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Arte-terapia e handicap - Arte-terapia e pedagogia speciale

 

IL VALORE DELL'ARTE-TERAPIA PER LA PEDAGOGIA SPECIALE

Nel lavoro educativo si mette l’altro in condizioni di formatività attraverso un insieme di azioni che attivano quel processo che caratterizza l’uomo come essere neotenico.
Si è osservato che il cervello è in grado di modificarsi grazie all’apprendimento e all’esperienza che accrescono la plasticità neuro-sinaptica.
Questa scoperta è di fondamentale importanza per la pedagogia speciale in quanto un aumento delle stimolazioni ambientali può determinare un miglioramento delle prestazioni e comportare un aumento dello sviluppo cerebrale, rivelando la natura flessibile dell’individuo. Quindi l’uomo diventa ciò che l'ambiente educativo in cui vive gli permette di diventare offrendogli l’opportunità di prendere coscienza delle proprie potenzialità e dei criteri di scelta per divenire il suo poter essere.
È importante che l’educatore aiuti il soggetto affetto da deficit a considerare la propria esistenza come qualcosa da progettare nonostante i limiti causati dalla malattia.
L’educazione speciale ha sempre a che fare con un sistema in continuo equilibrio instabile poiché le variabili in causa, riguardando l’uomo, non sono mai totalmente controllabili.
Si agisce progettando sulla base di conoscenze teoriche e promuovendo esperienze di vita che conducano alla realizzazione dell’obiettivo del passaggio dall’etero all’autoeducazione.
Il lavoro educativo si fonda sulla quotidianità dei rapporti, sull’organizzazione degli spazi e dei tempi, sulla comunicazione verbale ma soprattutto non verbale cogliendo la gestualità del soggetto che si esprime attraverso il linguaggio del suo corpo.

L’educatore non deve adottare un atteggiameno intrusivo e dominante, deve partecipare all’esperienza che il soggetto vive per arrivare ad un contatto empatico.
Compito dell'educatore è quello di adottare tempestivamente (in questo consiste il principio del giusto momento) quei mediatori e quegli organizzatori dell'ambiente che consentano l’apprendimento senza correre i rischi del ritardo e dell'anticipo.
Il pedagogista speciale deve tener conto di tutti quegli elementi che concorrono a realizzare eventi educativi in grado di superare le resistenze dovute ad una particolare sindrome.
Nel momento in cui le discipline (medicina, psicologia, sociologia ecc.) si incontrano in vista di un intervento educativo attento al rispetto della dignità umana, l'aiuto concreto offerto in questo modo dall'interdisciplinarità dà spazio a una maggior creatività nell’intervento educativo considerando attentamente le condizioni di partenza del soggetto affetto da handicap; questo permette di valorizzare la personalità e favorire l’autoeducazione.
I contributi delle varie discipline vengono sintetizzati e armonizzati dall'educatore grazie alla teoria personalista dell'educazione [9].

Bisogna ricorrere ad un metodo individualizzato perché la singolarità di ogni persona reclama una continua creatività nei metodi educativi.
L’educatore deve aprirsi alla concreta realtà del disabile, incontrando quella specifica alterità considerandola come caratterizzata dalla stessa formatività che contraddistingue ogni persona; è importante mantenere un vivido interesse per la differenza dell’altro che va considerato oltre il suo bisogno, senza farsi accecare dal suo limite, per cogliere la modulazione del suo dolore e l’unicità del suo modo di esistere. Questo permette anche di andare oltre la negatività che socialmente e culturalmente accompagna la condizione di bisogno e di sofferenza [10].
Si intende colmare la carenza ontologica e ridurre le asimmetrie nella ricerca di quell’integrità umana, fondamento dell’autorealizzazione. Si vuole sostenere una realtà personale relazionata, risacralizzando la convivenza umana.
La pedagogia speciale deve essere in grado di decidere i metodi migliori in vista dello sviluppo delle capacità residue e della scoperta di nuove attitudini funzionali grazie anche all’apporto delle altre discipline che operano una ricerca sull'uomo aprendo nuove prospettive. La pedagogia speciale si impegna nella ricerca di metodi in educazione che inducano alla partecipazione attiva del soggetto nella formazione della sua personalità, andando oltre le diagnosi e le categorizzazioni.
La natura creativa dell’uomo rifiuta metodi depersonalizzati; è necessario chiedersi chi è l’altro, incontrare il soggetto affetto da deficit attraverso il dialogo, per individuare i suoi tempi, considerando la sua resistenza come ciò che esprime la sua differenza [11].