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Arte-terapia e handicap - L’arte come mediatore

 

L’arte come mediatore

L’arte può essere efficacemente utilizzata come mediatore e può offrire un valido aiuto all’educatore speciale nel suo lavoro.
L’arte-terapia non può essere caratterizzata da modelli rigidamente di tipo psicoanalista o cognitivista, ma è di fondamentale importanza che si possa avvalere dei contributi delle discipline che intervengono sulla psiche e sull’essere umano. Un arte-terapeuta deve conoscere il concetto di trasfert, controtransfert e di inconscio; deve anche essere in grado di dialogare con medici e specialisti riguardo a particolari deficit, deve essere in grado di comprendere certi linguaggi specifici.
Quando si opera in educazione, e soprattutto in educazione speciale, occorre ricordare sempre che la dicotomia mente/corpo non esaurisce tutte le caratteristiche dell’essere umano che è costantemente alla ricerca di un senso. “L’evento fondamentale della vita è quello di cogliersi come essente ancor prima che esistente. Cogliersi essente senza un senso, senza uno scopo, senza un valore, è deleterio, esiziale per l’uomo d’oggi e d’ogni tempo. L’evento fondamentale del cogliersi essente senza senso può originare il desiderio di non-essere (suicidio reale o simbolico) oppure il desiderio di guardare da spettatore alla propria vita che vive, che è” [16].


E’ possibile sostenere che se un intervento di arte-terapia non può pretendere di eliminare un deficit, può sicuramente ridurre un handicap. Nel linguaggio comune deficit e handicap vengono a coincidere ed è evidente la confusione che nasce attorno a questo tema, attorno alla “differenza tra difetto organico e difficoltà a maturare quelle disposizioni o capacità della persona necessarie alla realizzazione progressiva della personalità integrale” [17].

Appare quindi altrettanto evidente l’errore commesso da chi vuole medicalizzare l’handicap, riducendo l’uomo a quella dicotomia mente/corpo che abbiamo detto essere non esaustiva. “Se per i difetti ed i limiti organici, da quelli psichici a quelli somatici, è indubbio che gli specialisti debbano essere medici ed esperti nelle discipline che epistemologicamente rinviano a conoscenze specifiche di natura sanitaria, per le difficoltà di maturazione dello sviluppo della personalità occorre che vengano coinvolte, e magari in modo sinergico, le discipline che si occupano dello sviluppo umano: dalla psicopatologia alla pedagogia speciale” [18].
Nell’intervento arte-terapeutico l'attenzione rivolta al prodotto artistico è subordinata alla comprensione del soggetto e al processo creativo.

“L'arte adempie per il bambino disabile la stessa funzione che ha per tutti gli uomini: creare una zona di vita simbolica che permetta la sperimentazione di idee e sentimenti, di portare alla luce la complessità e le contraddizioni della vita, di dimostrare la capacità dell'uomo di trascendere il conflitto, di creare ordine dal caos infine dare piacere.” (E. Kramer)

 


Note:

[1] Cfr. Palmieri C., La cura educativa. Riflessioni ed esperienze tra le pieghe dell’educare, Franco Angeli, Milano, 2000

[2] Ibid;

[3]Cfr. Hillmann J., Politica di bellezza, Moretti e Vitali, Firenze, 1999.

[4] Denner A., Malavasi L., Arteterapia: metodologia e ricerca, Edizioni del Cerro, Pisa, 2002;

[5] Ibid;

[6] Ibid;

[7] Ibid;

[8] Ibid.

[9] Per un approfondimento si veda il testo di Larocca F., Pedagogia speciale, Erikson, Trento, 2000

[10] Cfr. Palmieri C., La cura educativa. Riflessioni ed esperienze tra le pieghe dell’educare, op. cit.

[11] Ibid.

[12] Ibid.

[13] Larocca F., Musica e danza, mediatori nell’educazione speciale per l’handicap, in AA. VV., Larocca F. (a cura di), Atti del VI Convegno Internazionale 1999: La ricerca in educazione speciale: I mediatori analogici, LEU, Verona, 2000

[14] Ibid;

[15] Ibid;

[16] Lascioli A., Evento,segno e senso, in AA. VV., Larocca F. (a cura di), Atti del VII Convegno Internazionale 2000. Cosa arcana e stupenda: il sordo danza, il cieco dipinge, l’autistico suona…, LEU, Verona, 2001

[17] Larocca F., Nei frammenti l’intero. Una pedagogia per la disabilità, Franco Angeli, Milano, 1999

[18] Ibid.

 


 

Bibiografia

1. AA. VV., Belfiore M., Colli L. M. (a cura di), Tra il Corpo e l’Io. L’Arte e la Danza-Movimento Terapia ad orientamento psicodinamico, Pitagora Editrice Bologna, Bologna, 1998

2. AA. VV., Coppelli C. (a cura di), Usa l’Arte per non essere in dispArte. Atti del 1° Convegno Nazionale su Arte terapia e buona relazione educativa, I.D.I.S. A. Meucci, Carpi, 2001

3. AA. VV., Coppelli C. (a cura di), La differenza contro l’indifferenza. Suoni e linguaggi oltre il silenzio. Atti del 3° Convegno Nazionale sulle Arti terapie nella scuola e nei servizi per l’anno europeo del disabile. Conferenze e laboratori espressivi, Centro Stampa del Comune di Carpi, Carpi, 2004

4. Bion W. R., Apprendere dall’esperienza, Armando, Roma, 1998

5. Denner A., Malavasi L., Arteterapia: metodologia e ricerca, Edizioni del Cerro, Pisa, 2002

6. Givone S., Storia dell’estetica, Laterza, Roma-Bari, 2003

7. Hillmann J., Politica di bellezza, Moretti e Vitali, Firenze, 1999

8. Larocca F. (a cura di), Musicoterapia, Danzaterapia e Arteterapia per l’handicap, Atti dei Convegni internazionali dell’Università degli Studi di Verona, Libreria Editrice Universitaria, Verona, (7 voll.) 1995-2002

9. Larocca F., Azione mirata. Per una metodologia della ricerca in educazione speciale, Franco Angeli, Milano, 2003

10. Larocca F., Pedagogia speciale, Erikson, Trento, 2000

11. Larocca F., Nei frammenti l’intero. Una pedagogia per la disabilità, Franco Angeli, Milano, 1999

12. Lascioli A., Elementi introduttivi alla pedagogia speciale, LEU, Verona, 2001

13. Palazzi Trivelli C., Taverna A. (a cura di), Arti Terapie. I fondamenti, Tirrenia Stampatori, Torino, 2000

14. Palmieri C., La cura educativa. Riflessioni ed esperienze tra le pieghe dell’educare, Franco Angeli, Milano, 2000

 


Autore: Serena Mortari, laureata in Scienze dell'Educazione presso l'Università di Verona.


 

copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005