- Categoria: Difficoltà di apprendimento
- Scritto da Chiara Marchini
I disturbi specifici dell'apprendimento - La discalculia
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La discalculia
«La discalculia (acalculia nei casi di estrema gravità) si presenta come una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo, nello stadio elementare, nel quadro di uno sviluppo intellettivo normale e in assenza di disturbi di natura affettiva, anche se in certi quasi questi ultimi possono ritrovarsi tra i fattori eziologici. In tali situazioni però gli effetti negativi sono solitamente generalizzati, estesi cioè anche ad altri settori dell’apprendimento e non semplicemente limitati all’apprendimento matematico.
Più frequentemente questa difficoltà specifica si rileva in soggetti colpiti da lesioni organiche precisamente localizzate (come si verifica spesso nei traumi cranici)»[3].
La discalculia si presenta dunque come una difficoltà limitatamente all’ambito matematico; l’incidenza di tale disturbo è molto ristretta, anche se sembra che la matematica crei problemi a tantissimi bambini della scuola elementare. Una recente ricerca ha mostrato come il 50% dei bambini di quarta e quinta, a seguito di un esercizio di matematica sbagliato restino molto male e preferiscono lasciar perdere; il 38% invece ha dichiarato di provare un vero malessere durante lo svolgimento degli esercizi di matematica, mentre il 62% ha dichiarato di essere intimorito dalla matematica. Da non trascurare il 52% dei ragazzi, i quali hanno ammesso di sentirsi stupidi di fronte ad un esercizio mal riuscito.
È evidente dunque come la matematica provochi in molti bambini, anche in quelli senza nessun problema di apprendimento, un forte disagio. Le ragioni possono essere ricercate nell’essenza stessa della materia, la quale non ammette che una risposta giusta e di conseguenza una forte paura di sbagliare; oppure nel timore di non sapere individuare la strategia adatta alla risoluzione del problema. La discalculia comunque presenta un quadro specifico che va oltre i problemi appena citati. Le maggiori difficoltà del bambino discalculico riguardano:
- L’identificazione e il riconoscimento dei numeri;
- La scrittura dei numeri;
- Associazione del numero alla quantità corrispondente;
- Effettuare numerazioni orali in senso ascendente e discendente.
Trisciuzzi nel libro Introduzione alla pedagogia speciale, evidenzia come alla base delle competenze matematiche più mature via sia la conquista di una qualità del pensiero che Piaget definisce reversibilità.
«[…] essa consiste nella capacità di ripercorrere all’indietro, mentalmente, l’azione eseguita, fino a ritornare al punto di partenza. Questa caratteristica del funzionamento mentale che segna il passaggio al pensiero operatorio concreto si sviluppa, generalmente, non prima dei sette anni»[4] .
In base al pensiero reversibile si realizza il passaggio dall’azione all’astrazione. Il bambino adesso, in base alla rielaborazione delle proprie azioni, si è creato un insieme di schemi mentali in grado di categorizzare l’esperienza del mondo circostante. Adesso egli non solo comprende il significato delle proprie azioni sulle cose, ma anche quello delle azioni degli altri, che adesso è in grado di ascrivere a colui che le compie. Il bambino si libera così dall’immediatezza delle percezioni, non rimanendo sempre ancorato a ciò che vede e sente essendo in grado di effettuare delle operazioni mentali flessibili, suscettibili di trasformazioni e cambiamenti, in virtù delle possibili combinazioni reciproche.
Queste operazioni mentali sono alla base della matematica, la quale si può configurare come un’operazione mentale per eccellenza.
È evidente dunque come per l’apprendimento della matematica risulti di fondamentale importanza il pensiero reversibile. Altre abilità necessarie a far raggiungere al bambino il concetto di numero sono la classificazione e la seriazione, strettamente legate al pensiero reversibile in quanto centrato sulla comprensione della trasformazione del reale e della sua strutturazione in classi e in serie.
La classificazione implica la capacità di riconoscere uguaglianze e differenze fra le cose in base ad un criterio stabilito a priori. La seriazione sottende la capacità di confrontare, comparare gli oggetti tra loro, ordinandoli in serie (ad esempio dal più piccolo al più grande).
Oltre alle abilità di base di stampo prettamente logico-matematico, l’apprendimento della matematica sottende un insieme di abilità di tipo trasversale, comuni a tutti gli apprendimenti scolastici, come lo sviluppo dell’organizzazione spaziale, dell’organizzazione temporale e dell’integrazione spazio-temporale.

