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26esima edizione del concorso “Immagini per la Terra”: parte la gara di creatività.
L’energia è una ricchezza riservata a molti, ma non a tutti. Più di un miliardo di persone nel mondo non può illuminare la propria casa, quasi tre miliardi cucinano con carburanti tossici, pericolosi, dannosi per la salute. Un deficit che non risparmia le scuole: secondo l’Unesco, oltre 90 milioni di bambini delle primarie frequentano strutture che non hanno elettricità, una lampadina che consenta loro di studiare e di guardare al futuro con maggiore fiducia.
Dopo il successo del concorso “Caro papà…”, il gruppo editoriale C1V Edizioni promuove per il 2017-2018 il nuovo bando letterario “Cara mamma...”, dedicato agli studenti delle scuole superiori e ispirato al libro “Mai più sole” di Alessandro Curti.
Lo sviluppo della moralità è un processo che si struttura nel corso della storia evolutiva del bambino ed è connesso allo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale. Sulla competenza morale individuale intervengono differenti fattori, fra i quali un posto di rilievo è occupato dal contesto familiare. Prima dei nove anni, il piccolo possiede una morale di tipo eteronoma, ovvero è mutuata dai divieti e dalle regole imposte dagli adulti, successivamente si forma progressivamente una morale autonoma.
La frutta e la verdura sono componenti essenziali di una dieta salutare: infatti, il loro consumo è associato ad una vita più longeva, ad un minor rischio di malattie cardiovascolari e ad una condizione psicofisica migliore. Più ricerche hanno assodato che i maggiori consumatori di frutta e verdura sono le donne, che hanno un Indice di Massa Corporea nella norma.
Diversi studi scientifici asseriscono che le caratteristiche di personalità di un individuo svolgono un ruolo determinante nell’adozione di comportamenti salutari nel corso del ciclo di vita. Per esempio, l’essere coscienziosi è associato sovente ad uno stile di vita orientato al mantenimento della salute. Mentre l’essere superficiali e instabili emotivamente è accomunato all’acquisizione di abitudini nocive, come il tabagismo, l’eccessivo consumo di bevande alcoliche, la scarsa aderenza alle terapie mediche di cui si ha bisogno nel corso di una malattia.
Ogni genitore cerca di fare del suo meglio nel costruire il rapporto con i propri figli: adottando un fare educativo che persegue il fine di aiutarli a raggiungere la felicità trasmettendo principi fondanti la persona, quali senso di responsabilità, impegno e costanza, ecc. Ma si può essere certi che questo basti per essere felici?
Oggi l’adulto rischia forti oscillazioni tra insegnare e educare, la sfida è creare un equilibrio. Insegnare [dal lat. insĭgnare, propr. «imprimere segni (nella mente)»] significa trasmettere informazioni, regole che, però, potrebbero non avere un senso per il bambino; educare [dal lat. educare, intens. di educĕre «trarre fuori, allevare»] è propriamente un “tirare fuori”, quindi mediante l’educazione si trova il modo migliore per far esprimere l’originale sé dei figli. Tra i due estremi l’ago magnetico per orientarsi è il principio della libertà del bambino nella acquisizione delle sue strategie per “cercare la felicità”, dentro un rapporto affettivo significativo sostenuto da azioni di protezione responsabile, una sicurezza di base nei legami affettivi ed una stabile “sicurezza percepita” dell’ambiente circostante.
I genitori sono il ponte che unisce due mondi per l’infante: interno fatto di istinti, emozioni e sentimenti; esterno costruzione culturale delle regole di interazione tra le persone. Questa posizione corrisponde alla dimensione del “qui e ora”, tempo che ogni genitore utilizza per traghettare i figli verso l’adultità e, certo, rinforzare gli aspetti creativi che consentiranno il “tirare fuorida sé” le qualità personali migliori.
Ilaria Sacchetti
E ORA ANDIAMO FELICI ALL'ASILO?
Piccoli suggerimenti per aiutare vostro figlio ad adattarsi alla scuola materna
Youcanprint Edizioni, 2014
pag. 94, 12 Euro
La Scuola di Inglese Open Minds a Milano ha raccolto temi e riflessioni sul tema del bilinguismo per rispondere alle domande più frequenti dei genitori sull’argomento
Cesano Maderno, 31 marzo 2017 – La scuola di inglese Open Minds ha realizzato un ebook gratuito sul tema del bilinguismo e dell'educazione bilingue, disponibile per tutti coloro che desiderano approfondire l'argomento. Il volume digitale è disponibile sul sito della scuola e viene messo a disposizione dei richiedenti senza alcun costo, a questo indirizzo: http://www.open-minds.it/blog/insegnare-inglese-ai-bambini/bilinguismo-nei-bambini-10-domande-dei-genitori-1191.
L'ebook contiene riflessioni ed argomentazioni raccolte durante la Conferenza sul Bilinguismo che Open Minds ha tenuto il 1 marzo 2017 presso BBE a Cesano Maderno, un evento realizzato con il patrocinio del comune stesso e della Provincia di Monza e Brianza.
Il testo presente all'interno dell'ebook si articola in dieci domande, quali ad esempio 'Che cos'è la lingua?', 'Come facciamo ad imparare le lingue', 'Tutti i bilingui sono uguali'?, 'Fino a che età si può diventare bilingui?', 'Come crescere un figlio bilingue se la famiglia è monolingue?' e molte altre curiosità per genitori e figli interessati a questo argomento. Confrontarsi con chi ha avuto le medesime esperienze e ritrovarsi nelle parole di genitori che hanno affrontato le stesse perplessità potrebbe essere molto costruttivo: per questo motivo l'ebook di Open Minds è uno strumento utile per chiarirsi le idee sulla questione in modo facile ed immediato.
La scuola di inglese Open Minds realizza corsi di tutti i livelli e preparazione ad esami di vario tipo, collabora con le scuole e si avvale di professionisti madrelingua dell'insegnamento. Sul sito della scuola sono presenti tutte le informazioni necessarie.
I contatti:
Open Minds
02 671658091
www.open-minds.it
I mesi di chiusura delle scuole e di stazionamento obbligatorio in casa, per via della pandemia da Covid-19, hanno dilatato il tempo che genitori e figli hanno trascorso insieme, talvolta portando in evidenza delle criticità. Spesso alcune delle difficoltà riscontrate in tale rapporto sono imputabili ad "errori pedagogici" che questo articolo si propone di individuare.
Cosa significa "autostima"? Nell’accezione più comune vuol dire avere un buon rapporto con se stessi, accettarsi. Il che comporta non farsi condizionare dai giudizi altrui, non essere alla costante ricerca di consenso, avere la sicurezza necessaria per muoversi secondo le proprie inclinazioni, saper fronteggiare un fallimento e poter così ripartire.
Il bombardamento di modelli culturali finalizzati alla perfezione, oltre a stressare gli adulti, inquina anche la vita dei più giovani: le statistiche denunciano un’incidenza in crescita di bambini già ossessionati dal voto a scuola, dalla loro immagine fisica, dall’ansia di prestazione in uno sport; nello stesso senso si parla con maggior frequenza di bambini depressi, demotivati, afflitti da emicranie o disturbi che tendono a cronicizzarsi.
E’ fondamentale che i genitori imparino a promuovere l’autostima dei figli fin da quando sono piccoli. Promuovere, non insegnare. Perché il seme radicato nel terreno psichico di ogni bambino non ha bisogno di suggerimenti per germogliare, lo sa da sé. A un genitore sta però il grande compito di vigilare su di esso, innaffiare il terreno, nutrirlo in modo adeguato, per aiutarlo a diventare, senza interferire, la "pianta" che è.
Luciano Pasqualotto (a cura di)
EDUCATORI DI PROFESSIONE OGGI
Letture oblique dell'esperienza e orientamenti per il futuro
Unicopli, Milano, 2016
pag. 140, 13 Euro
Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo, caratterizzato da disattenzione, iperattività e impulsività. I bambini, a cui è stato diagnosticato questo disturbo, presentano difficoltà nel prestare attenzione, nel controllare i propri comportamenti e sono impulsivi. Questa sintomatologia ipoteca negativamente il loro funzionamento nella quotidianità e determina una notevole criticità nelle relazioni interpersonali. La letteratura scientifica fino ad oggi prodotta è concorde nell’attribuire questa fenomenologia sintomatologica ad un deficit delle funzioni esecutive.
Carlo Matteo Callegaro, Arianna Montagni e Tatiana Ruaro
Genitori OK
Trasforma i tuoi figli in persone sicure, forti e gioiose
Bookness, 2025
pag. 192, 18 Euro
L’articolo esamina dapprima alcune caratteristiche delle dinamiche totalitarie: la semplificazione, l'assolutizzazione ed il riduzionismo, per indagare poi alcune ragioni dei sostenitori dei totalitarismi. Alla luce degli elementi acquisiti, il testo si chiude proponendo tre spunti orientativi a favore di un'efficace educazione alla cittadinanza democratica.
Nel corso degli anni, i regolamenti regionali, in accordo con la legislazione nazionale, hanno regolamentato la nascita, la gestione e la trasformazione dei servizi educativi e terapeutici di carattere sociale, sanitario e socio-sanitario. Un caso di particolare interesse è una realtà istituita dalla Regione Puglia con il Regolamento Regionale 8 luglio 2014, n.14 e efficacemente operante nel territorio: il CSRTM o centro semi-residenziale terapeutico per minori.
La passione che il cervello umano ha per i rituali, complesse sequenze di azioni apparentemente senza senso che si ritrovano in ogni cultura. Perché li seguiamo, incuranti di ogni logica? Secondo Cristine Legare, psicologa dell'Università del Texas ad Austin, i rituali «aiutano a definirci come gruppo, riflettono i valori di un gruppo e dimostrano l'attaccamento comune al gruppo». Per un animale sociale come l'uomo, sentirsi parte di una "famiglia" più grande è indispensabile: ecco perché siamo nati con la propensione a seguirli.
Una personalità poliedrica qual è quella di Danilo Dolci non può essere catalogata in uno specifico settore, ma merita di essere ricordata e apprezzata soprattutto per l'impegno sociale che ha costituito lo sfondo integratore di ogni sua azione. Poeta, insegnante, attivista ed educatore, Danilo Dolci è stato considerato il Gandhi siciliano perché ha speso la sua vita a difendere gli ultimi, a combattere ogni forma di violenza e di prevaricazione con un atteggiamento nonviolento, aperto al dialogo e al confronto.
Circa 520mila bambini e ragazzi nel 2013 hanno ricevuto per la prima volta l’assistenza educativa in Germania, in lieve calo rispetto al 2012 (-0,6% o 3mila persone). Il cosiddetto Hilfe zur Erziehung è un servizio dedicato a quei genitori che non sono in grado di garantire la corretta educazione e crescita per i bambini e può essere concesso anche ai giovani adulti al fine di aiutarli a migliorare le loro prospettive di vita e di lavoro.
Sono un insegnante e considero la questione del green pass da un punto di vista educativo. Sono preoccupato perché sembra mancare tra i professori un pensiero critico su quanto sta avvenendo. Io sono a favore del vaccino per gli adulti e ho fatto le mie due dosi, ma sono contrario al green pass come lasciapassare nelle scuole.
Essendomi vaccinato mesi fa potrei essere portatore asintomatico del virus, ma col green pass posso accedere comunque a scuola. Impedire, quindi, ad un professore di entrare in aula, cioè ad una persona di andare a lavorare, non può essere una forma di tutela. Malgrado questa evidente contraddizione, la maggior parte dei professori è disposta ad accettare una direttiva così visibilmente imprecisa.
In Africa la costruzione di una prassi educativa autoctona è al centro del dibattito accademico e culturale. Se nel passato la trasmissione della cultura, e quindi la pratica educativa, è stata veicolata dalla tradizione orale, oggi si cerca di strutturare un sistema educativo che si fondi su un nuovo paradigma. In particolare nell’area sub-sahariana, pur nella diversità propria delle diverse nazioni, si punta ad un modello con basi comuni che si affranchi dalle influenze esterne ed assuma una dimensione originale. Non è operazione semplice, anche per il fatto che molti studiosi africani si sono formati in università estere o in istituti i cui programmi sono allineati a quelli europei o americani. Dal punto di vista operativo, sta prevalendo l’idea che l’utilizzo di strumenti e paradigmi estranei alla tradizione non comprometta l’identità africana, perché questi vengono “africanizzati” e diventano altro. In questo articolo si analizza tale processo di “africanizzazione” e le modalità con cui si cerca di rendere più accessibile e più giusta l’educazione nel continente. Nello specifico, si offre un’idea delle peculiarità del dibattito attuale, dell’orientamento e delle prospettive, nelle quali è centrale l’idea della filosofia africana di Ubuntu.
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