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Correlazioni fra comportamenti devianti ed abbandono scolastico - Metodologia e risultati


Metodologia di indagine

Nell’ambito di una ricerca svolta dall’IRIDSA sul territorio del Friuli Venezia Giulia nel 2007 sono stati raccolti dati da 337 [7] questionari somministrati a giovani provenienti dalle due province di Trieste e Udine.
I questionari vertevano ad individuare il grado di scolarità sino a quel momento raggiunto o l’anno di interruzione e le motivazioni di ciò in giovani dai 14 ai 22 anni.
Inoltre, alcune domande chiedevano informazioni riguardanti le abitudini quotidiane, il grado di autostima, il comportamento prosociale e antisociale , i network di amicizie, ed alcuni comportamento a rischio per la propria e l’altrui incolumità.
I comportamenti che i soggetti, in maniera totalmente anonima potevano elencare andavano dall’uso di sostanze (alcool, sostanze psicoattive) , alla guida di veicoli sotto l’effetto di tali sostanze, agli atti di teppismo scolastico [8] ed extrascolastico, ed ai reati contro il patrimonio e la persona (aggressione, furto, vandalismo etc).
Alcune domande vertevano sulla progettualità individuale e le abitudini extra-scolastiche, includendo ad esempio notizie sulle modalità dei giovani di trascorrere il proprio tempo libero, sulle attese per il proprio futuro e sulla percezione dello stress.
I colloqui e la somministrazione dei questionari è stata sempre gestita con la supervisione e presenza in loco di uno psicologo.


Risultati [9]

Il campione consta di 337 soggetti di cui 136 (40%) femmine e 201 (60%) maschi, l’età media è di 17,8 anni con una deviazione standard di circa +\- 2.8.
I soggetti ancora frequentanti una scuola sono 217 (61%) con una quasi equa distribuzione fra licei con 78 unità, istituti professionali e tecnici con 63 unità e istituti d’arte con 66 unità. Il 39% del campione (130 unità) ha interrotto o terminato gli studi (diploma di maturità= 31 soggetti) permettendoci quindi di attestare su 99 unità (29%) i ragazzi gia’ vittime della dispersione scolastica.
Sono stati rilevati in 197 (58%) soggetti, alcuni comportamenti che vanno dall’uso di sostanze a veri e propri atti illegali quali l’uso di droghe, gli atti di vandalismo ed i furti.
Ai fini di una valutazione più obiettiva dei 197 soggetti, essi sono stati ulteriormente riclassificati in due sottogruppi per definire comportamenti a rischio devianza o fortemente devianti.
Sono stati quindi esclusi 106 questionari dal gruppo dei 197, in virtù della natura episodica e saltuaria di tali comportamenti ai fini di non avere falsi positivi.
Comportamenti fortemente a rischio sono stati riscontrati in 23 (7%) questionari raccolti, mentre azioni meno rischiose [10] sono state rilevate in circa 67 (20%) questionari.
Dei 91(27%) questionari in cui i giovani hanno indicato comportamenti classificabili come rischiosi (uso di sostanze, guida pericolosa, atti di bullismo violento verbalmente e fisicamente, problemi con le forze dell’ordine) quindi il 75% è moderatamente a rischio mentre il 25% è fortemente a rischio.
I fattori che hanno inciso su tale ulteriore diversificazione, hanno compreso l’iterazione e la continuazione di tali comportamenti [11] e la compresenza di più di due comportamenti considerati a rischio (ad esempio uso di alcool e\o sostanze e guida pericolosa, oppure uso di alcool e\o sostanze e teppismo scolastico etc).
Il sottogruppo quindi dei soggetti a rischio ha evidenziato una partecipazione molto più cospicua di maschi rispetto alle femmine in azioni pericolose. Il 34% (31 soggetti) è rappresentato dal sesso femminile, mentre il 64% (60 soggetti) dimostra come, per quanto concerne il nostro campione ed in concordanza con precedenti lavori [12], i maschi siano maggiormente coinvolti in comportamenti classificabili come rischiosi.
Per quanto riguarda l’età dei soggetti a rischio si nota una percentuale maggiore nel range 17-19 anni con un 68% (62 unità) di presenza seguita da un 21% (19 unità) con 14-16 anni.
Questo dato è preoccupante in quanto i comportamenti che risultano pericolosi ed in molti casi fortemente devianti, avvengono in una fascia d’età molto importante per lo sviluppo degli adulti di domani.
Abbiamo poi chiesto se avessero già abbandonato la scuola e la risposta, nel campione sempre dei soggetti classificati a rischio, ci ha dato un quadro con 62 unità (68%) già uscite dal sistema scolastico. Solo 2 di esse per aver terminato gli studi ed essersi diplomati, le altre per aver abbandonato gli studi.
Questo risultato ci permette di guardare con preoccupazione all’abbandono scolastico dato che questo risultato, se confrontato con quello del campione totale (337 unità di cui il 29% fuori dal sistema scuola) ci rammenta che due terzi dei “dispersi” nella scuola, fa parte del sottogruppo a rischio o deviante.
Più nel dettaglio, dei 99 dispersi il 63%, oltre due terzi, fa parte del gruppo con comportamenti pericolosi per sé e gli altri.
Dai risultati del nostro campione, gli anni di transizione (il primo ed il terzo) sono quelli più a rischio, con il 47% di bocciature o interruzioni al primo anno ed il 22% nel terzo anno. Negli istituti professionali e tecnici ed in quelli artistici, il terzo anno solitamente coincide con un cambio di indirizzo per specializzare la propria scelta iniziale.