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Bataille: i piedi torti del pensiero. Formarsi attraverso la lacerazione - Bataille, Kant, Freud e Lacan

Bataille, Kant, Freud e Lacan

È importante sottolineare le corrispondenze tra il modello elaborato da Bataille e l'analisi nella versione freudiana (e lacaniana): in entrambi i casi il sospetto verso la ragione diurna non si risolve in fuga verso l'esoterico ma in un supplemento di indagine attorno ai limiti dell'esprimibile: ne scaturisce un sapere tremulo, privo del balsamo rassicurante delle false certezze, un sapere al tempo della crisi, che meglio può dare forma al ribollire dell'uomo. Campo specifico dell'analisi è il linguaggio, cioè quella regione travagliata e incerta in cui la dimensione intima incontra quella sociale, il sentire si coniuga con la norma, l'immagine percepita diventa rappresentazione. È un campo mimetico, in cui i significati si danno solo come concatenazioni di senso, citazioni del già citato, rimandando ciascuno ai giochi formativi e deformativi che passano sopra e sotto il soggetto, nelle pieghe riposte come in quelle presenti alla coscienza.
Il passo compiuto nelle caverne preistoriche, cioè la nascita del linguaggio artistico, è fondamentale anche per il moderno: "per noi il mondo animale è opaco, in una certa misura inesistente, ma per l'uomo della preistoria, come per il moderno Siberiano, questo mondo per noi chiuso era aperto e trasparente: sembrava penetrato di pensiero umano. L'uomo sapeva ciò che l'animale pensava e l'animale sapeva ciò che l'uomo pensava" [8].

Siamo davanti a un sapere più ampio rispetto a quello racchiuso dalla logica scientifica: l'atto di raffigurazione costituisce non solo un sapere, quello che è dipinto e che rimane visibile, ma un legame. La parentela tra lo sguardo del presente e quello del passato, mediata attraverso la capacità evocativa dell'immagine, è il segreto della buona pedagogia, che solo così riesce a far risuonare ciò che altrimenti si darebbe come morto possesso.
Motore di questa consegna da sguardo a sguardo è il desiderio, che funge da selettore dei fenomeni: declina in modo particolare le rappresentazioni, colorandole di nuances che non restituiscono il mondo così com'era ma una rappresentazione di senso capace di parlare ancora, di rivelare il segreto racchiuso nelle cose e farne di nuovo un messaggio.
Il modo per accedere a questa parola raffigurata è in un pensiero che "pur muovendosi nel cerchio di significati comunemente praticati, intende contestarli, oltrepassare il mondo della vita nel suo essere ridotto ad abitualità di oggetti costituiti" [9]: pensiero indomito, non pago delle rendite di posizione e delle convenienze, non abbarbicato al predominio dei vincitori né alla facile rinuncia al tarlo.
Bataille esprime questa scelta dichiarando l'intenzione di andare a scuotere il pensiero al suo interno, scrutarne la macchia, affacciarsi sugli abissi e le lacerazioni: "Gli uomini hanno l'abitudine di esprimere il pensiero dal di fuori. Decisamente, io non posso. La mia vita ha reso il mio pensiero un pozzo. Potrei dire: al fondo del pozzo... Ma non voglio, sarebbe una favola. Al centro dell'agitazione, il pensiero è il pozzo senza fondo" [10].



È bene soffermarsi con attenzione su passaggi importanti per la teoria pedagogica, espressi qui in poche efficacissime parole:

  • la denuncia di un pensiero accettato dai più, per abitudine, calcolo, paura dei conflitti. Assunto come sarcofago, copertura esterna di un processo che non si vuole scrutare nel suo farsi. Siamo di nuovo dalle parti di Kant e della sua contestazione della minorità come rinuncia a "valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro, [mentre] la pigrizia e la viltà sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura li ha da lungo tempo fatti liberi da direzione estranea rimangono ciò nondimeno volentieri per l'intera vita minorenni" [11] ;
  • il pozzo senza fondo, che per Bataille si traduce nell'ostinato disegno di perseguire l'impossibile, dissolvendo il reale in continue sfide ai limiti costitutivi, percorrendo sia le vie ascensionali che quelle contrarie, secondo un modello ermeneutico che è espresso al massimo grado nella Recherche di Proust;
  • l'angoscia (agitazione) che deriva da questo gioco con i limiti del pensiero innesta un modello di formazione non adagiato sull'economia ristretta del convenzionale. È un invito a vivere il bruciore della ricerca, a fare del sapere un'avventura in cui è in palio la vita stessa e non il suo accomodamento in termini di potere, collocazione sul mercato, acquiescenza o scalata sociale.