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Migranti e scuola italiana

La realtà scolastica italiana si è venuta complicando negli ultimi anni in seguito ai copiosi flussi migratori che hanno interessato a più riprese il nostro Paese. In particolare, i primi gradi dell’istruzione (scuola dell’infanzia e scuola primaria) hanno dovuto fin da subito fare i conti con una forte eterogeneità dell’utenza, relativamente alla provenienza etnica, alla “composizione” culturale e l’estrazione sociale.
E’ necessario quindi che le competenze professionali degli operatori del settore si amplino e si diversifichino nelle strategie di osservazione, nei contenuti trasmessi e nei metodi didattici adottati.
Per capire la relazione scuola-famiglie straniere non si possono sottovalutare i vari fattori che si intrecciano e che possono essere di natura socio-economica, culturale, psicologica, affettiva ma anche pratica; non si possono nemmeno adottare criteri comuni e generalizzanti.

Chi lavora nella scuola ha bisogno di riuscire ad acquisire nuove conoscenze e competenze, accedere a dati e informazioni, conoscere e applicare la normativa vigente, recuperare materiali didattici e organizzativi.
A questo riguardo diventano indispensabili:

  • il contatto e lo scambio di esperienze;
  • la segnalazione di progetti e iniziative;
  • il sostegno delle azioni attraverso la diffusione di strumenti e materiali;
  • la diffusione di “buone pratiche”.

La scuola ha, tra i suoi fini, quello di prevenire il disagio nell'infanzia e nell'adolescenza; una scuola non ospitale, o semplicemente non preparata ad accogliere bambini stranieri, può causare allontanamento e abbandono, creare spazi di marginalità ed esclusione sociale. E’ nostro interesse, invece (e con “nostro” mi riferisco a noi in quanto membri della società, quindi intendo includere tutti) occuparci con attenzione del tema dell’immigrazione in quanto il cambiamento che le persone immigrate portano nella nostra società, può diventare occasione di crescita collettiva civile ed umana: la buona accoglienza dei bambini stranieri è l’investimento di oggi per la pace di domani. Confrontarsi sui temi della genitorialità e dell’educazione in contesti diversi può aiutarci a ridefinire la scuola che vorremmo per tutti.