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Scuola: esperienze e progetti

A proposito di valutazione

Quando, con la legge 517 del 1977, si cominciò a definire la stretta connessione esistente tra programmazione e valutazione, spostando il centro dell’attenzione docimologica dal processo finale al percorso in itinere, si operò nella scuola una vera e propria rivoluzione copernicana: l’ alunno non veniva più “giudicato”, ma si valutavano i suoi progressi per migliorare le strategie didattiche e calibrare ogni intervento sui suoi tempi, sui suoi ritmi e sui suoi modi di apprendimento. Si valutava, dunque, non per selezionare, ma per formare.
Il tema della valutazione, che ha subito nel corso degli anni vari approfondimenti, è ancora oggi uno dei più dibattuti e complessi.

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  • Scritto da Patrizia Marchegiani
  • Categoria: Esperienze a scuola

E se a fare il bullo ora fosse proprio Elir? La vulnerabilità negata

“È consapevole del proprio svantaggio rispetto agli altri ragazzi, e dunque si sente inadeguato ed è molto insicuro. Per questo la sua saccenza, talvolta vera e propria arroganza, verso tutti. Quando eccede nel fare ‘il saputello’ non bisogna stopparlo, ma lasciarlo fare, perché deve acquistare sicurezza. Stopparlo per metterlo davanti all’insensatezza della ‘sapienza’ che sfoggia, infatti, non farebbe altro che aumentare la sua insicurezza e il suo senso di inadeguatezza, non farebbe che rafforzare, dunque, il movente di quei comportamenti che si vorrebbero stemperare”.

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Ogni lettera ha una storia … ma non si può dire. Strategie di lettura e difficoltà di apprendimento

"Elisabetta siamo noi!”. La porta del Centro Symposium si è aperta e con grande emozione e una stretta di mano l’avventura ha avuto inizio.
“Non sai quante volte mi ha chiesto come eri fatta. Te l’avevo detto che dovevi stare tranquilla e che ti sarebbe piaciuta”.
Ansia del nuovo, aspettative e paure che avevano già una storia. Non deve essere facile adattarsi alla dimensione infantile che a volte non ti lascia scelte.

Simona, una bimba dall’aspetto gentile con lo sguardo di chi ha già iniziato le sue riflessioni sulla vita, è entrata nello studio osservando persone e cose con grande attenzione e con la disponibilità a mettersi in gioco affidando al mondo adulto la sua forza, la sua sensibilità e le sue strategie di sopravvivenza.

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Il latino nella scuola primaria

Un’ esperienza significativa, vissuta in una classe quinta di una scuola primaria, mi consente delle riflessioni sull’approccio alla lingua latina nella scuola primaria.

Per proiettarci in modo proficuo nel futuro non possiamo prescindere dalle nostre radici, cioè dal patrimonio esperienziale accumulato nel corso del tempo, consolidato e definito dalla tradizione ed i cui effetti riscontriamo nel quotidiano.
E la lingua, che per sua stessa natura è in continua evoluzione e si avvale dei termini del passato per utilizzarli, magari modificandoli, in nuovi contesti, trae linfa vitale dal ceppo che le ha dato vita e che deve pertanto essere conosciuto ed apprezzato. Per amare la nostra lingua nazionale e per migliorare le nostre competenze linguistiche si rende pertanto necessario conoscere la lingua parlata di nostri padri, il latino.

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