- Categoria: L'AltraNotizia
- Scritto da Vincenzo Amendolagine
Pregiudizi sociali e lavoro di gruppo
Il lavoro di gruppo è, spesso, necessario nelle contestualità contemporanee. Quando si lavora in gruppo si possono verificare due fenomeni sociali, ovvero la facilitazione e l’inerzia sociale. Attraverso la facilitazione sociale, le performance del singolo migliorano quando lavora con gli altri. Questo non accade nel fenomeno dell’inerzia sociale, laddove l’individuo si deresponsabilizza, adagiandosi sul lavoro fatto dal resto del gruppo. Nella scelta dei partner, nell’ambito del lavoro gruppale, si riscontrano due pregiudizi, uno positivo e uno negativo.
Solitamente il pregiudizio positivo si ha verso quelle persone che dimostrano dei comportamenti prosociali nella vita quotidiana, ovvero individui che manifestano condotte altruistiche piuttosto che egoiste, che preferiscono cooperare piuttosto che competere. In altre parole, la scelta dei partner di un lavoro cooperativo si orienta verso questo tipo di persone, in quanto il pregiudizio positivo fa pensare che saranno dei colleghi affidabili con cui poter lavorare bene insieme.
Questo non accade per le persone che palesano comportamenti antisociali, in cui prevale l’egoismo sull’altruismo e la competizione predomina sulla cooperazione. Nei confronti di questi soggetti si ha un pregiudizio di tipo negativo, ovvero si sa a priori che lavoreranno male in gruppo e per questo si tende ad escluderli dal lavoro di gruppo. Chiaramente entrambi i pregiudizi influenzano il comportamento che gli individui hanno nei confronti dei due soggetti (individuo prosociale e individuo antisociale). In pratica, saranno più aperti e disponibili nei confronti del primo, più chiusi e competitivi nei confronti del secondo.
Il lavorare in gruppo e, quindi, il formare dei gruppi sociali finalizzati a ciò non è una prerogativa esclusiva della specie umana, ma si riscontra anche in altre specie (scimpanzé, cani, pesci), come sostiene una recente ricerca ungherese. La formazione di gruppi temporanei o permanenti che portano avanti uno scopo condiviso ha un alto valore per la sopravvivenza della specie, in quanto permette di meglio difendersi da eventuali nemici. Anche nelle specie animali si è notata la presenza del pregiudizio negativo o positivo nella valutazione degli altri componenti della specie, che porta ad accettarli o a rifiutarli come partner sociali.
Fonte: Abdai, J., Miklósi, Á. (2016). The origin of social evaluation, social eavesdropping, reputation formation, image scoring or what you will. Front. Psychol., 7:1772. DOI:10.3389/fpsyg.2016.01772

