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  • Categoria: Genitorialità

Educare il bambino all’autostima

Cosa significa "autostima"? Nell’accezione più comune vuol dire avere un buon rapporto con se stessi, accettarsi. Il che comporta non farsi condizionare dai giudizi altrui, non essere alla costante ricerca di consenso, avere la sicurezza necessaria per muoversi secondo le proprie inclinazioni, saper fronteggiare un fallimento e poter così ripartire.

Il bombardamento di modelli culturali finalizzati alla perfezione, oltre a stressare gli adulti, inquina anche la vita dei più giovani: le statistiche denunciano un’incidenza in crescita di bambini già ossessionati dal voto a scuola, dalla loro immagine fisica, dall’ansia di prestazione in uno sport; nello stesso senso si parla con maggior frequenza di bambini depressi, demotivati, afflitti da emicranie o disturbi che tendono a cronicizzarsi.

E’ fondamentale che i genitori imparino a promuovere l’autostima dei figli fin da quando sono piccoli. Promuovere, non insegnare. Perché il seme radicato nel terreno psichico di ogni bambino non ha bisogno di suggerimenti per germogliare, lo sa da sé. A un genitore sta però il grande compito di vigilare su di esso, innaffiare il terreno, nutrirlo in modo adeguato, per aiutarlo a diventare, senza interferire, la "pianta" che è.

Ogni bambino, a prescindere dai suoi eventuali limiti fisici, intellettuali o emotivi, ha il diritto di sentirsi accettato, amato, valorizzato. Quando i genitori, gli altri adulti e i coetanei che frequenta gli trasmettono messaggi che vanno in questa direzione, il bambino si trova nelle condizioni ottimali per sviluppare un corretto senso di autostima. Un bambino dotato di questo sentimento fondamentale sarà più incline ad accettarsi così com’è, a non fare i paragoni con altri bambini, a non desiderare di essere diverso da quello che è, o addirittura di essere un altro bambino.
Capirà che nessuno è perfetto, e che la cosa migliore è cercare di essere semplicemente se stessi, nel modo più autentico e genuino possibile.
Un bambino con scarsa autostima non prova invece questi sentimenti, sviluppa un senso di incertezza sul proprio valore e un costante timore di essere criticato che può diventare davvero paralizzante. Facilmente può sentirsi inadeguato e non soltanto a causa di certe sue caratteristiche che il bullo di turno avrà sottolineato.