- Categoria: Studi e articoli sulla disabilità
La "speciale normalità" narrata nella fiaba - ABSTRACT
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Abstract
Muovendo dalla asserzione ormai avvalorata da numerosi e accreditati studî di settore che riconoscono alla fiaba un'indiscussa valenza pedagogica e riabilitativa quand'anche si operi in contesti di diversabilità, lo scopo del presente articolo è di esporre sommariamente la "veste" simbolica che la diversità assume nella fiaba (dalla fiaba popolare trascritta a quella d'autore fino allo sconfinamento del fiabesco nella letteratura per l'infanzia).
La diversabilità nella fiaba, pur non essendo mai elusa, viene estrinsecata metaforicamente in modo che il fruitore possa "andare oltre" il Qui ed avvicendarsi nell'Altrove esperendo, introspettivamente, le diverse categorie dell'irreale, del meraviglioso, del sorprendente, ecc., cosicché il suo immaginario rimanga scevro da ogni condizionamento esterno.
In secondo luogo, nel presente articolo, vengono evidenziate le figure della diversabilità nella fiaba – ovvero in che modo l'handicap, la subalternità e la diversità vengono rappresentati nella fiaba e nelle storie per l'infanzia – fornendo un breve excursus che prende il via dall'infanzia narrata da G. Basile, passando per C. Perrault, fino a giungere alle fiabe rielaborate dai fratelli Grimm.
"Special normality" in fairy tale
Starting with the assertion supported by many recognized sector studies which give to fairy tale an unquestioned pedagogical and rehabilitating value even in diversability contexts, the aim of present article is to explain shortly the symbolic "look" that diversity takes in fairy tale (from popular transcribed fairy tale to that of art to wander off into children's fiction).
Diversability in fairy tale, even if never declined, is expressed metaphorically so that user can "go beyond" the "Here" and to follow alternatively into "Elsewhere" testing, introspectively, the different categories of the unreal, of the marvellous, of the surprising etc., so his imagination remains free from every external influence
Secondly, in this article, patterns of diversability in the fairy tale are underlined – or rather how handicap, subalternity and diversity are showed in fairy tale and children's stories – providing a short excursus that begins with childhood narrated by G. Basile, passing through C. Perrault, up to the revisited fairy tales editions of Grimm.
Note
1) Ianes, D. La Speciale normalità. Strategie di integrazione e inclusione per le disabilità e i Bisogni Educativi Speciali, Erickson, Trento, 2006.
2) Il concetto di Bisogni Educativi Speciali (Special Educational Needs), ben presente nella letteratura scientifica anglosassone e nelle politiche educativo-sanitarie di molti Paesi – al cui riguardo si vedano l’ICD-10 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (1992) e il DSM-IV dell’American Psychiatric Association (1996) - propagato energicamente in Italia da D. Ianes (2005), è un concetto assai ampio che include quello di “difficoltà di apprendimento” (C. Cornoldi, 1999, p. 7). Gli alunni con BES vivono una situazione particolare che gli ostacola nello sviluppo e nell’apprendimento, situazione negativa che può essere a livello organico, biologico, oppure familiare, ambientale, contestuale o in combinazioni di queste; pertanto un alunno con BES può avere un ritardo mentale o la sindrome di Down, oppure un background sociale e culturale deprivato, o reazioni comportamentali disturbate. (Ianes D., Bisogni Educativi Speciali e inclusione. Valutare le reali necessità e attivare tutte le risorse, Erickson, Trento, 2005).
3) Ianes D., Didattica speciale per l’integrazione. Un insegnamento sensibile alle differenze, Erickson, Trento, 2005, p. 31.
4) A riguardo si vedano: Calvino I., Una pietra sopra, Einaudi, Torino, 1980; Mondadori, Milano 1995. Calvino I., Mondo scritto e mondo non scritto, Mondadori, Milano, 2002. Calvino I., Sulla fiaba, Mondadori, Milano, 2006.
5) Varano M., Guarire con le fiabe, Maltemi, Roma, 2004.
6) Bettelheim B., Il mondo incantato, Feltrinelli, Milano, 1986.
7) Bernardi M., Infanzia e fiaba, prefazione di Emy Beseghi, Bononia University Press, Bologna, 2007, pp.61-62.
8) Bernardi M., op cit., p. 62.
9) Trequadrini F., La fiaba attraverso le generazioni, Liguori, Napoli, 2006.
10) Cfr. Lévi-Strauss C., Razza e storia e altri studi di antropologia, Einaudi, Torino, 1977.
11) Bernardi M., op cit., p. 18.
12) Bernardi M., op cit., p. 40.
13) Cfr. Basile G., Lo Cunto de li Cunti, Einaudi, Torino, 1976.
14) Richter D., Il bambino estraneo. La nascita dell’immagine dell’infanzia nel mondo borghese, La Nuova Italia, Firenze, 1992, p. 255.
15) Soriano M., I racconti di Perrault. Letteratura e tradizione orale, Sellerio, Palermo, 2000, p. 525.
16) Perrault C., I racconti di Mamma l’Oca, Einaudi, Torino, 1957.
17) Grimm J. e W., Fiabe, Einaudi, Torino, 1992.
18) Beseghi E., Infanzia e racconto, Bononia University Press, Bologna, 2003; Cambi F., Rossi G. (a cura di), Paesaggi della fiaba, luoghi, scenari, percorsi, Armando, Roma, 2006; Trequadrini F., La fiaba attraverso le generazioni, Liguori, Napoli, 2006; Becchi E., I bambini nella storia, Laterza, Roma-Bari, 1994.
19) Ianes D., Camerotti S., Comportamenti problema e alleanze psicoeducative, Erickson, Trento, 2002; Ianes D., Didattica speciale per l’integrazione, Erickson, Trento, 2005, pp. 253-287.
Autore: Olga Di Loreto, docente a contratto di Didattica e Pedagogia Speciale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università dell’Aquila, cultore della materia presso la stessa Facoltà per l’insegnamento di Pedagogia Generale, Ph.D in Theory, technology and history of education. Ha compiuto studi e ricerche sul disagio giovanile, sulla disabilità infantile, sul comportamento organizzativo. Ha pubblicato: Il bullismo: devianza o moda giovanile?, Aracne, Roma, 2008; La microstruttura organizzativa e le nuove tendenze dell’organizzazione del lavoro. Il comportamento organizzativo e le sue determinanti: professionalità, motivazione, cultura, in Marco Antonio D’Arcangeli (a cura di), Pedagogia in Circolo, MURGO Ed., 2008; Il Costruttivismo, in H. Fiorani, M.A. Impedovo, R. Iaquinta, Dal Positivismo verso il Post-Costruttivismo. Teoria, Strumenti e Didattica, Libellula Edizioni, 2011; ai volumi si accompagnano una serie di articoli su rivista.
Attualmente è impegnata in studi sulla storia dell’educazione nell’Ottocento con particolare riferimento all’Abruzzo.
copyright © Educare.it - Anno XII, N. 6, maggio 2012
DOI: 10.4440/201205/DILORETO

