- Categoria: Difficoltà di apprendimento
- Scritto da Luciano Pasqualotto
La scuola di fronte ai BES, tra luci ed ombre - Un insegnamento su misura senza certificazione
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Un insegnamento su misura senza certificazione
La prospettiva pedagogica che soggiace a tali provvedimenti è affatto nuova: da decenni si sostiene che il processo di insegnamento/apprendimento debba essere sbilanciato sul secondo polo piuttosto che sul primo, sull’alunno anziché sull’insegnante. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non è così; ancora oggi sono gli studenti a doversi adattare alle attività e proposte didattiche, che non raramente sono state private di quell’elemento di creatività che invece dovrebbe caratterizzare in modo pregnante la professionalità docente. Testi scolastici e schede, così abbondantemente fotocopiate, sono “tarati” su uno “studente tipo” che sta diventando sempre più raro, almeno nella scuola dell’obbligo. Le disposizioni sui BES riportano l’attenzione su quei bambini e ragazzi che non riescono, per svariati motivi, a rispondere efficacemente alle proposte didattiche e per i quali si rendono urgenti misure di adattamento dell’insegnamento in vista del migliore successo formativo possibile.
Una delle novità salienti di questo recente passaggio normativo è il superamento della certificazione per poter attivare le “misure dispensative” ed utilizzare gli “strumenti compensativi”, che rappresentano la personalizzazione dell’insegnamento secondo il lessico della Legge n. 170/2010: centrali sono/dovrebbero essere, appunto, i bisogni dell’alunno, a partire dalla sua storia personale e scolastica, dalla sua base di conoscenze/esperienze e, secondo la prospettiva indicata dall’ICF, dalle sue difficoltà di funzionamento in quel particolare contesto educativo.
Ricordiamo brevemente che sono compensativi quegli strumenti facilitano l’accesso ai contenuti di apprendimento o l’esecuzione delle consegne, senza che vi sia una personalizzazione degli stessi. Rientrano in questa tipologia, per esempio, i dispositivi che leggono i testi a beneficio di alunni con dislessia o la calcolatrice.
Le misure dispensative, come indica il termine, consentono ad uno studente di avere un trattamento differenziato rispetto a consegne e verifiche varie e si applicano nei casi per i quali egli è in evidente difficoltà. Ad esempio gli alunni migranti che non hanno sufficiente conoscenza della lingua possono essere dispensati dalla lettura ad alta voce o dalla scrittura veloce sotto dettatura.
Tale svolta a favore degli alunni in difficoltà, ma privi di deficit veri e propri, è stata salutata positivamente per il fatto che viene meno l’effetto stigmatizzante che non di rado hanno avuto le certificazioni in ambito scolastico. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che, con la citata Direttiva ministeriale, viene meno la possibilità di ottenere una certificazione per il sostegno di bambini e ragazzi con disturbo dell’iperattività e dell’attenzione: quindi meno insegnanti di sostegno e classi più numerose invece dei numeri contingentati previsti quando si accolgono alunni certificati.
Secondo la Direttiva ministeriale, l’individuazione di un alunno con BES, che non abbia già ricevuto una certificazione per disabilità (L. n 104/1992) o per disturbi specifici dell’apprendimento (L. n. 170/2010), compete al team dei docenti nella scuola primaria ed al Consiglio di Classe nella scuola secondaria. Essa deve avvenire secondo un processo rigoroso che scaturisce dalla constatazione di difficoltà nelle attività scolastiche, cui va fatta seguire un'osservazione sistematica per raccogliere elementi obiettivi, che vanno integrati con altri elementi raccolti dalla famiglia e dal contesto di appartenenza. E’ nel confronto tra insegnanti che prende corpo la definizione dei bisogni di quel particolare alunno e sempre da essi scaturisce la definizione del Piano Didattico Personalizzato (PDP). La Direttiva sui BES individua anche la possibilità di una progettazione più centrata sulla classe, con l’individuazione di uno specifico piano per tutti gli alunni della classe con BES, focalizzando l’attenzione sulle strategie inclusive.

