- Categoria: Esperienze a scuola
La rottura della relazione tra genitori ed insegnanti
Article Index
Sono queste, ma ce ne sono tante altre, le perplessità che maestri e professori esprimono nella vana speranza di farle uscire dal cortocircuito che le fanno insorgere.
Sono questi, ma ce ne sono parecchi altri, i perché ai quali la scuola non riesce ancora a trovare delle risposte creative ed efficaci.
Ed è appunto per offrire un nuovo punto di vista in grado di chiarire queste domande, queste incertezze e queste ragioni, è quindi per proporre una nuova modalità in grado di rompere il pre-giudizio che impedisce di ricercare e trovare delle inedite risposte, che abbiamo pensato di raccontare alcune brevi storie di madri e padri.
Sono genitori che ci hanno chiesto aiuto e che abbiamo incontrato nella consulenza educativa, un percorso di ascolto ai padri ed alle madri realizzato al di fuori dell’ambito scolastico.
Quelli che mettiamo scena sono dunque genitori veri, madri e padri reali.
I protagonisti delle storie che raccontiamo sono persone che vivono accanto a noi e che sono state toccate profondamente, forse anche colpite rumorosamente, dalle parole di maestri e professori.
Le comunicazioni dei docenti allora, proprio perché non precipitano nel vuoto, creano dei grandi subbugli e dei forti dolori nelle famiglie dove vanno ad abbattersi.
Ed è appunto perché sono troppo assordanti e violente rispetto alla capacità di quei genitori di accettarle e capirle che non vengono né accolte né comprese.
Ed è proprio perché procurano dolorose sensazioni nelle madre e nei padri che se le sentono rivolgere quasi quotidianamente che si dissolvono assieme al dissolversi del rumore che procurano, lasciando però echi che possono ripetersi per tutta la vita.
Gli insegnanti allora, vivendosi inascoltati, o peggio disconosciuti, alzano sempre più il tono di voce ed adoperano parole sempre più forti per farsi capire dal genitore con il risultato di spaventarlo ancora di più.
Madre e padri infatti spariscono e si nascondono.
Maestri e professori però continuano ad incalzarli, a non dar loro tregua.
Ma più i docenti premono, più i genitori fuggono lontano.
Più gli insegnanti vogliono farsi ascoltare da madri e padri, più diventano inascoltabili.
Le storie mostrano come le parole degli insegnanti entrino in menti che non sono né neutre né vuote.
Le storie fanno ancora da cassa di risonanza alle profonde emozioni che le parole dei maestri e dei professori fanno risuonare nel mondo interno del genitore.
Le storie portano infine alla luce sentimenti come la paura, il dolore, l’incertezza, l’impotenza, la rabbia che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute ai docenti.
Ogni comunicazione tra scuola e famiglia dunque ha l’effetto che ha proprio perché entra in una storia personale.
Apriamo dunque agli insegnanti una finestra su questo mondo, a loro spesso sconosciuto, poiché non sempre hanno la possibilità di sapere come i genitori vivono e sentono le loro parole.
Apriamo inoltre ai genitori uno spiraglio, a loro spesso invisibile, poiché possono vedersi accomunati a tanti altri genitori attaccati dagli insegnanti.
Ed ora vi apriamo il sipario sul mondo emotivo del genitore.
Occorre però fare silenzio per poter sentire, con adeguato rispetto, i protagonisti che stanno in scena.
Quella che vi domandiamo è infatti una compartecipazione impegnativa proprio perché richiede un orecchio interno capace di un ascolto polifonico.
E saper ascoltare contemporaneamente il genitore, il docente, il figlio e l’alunno comporta non solo lo sforzo di mettersi nei loro panni per poterli ospitare, contemporaneamente, nel mondo interno, ma anche la possibilità di riconoscere ed intrecciare i molteplici sentimenti di bambino, di ragazzo, di padre o di madre e di professionista che la narrazione vi fa rivivere.

