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RAL: riabilitare la dislessia lettera per lettera - La dislessia lettera per lettera

La dislessia lettera per lettera

All’interno delle dislessie periferiche, si distingue la dislessia lettera per lettera, denominata anche alessia pura, sindrome di Déjerine o alessia senza agrafia.
I soggetti con tale disturbo mostrano un’incapacità a leggere nonostante rimangono intatte tutte le altre capacità linguistiche, al punto che tali persone sanno scrivere, senza riuscire a leggere ciò che hanno scritto. In realtà questi pazienti non riescono a leggere a voce alta e neppure comprendono la scrittura, anche se la difficoltà decresce dalle parole funzione agli aggettivi, avverbi e sostantivi.
In soggetti con alessia pura è danneggiato il meccanismo di categorizzazione ortografica della stringa di lettere e non è possibile il riconoscimento diretto della parola. Di conseguenza, la lettura può avvenire solo attraverso la lenta denominazione, più spesso subvocalica, ma talora ad alta voce, delle singole lettere che compongono la stringa grafemica (la parola libro, verrà letta elle-i-bi-erre-o); una volta compiuta tale operazione, il paziente ricostruisce la parola e la pronuncia ad alta voce: di qui il nome di lettura lettera per lettera (3).
Ogni condizione sperimentale che non permette questo tipo di lettura, impedisce, automaticamente, anche la comprensione.
L’identificazione delle singole lettere, la lettura di cifre, la lettura per via somatoestesica e la scrittura (sia spontanea che su dettato) sono generalmente mantenute; mentre appaiono particolarmente difficili le operazioni di transcodificazione (passaggio dallo stampato al corsivo, o dal maiuscolo al minuscolo).
Poiché spesso la sede della lesione è nelle regioni posteriori dell’emisfero sinistro, l’alessia occipitale si associa spesso anche se non costantemente, ad un’emianopsia omonima destra e ad un’anomia per i colori, anch’essa non costante.
Nei soggetti affetti da alessia pura, la velocità di lettura, così come l’accuratezza, saranno proporzionate alla lunghezza delle parole: per parole di quattro lettere il paziente può impiegare anche 4 secondi ed arrivare a 8 secondi con parole di sette, otto lettere.
E’ evidente che questo tipo di lettura è una strategia attraverso la quale i pazienti cercano di superare la loro difficoltà di lettura. Ciò nondimeno, alcune volte la lettura lettera per lettera può risultare infruttuosa dal momento che nei casi più gravi, alcuni di essi non sono in grado di identificare correttamente le lettere che compongono la parola, commettendo errori di tipo visivo, oppure dovuti al non utilizzo delle regole che tengono conto del contesto.

Come intervenire?

Tra i tentativi più interessanti che si sono susseguiti in letteratura, vi è sicuramente quello di Gonzalez-Rothi e Moss del 1989 (4): essi concentrarono il trattamento dell’alessia pura sull’inibizione della strategia di lettura lettera per lettera, forzando la lettura per via lessicale.
Altro trattamento, di elevata importanza, è stato la cosiddetta tecnica di Moyer (5), che consiste nel dare al paziente un testo da leggere su cui esercitarsi a casa per circa venti minuti al giorno.
Il testo viene cambiato ogni settimana, e ad ogni seduta si misura il numero di sillabe lette al minuto sul testo già usato ed il testo da utilizzare nella settimana successiva. Il trattamento si concluderà quando le due velocità si equivarranno.
Nel 1995 Seki, Yajima, e Sugishita proposero un nuovo metodo d’intervento, introducendo la lettura cinestetica (6).
Il trattamento tattile-cinestetico consiste nell’addestrare il soggetto a copiare ogni lettera sul suo palmo della mano (di sinistra se è destrimane) usando una penna chiusa e quindi a nominare la lettera.
Con questo metodo, la sensazione della penna sulla mano genera informazioni tattili, mentre il movimento della mano opposta produce informazioni cinestetiche. Questo input multimodale fornisce vie di accesso alternative per la denominazione di lettere.
Sebbene sulle possibilità di trattamento di questa dislessia siano stati riportati dati molto contrastanti, vi sono dei principi fondamentali su cui si sono basati e si basano ancora oggi i trattamenti per l’alessia pura:
- l’esercizio continuo aumenta la velocità di identificazione delle singole lettere e la velocità di lettura;
- l’inibizione della strategia di lettura lettera per lettera forza la lettura per via lessicale;
- è importante correggere l’alterazione dei movimenti di fissazione oculare dello stimolo (sarebbe utile istruire questi pazienti a seguire con il dito indice le lettere).