- Categoria: Difficoltà di apprendimento
- Scritto da Chiara Marchini
I disturbi specifici dell'apprendimento - Disturbi specifici dell’apprendimento e difficoltà di apprendimento
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Disturbi specifici dell’apprendimento e difficoltà di apprendimento
Non rientrano nei disturbi specifici di apprendimento tutti quei problemi scolastici imputabili ad un’altra serie di fattori quali: scarsa motivazione da parte dello studente, ambiente di provenienza privo di stimoli adeguati, una scuola che non è in grado di prendersi in carico i problemi dei suoi alunni, una didattica sbagliata e inefficace e non ultimo a ritardi maturazionali.
Le maggiori difficoltà di apprendimento possono essere così riassunte:
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Basso rendimento scolastico
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Disturbi specifici dell’apprendimento
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Disturbi del linguaggio
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Disturbi di attenzione
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Ritardo mentale
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Disturbi di personalità
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Disabilità plurime
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Sordità e ipoacusia
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Tab. 1.Le difficoltà di apprendimento.
Avere ben chiara la differenza tra DSA e difficoltà di apprendimento è molto importante, visto la tendenza attuale ad etichettare come dislessico qualsiasi bambino con problemi a scuola. È necessario invece, soprattutto da parte della scuola, evitare tali inutili stigmatizzazioni, che non aiutano certi gli alunni ma, al contrario, li fanno sentire prigionieri di un etichetta che spesso non li rappresenta neanche.
Anche Cesare Cornoldi nel libro Le difficoltà di apprendimento a scuola, evidenzia come siano numerose le classificazioni in relazione ai DSA. In proposito cita il DSM-IV, soprattutto come anche qui i DSA vengano ricondotti a tre tipologie specifiche ossia: la lettura, la scrittura e il calcolo. Nonostante la classificazione del DSM-IV sia di facile comprensione ed abbia permesso la facile circolazione di etichette classificatorie, Cornoldi avanza alcune critiche;
«[…] 1) ogni categoria mette insieme tipologie molto differenti, 2) una stessa tipologia può interessare più di una categoria, 3) vengono considerate solo le difficoltà manifestate nelle prime fasi dell’apprendimento (per esempio, per la matematica, si tiene molto più conto delle difficoltà di calcolo, che sono quelle più rapidamente superabili, che delle difficoltà di ragionamento o soluzione di problemi, ecc., che possono essere più resistenti al trattamento.» [2]
| tipo |
31500 |
3151 |
3152 |
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Fisionomia
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Difficoltà in accuratezza, velo-cità e comprensione; frequenti sostituzioni, distorsioni e omis-sioni
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Difficoltà in aritmetica e nel ragionamento logico
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Difficoltà nel comporre testi, nel dettato, nella copia, sul piano della grammatica, ortografia e calligrafia
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Caratteri associati
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Ritardo nel linguaggio, deficit in scrittura, calcolo, attenzione, memoria, coordinazione.
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Deficit di lettura, scrittura, coordinazione, attenzione e memoria
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Deficit di lettura-calcolo, linguistici, percettivi e motori
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Prevalenza
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Stimata al 4% circa
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Stimata all'1% circa
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Raro in forma dissociata da altri disordini di apprendimento
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Decorso
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Positivo con diagnosi e intervento precoce, negativo in pochi casi
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?
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?
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Familiarità
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Comune il riscontro nel familiari
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?
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| Diagnosi differenziale |
Deficit visivi-uditivi, linguistici, di sviluppo generalizzato, ritardo mentale
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Deficit visivi-uditivi, linguistici, di sviluppo generalizzato, ritardo mentale
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Deficit visivi-uditivi, linguistici, di sviluppo generalizzato, ritardo mentale… di coordinazione motoria
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Criteri diagnostici
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A basso rendimento rendimento rispetto all’età, al QI e al livello di educazioneB interferisce sui risultati scolastici e sull’adattamentoC non dovuto ad handicap sensoriale
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A basso rendimento rendimento rispetto all’età, al QI e al livello di educazioneB interferisce sui risultati scolastici e sull’adattamento C non dovuto ad handicap sensoriale
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A basso rendimento rendimento rispetto all’età, al QI e al livello di educazioneB interferisce sui risultati scolastici e sull’adattamento C non dovuto ad handicap sensoriale
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Tab. 2. Quadro dei disturbi dell’apprendimento in base al DSM-IV
Chi si occupa dei disturbi specifici dell’apprendimento?
I DSA sono di competenza di diverse figure professionali, anche se ognuna se ne occupa dal proprio punto di vista; queste in particolare sono tre: il pedagogista, lo psicologo e il neuropsichiatra infantile.
Nell’ambito scolastico la figura deputata al trattamento dei disturbi dell’apprendimento è solitamente l’insegnante di sostegno, anche se la specifica legge che si occupa dell’assegnazione degli insegnanti specializzati prevede questa figura soltanto in caso di handicap e ritardi mentali gravi; quindi i bambini che presentano un DSA sono costretti a rivolgersi a degli specialisti esterni alla scuola, i quali devono impostare un programma di rieducazione in stretta collaborazione con la scuola e la famiglia.
Il neuropsichiatra infantile si occupa invece, di curare soprattutto il versante neurologico, evidenziando un eventuale danno, per il trattamento del quale può prescrivere anche dei farmaci.
Lo psicologo si occupa degli aspetti prettamente psicologici che entrano sempre in causa di fronte ad un DSA; si tratta di capire come il bambino vive la sua difficoltà, come sta avvenendo il suo apprendimento, quali variabili emotive, motivazionali, cognitive lo influenzano. Il tutto per impostare un corretto programma di rieducazione.
Il pedagogista (o psicopedagogista) è colui che opera a stretto contatto con gli operatori scolastici; in pratica si occupa di impostare un programma di rieducazione in collaborazione con gli insegnanti, sintonizzandolo con quello didattico che il bambino sta svolgendo a scuola.
Ad ogni modo nessuna delle tre figure citate è per definizione competente di disturbi di apprendimento; vi sono inoltre molti altri esperti che lavorano con bambini affetti da DSA. Nell’ambito psicologico troviamo oltre all’esperto in DSA lo psicologo dell’educazione, lo psicolinguista, il neurofisiologo, lo psicologo dello sviluppo, lo psicologo scolastico. Sul versante medico, oltre al già citato neuropsichiatra infantile, troviamo il neurologo, il fisiatra, il pediatra. Nel comparto delle scienze della formazione operano oltre al pedagogista l’ortopedagogista, il tecnico della didattica e l’insegnante specializzato.

