#relazioni

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    bianco neroMichele: Quanti anni hai? Io ho 6 anni
    Yosef: Io ho 9 anni
    Michele: Perché sei tutto nero?
    Yosef: Sono un bimbo africano
    Michele: Mi fai paura!
    Yosef: Perché ti faccio paura?
    Michele: Mamma me lo dice sempre che i neri sono sporchi
    Yosef: Se hai paura di me perché non scappi?
    Michele: Perché mamma non c'è
    Yosef: Anche a me fa paura la tua mamma
    Michele: Perché? È bianca!
    Yosef: Si sporca facilmente!

    copyright © Educare.it - Anno XXI, N. 2, Febbraio 2021
  • A rischio bullismo: una ricerca spagnola

    imgNei contesti scolastici accade di frequente che uno studente possa divenire oggetto di persecuzione da parte del gruppo dei pari. Questo fenomeno è universalmente diffuso: infatti, lo si ritrova in tutte le latitudini geografiche, sia nelle scuole pubbliche che in quelle private, al di là del contesto sociale di appartenenza.

  • Correlazione fra ansia da prestazione nei giovani sportivi e stile relazionale dell'allenatore

    imgGli allenatori hanno un ruolo determinante nell’ambito della motivazione e dell’emozioni provate dai giovani sportivi. L’ansia legata alla prestazione può essere definita come una caratteristica di personalità, che provoca uno stato di eccessiva attivazione emotiva sia prima che durante la gara. Tale disagio può interessare la dimensione somatica, e in questo caso si ha un’intensa attivazione della fisiologia del corpo (accelerazione del battito cardiaco, della respirazione, tensione muscolare, incremento della sudorazione ecc.), oppure esprimersi mentalmente con pensieri negativi relativi alla gara da disputare e ai risultati della propria performance. Le conseguenze dell’ansia da prestazione sono fortemente invalidanti, in quanto inficiano la prestazione sportiva, intervenendo pesantemente sulla concentrazione.

  • Educare i figli: piccole strategie educative

    genitoriI mesi di chiusura delle scuole e di stazionamento obbligatorio in casa, per via della pandemia da Covid-19, hanno dilatato il tempo che genitori e figli hanno trascorso insieme, talvolta portando in evidenza delle criticità. Spesso alcune delle difficoltà riscontrate in tale rapporto sono imputabili ad "errori pedagogici" che questo articolo si propone di individuare.

     

  • I bambini e la teoria della mente

    imgGli esseri umani vivono la vita immersi in contesti sociali, per cui la loro quotidianità è fatta di continue interazioni sociali. Perché una relazione sociale sia proficua, è necessario che ciascuna persona conosca i propri pensieri e quelli dei partner sociali con cui entra in relazione. A questo riguardo, si parla di Teoria della Mente per indicare questo tipo di processualità. In pratica, ogni individuo finalizza i suoi comportamenti al raggiungimento di uno scopo, che può essere simbolico o materiale. Le condotte individuali tese al raggiungimento di un obiettivo devono essere sostenute e dirette da uno stato mentale, ossia da una serie di pensieri. Ciò costituisce il paradigma di fondo della Teoria della Mente. Grazie a questo costrutto ogni individuo, che osserva il comportamento altrui, è cosciente che tale condotta è alimentata da uno stato mentale, ovvero da una serie di pensieri che dirigono l’agire dell’altro. In altri termini, attraverso la Teoria della Mente ognuno attribuisce all’altro uno stato mentale capace di indirizzare i suoi comportamenti.

  • I capricci dei bambini e le strategie per affrontarli

    capricci 711x400Che cosa spinge i bambini ad intestardirsi e a fare capricci? La ragione principale è rappresentata dal voler prendere posizione nei confronti degli adulti. In altre parole, spesso è un modo per affermare se stessi come entità autonome rispetto agli adulti.

  • I disturbi del comportamento nel contesto scolastico

    dopI disturbi del comportamento comprendono due patologie, ovvero il disturbo della condotta (DC) e il disturbo oppositivo provocatorio (DOP). I tratti distintivi di entrambi i disturbi sono l’aggressività ed i comportamenti distonici nei confronti degli altri. Queste patologie tendono ad aggravarsi nel corso dell’età evolutiva, raggiungendo il periodo di maggiore acuzie durante l’adolescenza, in particolare il disturbo della condotta. L’aggressività è l’elemento base di entrambe le patologie, che può essere distinta in due tipologie: l’aggressività predatoria (o aggressività proattiva) e l’aggressività affettiva (o reattiva). La prima è contrassegnata da comportamenti violenti che sono pianificati e non producono conseguenze fisiche sul soggetto che la pratica, la seconda rappresenta una forma di aggressività che non obbedisce ad una logica strategica, si rivela episodica e contestuale con una forte caratterizzazione impulsiva, la cui conseguenza è rappresentata anche da autolesioni. La prima forma di aggressività è tipica del disturbo della condotta, mentre la seconda forma la si ritrova nel disturbo oppositivo provocatorio.

  • Il linguaggio nelle relazioni familiari: uno studio belga

    imgLe ricerche di psicolinguistica hanno rivelato che le parole che si utilizzano nella comunicazione riflettono la psicologia, le emozioni, l’identità sociale e lo stile cognitivo di chi parla. Nel linguaggio comune si usano i pronomi personali o gli aggettivi possessivi relativi alla prima persona plurale, come noi, nostro, allorquando si espongono delle esperienze condivise con qualche altra persona. Si adoperano, invece, i pronomi personali o gli aggettivi possessivi riferiti alla prima o alla seconda persona singolare, come io, tu, mio e tuo, nel momento in cui si parla di esperienze individuali, non percepite come comuni.

  • Il pianto degli adulti: correlazione fra attaccamento e tendenza al pianto

    imgUna manifestazione emotiva che caratterizza l’uomo è il pianto. Esso compare precocemente nelle prime fasi della vita e accompagna l’individuo nel corso della sua esistenza. Chiaramente si nota una differenza nella frequenza del pianto fra bambini e adulti. Una certa variabilità si osserva anche fra gli adulti, ovvero ci sono persone che piangono più facilmente rispetto ad altre che lo fanno più raramente.

  • Interazioni sociali, routine sociali e cultura dei coetanei nei contesti scolastici

    interazioni sociali scuolaL’articolo evidenzia le connessioni che esistono fra routine sociali, interazioni sociali e cultura dei coetanei all’interno dei contesti scolatici. La scuola è il luogo dove i minori imparano, fra gli altri apprendimenti, la competenza sociale, un’abilità necessaria ad esercitare il proprio ruolo sociale nell’età adulta. Affinché questo possa concretizzarsi divengono importanti alcuni archetipi, quali le strategie di accesso in un gruppo sociale, il costrutto di amicizia e la mediazione nella conflittualità fra coetanei.

     

  • L'influenza del denaro sulle relazioni: la psicologia della coppia fra indigenza e agiatezza

    imgIl denaro è un fattore importante che incide frequentemente sulle relazioni interpersonali, ipotecandole sovente positivamente o negativamente. Sembra che l’aspetto economico condizioni anche le relazioni affettive. Uno studio recente condotto dai ricercatori cinesi (Università di Pechino e Università Cinese di Hong Kong) ha voluto indagare il peso che esercita la condizione economica sui rapporti affettivi.

  • L'intelligenza collettiva

    imgMolti dei problemi attuali che interessano l'intera umanità hanno bisogno per essere risolti del contributo di differenti conoscenze provenienti dai diversi ambiti. Per esempio, in campo economico, le fluttuazioni che si producono nell'economia mondiale per essere previste ed affrontate hanno bisogno di un'accuratezza e di una differenziazione di informazioni, che mettano insieme le conoscenze provenienti dal mercato del credito mondiale, le notizie relative alla geopolitica e, quindi, ai differenti assetti politici che si strutturano nelle varie nazioni e le indicazioni derivanti dalle scelte che i singoli investitori e consumatori fanno. Lo stesso discorso è rapportabile alla scienza, laddove la collegialità di conoscenze, che scaturisce dai molteplici contesti scientifici, permette di giungere a delle conquiste scientifiche, difficilmente ottenibili in un sapere scientifico diviso in comportamenti stagni non comunicanti fra loro. 

  • La motivazione allo sport nei giovani atleti

    imgPer comprendere la motivazione che spinge nell’età evolutiva ad impegnarsi nello sport, bisogna considerare due aspetti, ovvero il motivo che spinge ad impegnarsi e le strategie che si utilizzano per impegnarsi. Riguardo ai processi motivazionali nello sport, esistono due teorie, cioè la teoria dell’autodeterminazione di Deci e Ryan e la teoria dell’orientamento motivazionale, elaborata da Nicholls.

  • La percezione della relazione insegnante - alunno

    insegnanteL’importanza della qualità della relazione fra insegnante e alunno, come fattore determinante il benessere dello studente, è cosa documentata da tempo. Gli studenti nel primo ciclo dell’istruzione (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado) passano circa 7751 ore con i loro insegnanti. I docenti utilizzano queste ore per aiutare i loro allievi ad acquisire le conoscenze e le competenze nell’ambito dei saperi. Inoltre, essi forniscono ai propri discenti la competenza sociale, ovvero quegli strumenti che agevoleranno nel futuro l’ingresso nella società.

  • Le scelte sociali dei bambini

    bambiniChe cosa spinge a preferire una persona piuttosto che un’altra con cui avere dei rapporti sociali? Le interazioni sociali, che contraddistinguono la vita quotidiana, dipendono dalle percezioni che si hanno degli altri individui. Queste percezioni generano le impressioni, che a loro volta sono alla base dei giudizi sociali che si esprimono, consapevolmente o inconsapevolmente, sulle persone con cui si viene a contatto. Quindi, i nostri rapporti sociali dipendono dall’idea che ci facciamo dell’altro e questo è alla base delle scelte sociali che compiamo. La scelta sociale comincia abbastanza precocemente.

  • Life skills e benessere nella senescenza: le correlazioni

    imgLe life skills o competenze per la vita sono un gruppo di abilità, che possono essere apprese indirettamente attraverso l'educazione oppure direttamente mediante le esperienze di vita. Esse sono rapportabili all'ambito cognitivo, emotivo e relazionale e hanno la finalità di aiutare la persona a risolvere i problemi che si presentano nella quotidianità. Che ruolo svolgono le life skills nel promuovere il benessere economico, la salute e il benessere psicologico nelle fasi avanzate della vita?

  • Obesità della madre e sviluppo psicosociale del bambino

    imgL’eccesso ponderale determina delle conseguenze negative per la salute. Infatti, questa condizione può divenire un fattore di rischio che predispone all’insorgenza di malattie cardiovascolari e metaboliche. La presenza di eccesso ponderale (sovrappeso ed obesità) è nella popolazione adulta del 36% per gli uomini e del 38% per le donne. L’obesità di queste ultime ha dei riverberi anche sulla salute dei loro figli. Infatti, l’eccesso ponderale della madre diviene un fattore di rischio per il bambino, che può sviluppare, a sua volta, sovrappeso e obesità, e, inoltre, influisce negativamente sul suo sviluppo psicosociale.

  • Pregiudizi sociali e lavoro di gruppo

    imgIl lavoro di gruppo è, spesso, necessario nelle contestualità contemporanee. Quando si lavora in gruppo si possono verificare due fenomeni sociali, ovvero la facilitazione e l’inerzia sociale. Attraverso la facilitazione sociale, le performance del singolo migliorano quando lavora con gli altri. Questo non accade nel fenomeno dell’inerzia sociale, laddove l’individuo si deresponsabilizza, adagiandosi sul lavoro fatto dal resto del gruppo. Nella scelta dei partner, nell’ambito del lavoro gruppale, si riscontrano due pregiudizi, uno positivo e uno negativo.

  • Psicologia e psicopatologia dell'isolamento sociale

    isolamento socialeEsistono delle condotte dell’uomo, come insegna l’etologia umana, che sono imputabili alla sua parte innata, derivante dalla sua storia specie - specifica, ossia alcuni degli schemi d’azione messi in atto dall’uomo egli li trae dalla sua natura istintiva, così come essa si è modificata nel corso della storia evolutiva della specie piuttosto che dall’apprendimento culturale avvenuto nel corso del tempo. Si tratta sostanzialmente dei comportamenti legati al bisogno di vivere in un gruppo di persone conosciute, al desiderio di occupare un posto di potere all’interno del proprio gruppo sociale, alle manifestazioni affettive che accompagnano la relazionalità umana.

  • Quando gli stereotipi vanno in conflitto tra loro

    imgPer stereotipo possiamo intendere un concetto stabile sull’interpretazione della realtà che un individuo costruisce mentalmente al di là della sua esperienza diretta o conoscenza personale. Gli stereotipi consentono di suddividere gli altri, che compongono l’ambiente sociale, in categorie, a cui competono dei ruoli ben precisi, e nei confronti delle quali si hanno delle aspettative. Se si considerano i concetti di ricchezza e povertà, li si coniuga con quelli di gioventù e anzianità e di cordialità e capacità personali, si ottengono i seguenti stereotipi.

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