#DSA

  • Affrontare i dsa con la pedagogia

    dsaSempre più spesso si sente parlare di DSA, i disturbi specifici dell’apprendimento; sempre di più i nostri bambini vengono studiati, analizzati, medicalizzati. Eppure, invece di dare etichette e di andare a caccia di diagnosi e terapie, basterebbe partire dal termine “apprendimento”. Cosa significa apprendere? Significa immagazzinare e fare propri contenuti, atteggiamenti, punti di vista. Con chi e dove si apprende? In primo luogo si apprende dai genitori, in famiglia;in secondo luogo si apprende dagli insegnanti, a scuola. Ebbene, se l’apprendimento parte dalla famiglia e continua con un filo diretto a scuola perché non ci interroghiamo sulla famiglia, sulla scuola? Sembrerebbe logico infatti andare a studiare e analizzare quegli ambienti, quelle persone che ogni giorno, con ogni parola, ogni gesto contribuiscono allo sviluppo e alla formazione dei bambini.

  • Come affrontare una diagnosi di DSA

    besUna diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento (o DSA) può lasciare inermi molte famiglie, specie se non hanno già avuto in precedenza esperienze simili con altri figli, e far moltiplicare i dubbi quanto al futuro scolastico del bambino. La buona notizia è che non solo il mondo della scuola è ormai attrezzato per venire incontro alle particolari esigenze di studenti con dislessia, discalculia e via di questo passo ma anche al di fuori non mancano soluzioni adatte ai bisogni formativi – e non solo – dello studente con DSA. Ecco, allora, qualche suggerimento a prova di genitori su cosa fare dopo una diagnosi di DSA.

    Come affrontare una diagnosi di DSA? Due passi e qualche trucco

    Il primo indispensabile passo è cercare alleati all’interno della scuola, tra gli insegnanti che già conoscono e seguono il bambino. Spesso sono del resto proprio maestre e professori ad accorgersi di comportamenti anomali che hanno a che vedere con la sfera dell’apprendimento e a segnalarli ai genitori perché possano provvedere adeguatamente. Anche una volta che il percorso medico con neuropsichiatra, logopedista, eccetera abbia confermato il sospetto di DSA, grazie alla loro esperienza e al fatto che ormai da anni seguono corsi di aggiornamento e fanno formazione specifica sul tema, dovrebbero rimanere un punto di riferimento per l’alunno e la famiglia. Tanto più che a loro tocca proporre in classe attività compensative e misure dispensative che assicurino all’alunno con DSA di raggiungere gli obiettivi formativi prefissati e di poter lavorare sullo sviluppo di apposite competenze e a colmare le più evidenti lacune. Più hanno esperienza nell’insegnamento, più sono dotati di empatia e di capacità di ascolto attivo e più i docenti riescono, però, in un obiettivo altrettanto fondamentale: far in modo che anche il bambino o il ragazzo che presenti disturbi specifici dell’apprendimento possa vivere una normale vita di classe e sia, cioè, perfettamente integrato nel gruppo dei compagni e possa condividere con questi quanto più momenti formativi possibile. Non sottrarsi ai colloqui docenti genitori e, anzi, chiedere di essere aggiornati periodicamente su quanto succede in classe è il modo più semplice per la famiglia per farsi aiutare dalla e aiutare la scuola nell’approccio con l’alunno con DSA. Ciò non esclude che possano essere i genitori a proporre attività ad hoc ai docenti, da svolgere nelle ore scolastiche e in compagnia della classe e in grado di stimolare il bambino o il ragazzo nell’apprendimento.

    Come trovare un tutor per ragazzi con DSA per ripezioni e lezioni private

    È più facile farlo soprattutto se si può contare sull’aiuto di un tutor DSA che segua il proprio figlio a casa, con i compiti, in una serie di attività di rinforzo che non hanno a che vedere solo con i programmi scolastici ma più in generale con lo sviluppo di una serie di competenze e abilità fini. L’insegnante privato di un alunno con DSA è, cioè, il perfetto intermediario tra scuola e famiglia e può proporre a maestri e professori e genitori soluzioni win win e che siano soprattutto proficue per la formazione del bambino o del ragazzo. Forse il secondo passo importante da compiere immediatamente dopo aver ricevuto una diagnosi di DSA per i propri figli è, cioè, cercare qualcuno che possa prendersene cura, almeno per quanto riguardo gli aspetti legati allo studio, nelle ore e nei momenti extra-scolastici.

    Perché affidarsi a un professore privato per la dislessia e gli altri DSA

    Vale tanto per quei genitori che hanno molti impegni personali o di lavoro e poco tempo e quanto per chi con più tempo a disposizione riuscirebbe pure a seguire passo passo i propri figli nei compiti: nel caso dell’alunno dislessico o con altri disturbi specifici dell’apprendimento, un insegnante privato non è un semplice insegnante di ripetizioni ma è un supporto in più per il bambino o per il ragazzo che, del resto, potrebbe aver bisogno di essere motivato innanzitutto psicologicamente a dedicarsi allo studio e farlo con impegno. Più il tutor è un tutor specializzato in DSA e più conoscerà e saprà adottare caso per caso trucchi che invogliano lo studente a mettersi sui libri o, meglio ancora, sarà in grado di inventare attività di studio poco tradizionali, divertenti e capaci di attirare l’attenzione del ragazzo e farlo restare concentrato nello studio, motivandolo e facendo in modo soprattutto che siano i buoni risultati ottenuti a spingerlo a continuare.

    C’è un solo modo, del resto, da genitori e docenti di alunni con DSA per incentivare davvero i loro buoni risultati a scuola: fissare – e meglio se insieme – solo obiettivi realistici, non fare paragoni con gli altri studenti, celebrare ogni importante successo ottenuto.

     

     

  • Come il cervello elabora i numeri. Una ricerca italiana

    imgCome funziona negli esseri umani il “senso del numero”, la capacità di fare stime rapide della quantità di oggetti in un ambiente e di pianificare e svolgere sequenze di azioni? Un passo avanti nella conoscenza del tema è fornito dalla ricerca pubblicata recentemente sulla rivista eLife da un gruppo di ricercatori del dipartimento Neurofarba dell’Ateneo fiorentino, in collaborazione con l’IRCCS Fondazione Stella Maris, il CNR di Pisa e la University of Western Australia di Perth.

  • Homework tutor per i DSA

    fotoCon l'acronimo DSA ci riferiamo ai disturbi specifici dell’apprendimento. Scrivo al plurale perché si tratta di un gruppo eterogeneo di disturbi, che riscontrano significative difficoltà nell'acquisizione e nell'uso di abilità di ascolto, nell'espressione orale, nella velocità di lettura e nella correttezza, nel ragionamento logico e matematico. Se si conoscessero le cause, avremmo già i rimedi, ma la momento si parla di disfunzioni del sistema nervoso centrale.
    In parole povere, questo disturbo riguarda un gap che potrebbe essere facilmente colmabile se conosciuto in tempo e dovutamente trattato.

  • Il disturbo specifico dell’apprendimento musicale: l’Amusia

    amusiaLo studio dei disturbi dell’Apprendimento (DSA) è stato orientato principalmente ai deficit in competenze di base dello studente: lettura (Dislessia), scrittura (Disgrafia) e capacità di calcolo (Discalculia), talvolta trascurando altri disturbi specifici non meno insidiosi e sommersi come l’Amusia. L’obiettivo di questo articolo è richiamare l’attenzione su questo deficit, capace di influire negativamente sugli apprendimenti e sulle abilità sociali.

  • Il nuovo sistema di valutazione nella scuola del primo ciclo

    valutazioneIl decreto legislativo del 13 aprile 2017, n. 62, individua delle nuove direttive in materia di valutazione e di certificazione delle competenze nell’ambito dell’intero ciclo d’istruzione. Esso va ad esplicitare le indicazioni contenute nella legge 107 del 2015, in particolare nell’articolo 1, ai commi 180 e 181, lettera i.

  • Nei bambini dislessici, il cervello si adatta con più difficoltà

    imgLa prestigiosa rivista Neuron ha appena pubblicato uno studio che finalmente getta luce sulle basi neurobiologiche della #dislessia. Lo studio, condotto da un gruppo di neuroscienziati del MIT di Boston guidati da John Gabrieli, indica che i circuiti nervosi dei bambini e degli adulti affetti da dislessia si adattano con maggiore difficoltà a stimoli sensoriali ripetuti. Dunque, il correlato neurobiologico della dislessia sarebbe rappresentato da una ridotta plasticità a breve termine dei circuiti nervosi che si tradurrebbe in un deficit di alcune forme di apprendimento.

  • Quando le nuove tecnologie aiutano a compensare le difficoltà di apprendimento

    strumenti compensativi

    Come specificato nella legge 170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici dell'apprendimento in ambito scolastico”, le istituzioni scolastiche garantiscono l'utilizzo di tecnologie informatiche che aiutano lo studente con DSA a compensare una sua oggettiva difficoltà in compiti di apprendimento.

    Numerose ricerche hanno dimostrato come le nuove tecnologie producano degli effetti positivi nell'ambito dell'apprendimento e della riabilitazione di alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (Berton et al. 2005;2006; Peroni, 2006).

    Ci sembra importante sottolineare che questi strumenti, come tutte le nuove tecnologie in mano ai minori, comportino una fase di insegnamento al loro uso che deve essere necessariamente svolta da un adulto competente. Il rischio è quello di sovrastimare le competenze digitali dei minori, lasciando che imparino da soli. Come confermato da diversi autori (Fogarolo, Tressoldi, 2011) è solo dopo aver insegnato l'utilizzo corretto e consapevole dello strumento, monitorandone l'uso nel tempo, che gli alunni con DSA possono sfruttare efficacemente la tecnologia compensativa.

  • Strategie di intervento per le classi difficili. Una sinergia tra insegnanti e psicologo scolastico.

    copertinaIl Gruppo di Lavoro Nazionale di Psicologia Scolastica presenta in questo ebook i risultati ottenuti dalla sua indagine del 2018 sulla percezione dello psicologo da parte degli insegnanti.

    L'intento era quello di indagare le reali esigenze della scuola, attraverso chi la scuola la vive quotidianamente, in modo da poter pensare ed eleborare delle strategie di intervento che potessero essere veramente utili ed efficaci.

    I bisogni principali che sono emersi da questa ricerca riguardano proprio la gestione delle classi difficili, con particolare attenzione ai temi del bullismo, dello stress lavoro-correlato, dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento e degli altri Bisogni Educativi Speciali.

    E allora come può intervenire efficacemente lo psicologo scolastico?

    Quali strategie possono essere suggerite agli insegnanti, in modo che possano avere strumenti efficaci e concreti per agire?

    Come può svilupparsi una vera sinergia tra psicologi e docenti?

    In questo ebook troverete le risposte. Per poterlo scaricare cliccate sul link: https://gdlpsicologiascolastica.wordpress.com/2019/12/20/ebook-strategie-di-intervento-per-le-classi-difficili/

  • Training cognitivo e miglioramento dei disturbi dell'apprendimento

    imgCome molte ricerche hanno dimostrato, nel corso degli ultimi anni i ragazzi (in prevalenza gli alunni degli istituti superiori d’istruzione), che presentano problematicità nell’apprendimento, frequentemente ripetono l’anno scolastico per lo scarso profitto o sono oggetto di provvedimenti disciplinari che possono variare dalla sospensione per qualche giorno fino all’espulsione completa dalla scuola. Diversi studi statistici hanno messo in evidenza che il 60% degli studenti che manifesta difficoltà negli apprendimenti scolastici presenta delle performance scadenti nella lettura, in quanto appaiono non acquisite completamente le strumentalità di base necessarie per leggere correttamente. Le scuole hanno cercato di rimediare a ciò con due tipi d’intervento, ovvero attraverso un processo di tutoring fra coetanei e mediante la frequenza di corsi di recupero per l’acquisizione delle abilità di base. Le ricerche attuali hanno evidenziato che le difficoltà di apprendimento possono essere superate, utilizzando dei programmi che hanno come finalità l’incremento delle abilità cognitive. I training cognitivi sono indirizzati agli adulti che presentano malattie neurodegenerative, che inficiano le loro abilità cognitive, e ai minori, che presentano difficoltà di apprendimento.

  • Una app gratuita per i DSA

    dsaNasce la nuova applicazione gratuita per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento. L’app è divisa in tre diverse sezioni: famiglie, insegnanti, attività e giochi. DSA può essere consultata dalle famiglie per imparare a riconoscere nei propri figli i segnali che possono identificare precocemente una difficoltà legata all’apprendimento. L’app approfondisce l’itinerario diagnostico, gli aspetti psicologici, il percorso terapeutico e, inoltre, offre la possibilità di conoscere gli strumenti di sostegno economico messi a disposizione dalla previdenza sociale come l’indennità di frequenza.