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La rottura della relazione tra genitori ed insegnanti - Elena la secchiona


Elena la secchiona

"Le insegnanti della mia ragazzina mi dicono sempre che Elena è un’alunna ubbidiente, educata, impegnata, responsabile, intelligente, che non dà preoccupazioni.
Ma io, e vi rassicuro che non sono pazzo, non riesco ad essere contento perché mi sembra che venga su troppo aderente a quello che dicono e pensano i suoi insegnanti, troppo dipendente da loro, troppo secchiona, troppo seria. E’ tutta troppo mia figlia!
Ed è quindi troppo anche il mio timore che un giorno o l’altro possa scoppiare a furia di tenere tutto dentro per tentare di apparire come gli altri vogliono che sia!
Non l’ho mai vista allegra, sorridente, soddisfatta, neanche quando prende ottime valutazioni e sta promossa con il massimo dei voti.
E sto male, tanto male!
Ho cercato di parlare con i suoi professori di queste mie preoccupazioni e mi hanno risposto:

  • che ne hanno fin sopra i capelli di alunne spensierate, autonome, trasgressive, ribelli;
  • che dovrei portare un cero alla Madonna per ringraziarla di avermi dato una figlia così.

Né io né Elena riusciamo però ad essere soddisfatti e tranquilli.

  • Perché i docenti non sono consapevoli che un’alunna può esprimere il suo disagio anche standosene calma e buona al suo posto ed eseguendo alla perfezione i loro dettami?
  • Perché sono ciechi e sordi di fronte al malessere che una loro alunna esprime attraverso un eccessivo adeguamento alle loro aspettative?

I professori, dopo aver appreso dai media gli orrendi crimini consumati da ragazze e ragazzi che tutti ritenevano per bene e di buona famiglia non hanno pensato a quanta sofferenza una ragazza può nascondere proprio dietro al suo troppo perbenismo ed al suo troppo buonismo?

  • C’è qualcuno che ha la responsabilità d’informare l’insegnante che la sofferenza dei suoi alunni non è classificabile a seconda dei segnali eclatanti che inviano e nemmeno da quanto questi segnali lo scombussolano e lo irritano?
  • C’è qualcuno che ha il compito di insegnare agli insegnanti che l’alunno può esprimere il suo malessere anche standosene calmo, buono ed attento al suo posto?
  • C’è qualcuno che ha l’autorevolezza per poter dire ai professori: "Ma lo sapete a quanta inquietudine va incontro quella vostra alunna che, per compiacenza o per paura od ancora per bisogno di approvazione e di accettazione, è disposta ad indossare i panni della perfettina pur di ottenere accoglienza ed affetto?

Io ci ho provato come genitore a preoccuparli per fare in modo che si occupassero di mia figlia.
Inutilmente però!