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Il problema dell'aggressività - L'origine neurologica del comportamento problematico

 

Qual è l'origine neurologica del comportamento problematico?

La risposta a questa domanda è fondamentale perché permette di fare chiarezza tra una causa psicologica, una causa cognitiva e una causa cerebrale.

Nel cervello arrivano tutte le informazioni sensoriali del mondo esterno, passando dagli organi di senso (vista, udito, e tatto) dalla parte sotto-corticale, fino alla corteccia dove avviene il riconoscimento, l'elaborazione e l'attivazione di altre vie afferenti; così come l'eventuale risposta. E' grazie alla parte esterna del nostro cervello, la corteccia che noi possiamo leggere, scrivere, ascoltare un discorso, imparare la matematica, ragionare, pensare in modo astratto. Il nostro cervello elabora informazioni che arrivano dall'esterno e interagisce direttamente su di esso. Questo funzionamento deriva da una profonda semplificazione che aiuta a capire alcuni concetti fondamentali: le informazioni dell'ambiente sono, prima di essere un contenuto, un messaggio di tipo sensoriale, L'udito per l'ascolto, la vista per la lettura, il tatto per il movimento. Le informazioni compiono un percorso dall'orecchio fino alla corteccia uditiva, con la quale voi comprendete ciò che sto dicendo. Se parlassi in arabo ascoltereste una nenia che poco dopo smettereste anche di ascoltare. Le informazioni devono prima entrare ed essere colte dal cervello perché questo possa organizzarsi nelle sue risposte. Le informazioni viaggiano dal basso verso l'alto e dopo l'elaborazione abbiamo informazioni in uscita. Senza quelle in entrata non ci sono informazioni in uscita. Se l'informazione raggiunge la corteccia, per esempio la lettera L, abbiamo la lettura operata dalla corteccia.

Per le emozioni e il controllo di queste il processo è differente.

Se vediamo una vipera facciamo un gran salto indietro e ci spaventiamo. La risposta del nostro cervello è immediata. In questo caso abbiamo solo associato una immagine visiva ad una risposta istintiva. Questo processo è avvenuto perché l'immagine visiva ha raggiunte un'area sottocorticale (talamo) e da qui viene inviata alla corteccia visiva e al sistema limbico governato dall'amigdala, una piccola ghiandola a forma di mandorla che invia la risposta di difesa, attivando l'organismo nell'aumento del battito cardiaco, aumento dell'adrenalina, della respirazione e del flusso sanguigno. Questo semplice meccanismo permette al corpo di rispondere più velocemente in quanto vi è una attivazione sottocorticale immediata e solo dopo pochi decimi di secondo l'informazione arriva dalla corteccia all'amigdala con maggiori dettagli. Questa risposta però ci dice che la corteccia non è stata coinvolta direttamente nella risposta istintuale, ma in un secondo momento. L'informazione sensoriale (per esempio l'immagine del serpente) non viaggia direttamente dai centri sotto-corticali attraverso il talamo e quindi direttamente alla corteccia, (perché allora una lesione della corteccia impedirebbe il condizionamento da parte di stimoli esterni). Invece il talamo non invia solo l'informazione alla corteccia, ma anche verso l'amigdala. Solo una interruzione dell'informazione verso di essa ne inibisce il comportamento.

Se la corteccia è il regno della ragione, del riconoscimento, della comprensione, in questo caso non è stata coinvolta direttamente, ma solo indirettamente.

Questo meccanismo neuro-funzionale sul controllo delle emozioni e sulle risposte emotive ci svela molti aspetti del comportamento aggressivo, visto come comportamento di difesa, esso non parte da un'elaborazione cognitiva così come noi la intendiamo. Ogni volta che un essere umano diventa aggressivo, perde il controllo da parte dei centri corticali ed emerge un funzionamento che privilegia i centri talamici sottocorticali. Non esiste la premeditazione che spesso noi attribuiamo a molti comportamenti durante l'atto aggressivo.

Il comportamento emotivo di ansia, paura, aggressività, fobia, angoscia viene mediato da percorsi che aggirano la corteccia, le risposte avvengono senza il coinvolgimento dei sistemi di elaborazione superiore del cervello che dovrebbero essere coinvolti nel pensiero, nel ragionamento e nella coscienza. La corteccia però si trova ad inviare informazioni molto elaborate all'amigdala, ma solo in un secondo momento e attraverso un percorso più lungo. Queste informazioni spesso attivano a loro volta risposte emotive, che tendono a ridurre il ruolo di controllo esercitato dai centri superiori.