografia della parola e ortografia delle regole. Il primo caso riguarda la scrittura della parola utilizzando tutti i fonemi necessari, collocati nel modo giusto; il secondo invece si riferisce al giusto utilizzo delle regole grammaticali, ad esempio uso degli apostrofi, dell’h, dei segni di interpunzione, e via dicendo. Sono soprattutto gli errori del primo gruppo che richiedono interventi correttivi, essendo strettamente legati a deficienze nell’ambito percettivo, motorio, dell’organizzazione spazio-temporale e della lateralizzazione. L’ortografia delle regole infatti, è maggiormente legata alla comprensione; molti bambini acquisiscono queste regole in ritardo ma con le parole “normali” che non richiedono l’uso di particolari competenze, se la cavano bene. Il disortografico invece commette continui errori di ogni tipo, sia con parole facili, che con parole che richiedono particolari competenze grammaticali. Molti errori sono relativi ad una cattiva competenza fonologica, all’incapacità del bambino di segmentare le parole negli elementi costitutivi.
Gli errori compiuti con maggior frequenza dai bambini disortografici possono essere cosi classificati:
- A livello della lettera
a) confusioni:
— per somiglianza fonetica
d per t
v per f
b per p
c per g
r per l
m per n
— per somiglianza morfologica
a per o
m per n
b per p
d per q
n per u
l per b
b) omissioni
— nei raddoppiamenti consonantici, esempio posa per possa;
— nei digrammi, esempio folia per foglia;
— in parole varie, esempio mele per miele;
— in posizione preconsonantica di l, m, n, r, s: esempio piagere per piangere;
— nei dittonghi e nei gruppi vocalici, esempio foco per fuoco;
— varie: di lettere, sillabe, parole.
c) aggiunte:
— raddoppiamento consonantico generico, esempio libbro per libro;
— dopo vocale iniziale esempio alla per ala;
— in parole che non hanno già un raddoppiamento, esempio proffessore per professore;
— ripetizione sillabica, esempio, favovola per favola;
— varie: di lettere, sillabe, parole.
d) sostituzioni varie:
— di vocale, esempio pingui per pingue;
— di consonante, esempio cardo per caldo;
— di parole.
- A livello della parola e della frase
a) inversione di fonemi all’interno della parola, esempio tartore per trattore; inversioni dovute ad errori di orietamento spaziale, esempio campo per cambo o nuovo al posto di uovo.
b) Sostituzioni, omissioni, aggiunte di sillabe e di parole. [9]
Per una buona competenza ortografica è necessario che il bambino abbia raggiunto alcune importanti acquisizioni come: l’orientamento, l’organizzazione e la strutturazione spaziale e temporale, una buona lateralizzazione, la capacità di discriminazione visiva e uditiva.

