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  • Categoria: Didattica

La genesi dei concetti matematici secondo Piaget (parte I) - Gli invarianti funzionali dell'intelligenza e gli stadi dello sviluppo

Gli invarianti funzionali dell'intelligenza e gli stadi dello sviluppo

Piaget sottolinea la continuità tra i processi puramente biologici di morfogenesi e adattamento all'ambiente e l'intelligenza; il funzionamento intellettuale è un caso particolare dell'adattamento biologico: "l'organismo si adatta costruendo materialmente forme nuove per inserirle in quelle dell'universo, mentre l'intelligenza prolunga questa creazione costruendo mentalmente delle strutture che possano essere applicate a quelle dell'ambiente (5).

Ebbene: come le grandi funzioni della vita sono identiche in tutti gli esseri, anche se gli organi presi in considerazione sono diversi, così – secondo Piaget – dal fanciullo all'adulto vi sono funzioni del pensiero costanti, che si manifestano in strutture (o schemi) diverse.
Tali "invarianti funzionali" del pensiero durante tutto l'arco dell'età evolutiva rientrano nel quadro delle funzioni biologiche più generali e sono l'organizzazione e l'adattamento; l'adattamento si esplica a sua volta per mezzo dei meccanismi dell'assimilazione e dell'accomodamento.
"L'organizzazione – scrive Piaget – è inseparabile dall'adattamento ... essi sono due processi complementari di un unico meccanismo, poiché la prima è l'aspetto interno del ciclo di cui l'adattamento costituisce l'aspetto esterno ... <> e <> esprimono questo doppio invariante dell'adattamento e dell'organizzazione. Ma questi due aspetti del pensiero sono indissociabili: soltanto adattandosi alle cose il pensiero organizza se stesso e soltanto organizzando se stesso il pensiero struttura le cose" (6).
L'aspetto esterno di questi due processi complementari, l'adattamento, è definito come un equilibrio dinamico tra assimilazione e accomodamento.
L'intelligenza è, infatti, assimilazione in quanto "incorpora nei propri quadri tutto il dato dell'esperienza" (7).
Ma l'assimilazione non può costituire l'aspetto unico dell'intelligenza, poiché questa nel suo funzionamento, nel tentativo volto ad incorporare nuovi elementi in schemi anteriori è costretta a modificare tali schemi per "accomodarli" ai dati nuovi.
"Inversamente, le cose – precisa Piaget – non sono mai conosciute in se stesse poiché questo lavoro di accomodamento non è mai possibile se non in funzione del processo inverso di assimilazione" (8).

Precisato in tal senso il rapporto tra intelligenza e adattamento biologico, occorre definire la posizione dell'intelligenza nei confronti dell'organizzazione mentale.
L'intelligenza non consiste in una categoria isolabile e discontinua di processi conoscitivi né del resto può essere concepita come una delle tante strutturazioni della vita mentale, bensì è precisamente la forma di equilibrio a cui tendono tutte le strutture che derivano la propria formazione dalla percezione, l'abitudine ed i meccanismi senso-motori elementari.
Una volta stabilita la continuità funzionale fra i vari tipi inferiori di adattamento conoscitivo o motorio e le forme superiori del pensiero, l'intelligenza è considerata esattamente come la forma di equilibrio verso cui tendono tutte le varie strutture.
E in realtà "la continuità funzionale non esclude per nulla la diversità e persino l'eterogeneità delle strutture. Ogni struttura dovrà essere concepita come una particolare forma di equilibrio che si mantiene più o meno stabile in un campo ristretto e diviene instabile ai suoi limiti.
Queste strutture, scaglionate su piani diversi, si succedono secondo una legge di evoluzione per cui ciascuna assicura un equilibrio più largo e più stabile ai processi che intervenivano già in seno alla precedente.
L'intelligenza, perciò, non è altro che un termine generico designante le forme superiori di organizzazione o di equilibrio delle strutture conoscitive" (9).
In quanto tende all'instaurazione di stati di equilibrio sempre più perfezionati, l'esito ultimo dello sviluppo mentale è – dunque – il raggiungimento della maturità organica e della sistemazione logica delle operazioni mentali della mente adulta.

Tale processo evolutivo viene descritto da Piaget alla luce del concetto di stadio, "una chiave per l'intero sistema dell'Autore" (10).
Nelle opere di Piaget si possono individuare cinque criteri per l'impiego di questo concetto nello studio dello sviluppo mentale: gerarchizzazione, integrazione, consolidamento, strutturazione, equilibrazione (11).
Il criterio della gerarchizzazione stabilisce semplicemente la necessità di un ordine fisso di successione dei diversi livelli che costituiscono una sequenza di sviluppo.
Il criterio della integrazione presuppone quello della gerarchizzazione e aggiunge una nuova esigenza secondo la quale le acquisizioni di un dato stadio integrano quelle del precedente stadio, invece di costituire una semplice sostituzione o giustapposizione: infatti "ognuno dei passaggi conducenti da un livello a quello seguente è ... ... caratterizzato da una nuova coordinazione e nel tempo stesso da una differenziazione dei sistemi che costituiscono l'unità del livello precedente" (12).

La terza caratteristica, il consolidamento, precisa che uno stadio comporta sempre nel medesimo tempo il compimento della condotta recentemente acquisita e un aspetto preparatorio per la condotta del livello successivo.

Il criterio della strutturazione indica che "le operazioni tipiche o le operazioni di un dato livello non sono semplicemente giustapposte l'una all'altra in maniera additiva, ma sono organicamente interconnesse con legami di implicazioni e di dipendenza reciproca che le uniscono e le raggruppano in strutture totali, le structures d'ensemble" (13).
Così, le diverse acquisizioni dello stadio operatorio, nonostante le affinità con i rapporti intuitivi corrispondenti al livello precedente, si presentano in una forma del tutto nuova appunto perché connesse in un complesso organico ad un più alto livello nella fase appunto operatoria.
L'ultima caratteristica, la equilibrazione, sta ad indicare che lo scambio continuo tra organismo ed ambiente dà luogo a stati successivi di equilibrio e che nel corso del processo evolutivo si instaura una successione di livelli di equilibrio sempre più perfezionati: questa caratteristica, del resto, si evince dal concetto stesso di intelligenza da noi enucleato.
Orbene, gli stadi (o fasi) di sviluppo successivi di equilibrio sempre più avanzati cui dà luogo il processo osmotico tra organismo ed ambiente sono: l'intelligenza sensorio-motrice, l'intelligenza intuitiva o pre-operatoria, lo stadio delle operazioni concrete e quello delle operazioni formali (14).