- Categoria: Esperienze a scuola
- Scritto da Mirko Cario e Claudia Bernabucci
ABC...DIAMO: l'esperienza di un laboratorio metafonologico - Il training metafonologico
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Filastrocche e rime
La fase successiva del laboratorio è dedicata alla ricognizione di rime attraverso la lettura di filastrocche. Le filastrocche vengono strutturate sulla base dei racconti e delle favole costruite insieme ai bambini, in modo da rendere più coerenti le diverse fasi del laboratorio.
Ecco un esempio di filastrocca proposta:
Questa è una storia che parte da quando
non c'era ancora ne un suono ne un canto
ognuno andava per strade diverse
e queste strade eran sempre le stesse
non c'era neanche un'indicazione
non ti chiamavano non c'era un nome...
solo rumori confusi e agghiaccianti
che diventavano davvero tanti!
La lettura delle filastrocche prevede dei momenti in cui i bambini hanno la possibilità di anticipare le rime prima che il lettore le pronunci.
Si inizia da quelli più facili a fare
dall'acqua, dai fiumi, dai laghi, dal.... mare
continui con tutti i milioni di nomi
dal cielo alle stelle, coi lampi e coi.... tuoni
poi con le città Roma, Genova e Lucca
e poi con gli animali, l'uccello e la... mucca
Rime con ogni possibile cosa
coi nomi di fiori la viola e la.... rosa
Sintesi e segmentazione sillabica
Attraverso la lettura di storia e di filastrocche viene chiesto ai bambini di formare delle semplici parole. Inizialmente vengono presentate parole di ridotta ambiguità fonologica per mantenere elevato il grado di motivazione e di partecipazione alle consegne. Abbiamo scelto di utilizzare parole ad alta frequenza d'uso e con un elevato grado di immaginabilità, partendo dalle parole bisillabiche piane (come pane e mela).
Vediamo un esempio di esercizio durante il racconto di una storia:
.... Il Mago prese per mano adulti e bambini e insegnò loro a formare le parole unendo i suoni.
Prese un ME e prese un LA, li mise insieme e formò un buonissimo frutto. Che frutto era? La MELA. Prese un FA e poi un RO, e tutti videro subito tantissima luce. Che parola era? FARO”
Esempio di esercizio durante la lettura di una filastrocca:
“ Il Mago prende una sillaba e dice da qua
tu non ti muovi ti chiamerai CA....
aspetta un poco che adesso ci sta
un'altra sillaba e si chiamerà SA.
(I bambini vengono invitati a fare la parte delle sillabe, che stringendosi la mano formano la parola CASA)
Il Mago quindi rimane entusiasta
ma questa parola però non gli basta
prende una sillaba e dice stai qui
ma non ti muovere ti chiamerai VI
l'altra la prende per mano e le da
un altro suono e si chiamerà TA.
(Vengono invitati altri due bambini per formare la parola VITA).
Altri esercizi utili
Gran parte del laboratorio è dedicato al racconto di storie e alla lettura di filastrocche, tutte proposte in forma orale, senza l'ausilio del codice scritto.
Nella parte finale del laboratorio, per mantenere elevata la motivazione dei bambini, vengono proposti altri giochi da poter fare sia singolarmente che in gruppo:
- MEMORY DI RIME: abbiamo preparato 12 coppie di rime con parole bisillabiche e trisillabiche piane. Le rime sono raffigurate su cartoncini che vengono utilizzati per giocare a memory. Prima di iniziare a giocare ci assicuriamo che tutti conoscano le immagini raffigurate. Lo scopo è quello di trovare le immagini i cui nomi facciano rima, come ad es. l'immagine di un cane e l'immagine delle rane.
- RICONOSCIMENTO DELLA SILLABA INIZIALE DELLA PAROLE: forniamo ai bambini una serie di immagini e chiediamo loro di trovare tutte quelle che iniziano con una determinata sillaba.
- TRENI DI PAROLE: partendo da una parola bisillabica piana (come “mare”), i bambini in cerchio devono produrre una parola che inizi con l'ultima sillaba della parola precedente (in questo caso “re” quindi “remo”).
- DISEGNI DI RIME: viene chiesto ai bambini di disegnare parole che facciano rima, anche tra quelle già proposte durante il laboratorio.
- REBUS DI PAROLE: vengono fornite due immagini che unite fra loro formano una determinata parola. Ad esempio l'immagine di un “re” e l'immagine del “mare” formano la parola “remare”.

