- Categoria: Esperienze a scuola
Educare alla bioetica. Risultati di uno studio sulla qualità della vita per gli adolescenti
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Questo lavoro, frutto del progetto “Un computer per amico”, trova la sua collocazione nel progetto scolastico di “Educazione alla salute” il cui coordinatore è la prof.ssa Antonietta Scardino.
Il progetto “Un computer per amico” è nato nel 2000 da un confronto tra me e il dott. Alessandro Prisciandaro, moderatore del gruppo www.pedagogistionline.it.
Così come scritto nella Premessa al Progetto:
“L’educazione, la formazione, l’apprendimento, le dinamiche relazionali, l’individualità, sono, spesso, attraversati da momenti critici, dubbi, interrogativi. Sembra, quasi, che queste problematiche siano discorsi solo dei grandi, come se devono essere gli unici a dover risolvere i problemi. Ma nel mondo non ci sono solo i grandi! Il mondo è fatto anche di piccoli, che, quotidianamente, si affacciano alla vita con occhi nuovi, che vorrebbero cambiare tante cose del mondo dei grandi ma non possono, perché nessuno li ascolta, perché non c’è spazio per i loro “problemi infantili” e non si ha tempo. Anche il pre-adolescente, l’adolescente, il giovane ha bisogno di supporto, di continue risposte, specialmente in un’era, come la nostra, in cui si vive una vera e propria crisi di valori, che mette in risalto solo ciò che si può “comprare”, e non ciò che ha valore in sé ( l’amicizia, le emozioni, la famiglia, il contesto sociale, etc. ). Genitori, insegnanti, operatori, educatori e tutti coloro impegnati nel processo di crescita del minore, potrebbero avere la necessità di orientamento e sostegno alla soluzione di problematiche socio-educative. Quindi, la consulenza pedagogica on line e vis a vis, ha lo scopo di definire le direttive sul cosa fare, come fare, come migliorare e migliorarsi offrendo competenza quindi efficacia.”
All’interno del progetto sono stati organizzati dei lavori di gruppo dove ogni adolescente si è messo in discussione, con se stesso e con gli altri.
Le tematiche che gli adolescenti hanno scelto riguardavano la sessualità, il bisogno di relazionarsi con gli adulti visti come figure di riferimento e “competenti”.
Ogni adolescente sente il bisogno di esprimersi, di relazionarsi agli altri, sia con i coetanei che con gli adulti; sente il bisogno di poter esprimere le proprie opinioni, di non essere giudicato, spesso “schedato” come un “nullafacente”, un “poco di buono”, uno che pensa soltanto a divertirsi insensibile di ciò che accade nella società.
Ho cercato, attraverso i giochi di ruolo, di far rivivere dei momenti della quotidianità. Abbiamo riproposto e inventato al momento delle particolari situazioni, dal “rientro a casa”, dalla “giornata tra amici” alla “lite in famiglia”….. Attraverso queste brevi rappresentazioni mi è stato possibile rivederli nella realtà quotidiana, spesse volte rivedere i loro drammi adolescenziali.
Mi è stato possibile poterli aiutare ad affrontare problemi che agli occhi degli adulti sembreranno banali ma che nella vita dell’adolescente sono problemi reali, veri, da non sottovalutare perché li segnano, se non giustamente affrontati, per tutta la vita.
Riporterò qui di seguito la scheda di rilevazione presentata ad un campione di 90 adolescenti.
Non mi piace parlare degli adolescenti con i quali ho lavorato come “campione”, ma è necessario utilizzare la terminologia statistica. Premetto che ciascuno di questi adolescenti è stato per me una RISORSA.
SCHEDA DI RILEVAZIONE
STUDENTE___________________
CLASSE___________
1. Credi nella vita? SI NO
2. Secondo te, cosa significa raggiungere una vita di qualità?
a) Il raggiungimento del benessere psico-fisico;
b) Il raggiungimento del benessere economico;
c) Una vita relazionale ( con la famiglia, il gruppo, la società ) positiva;
d) Il raggiungimento di a), b), c).
3. Secondo te, quando ha inizio la vita dell’uomo?
a) Al momento del concepimento;
b) A partire dal 14° giorno dalla fecondazione;
c) Con la nascita.
4. Cosa pensi dell’aborto? ______________________________________________________
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5. Secondo te, l’uomo può decidere della propria vita? SI NO
6. Sei d’accordo sull’eutanasia? SI NO
7. Cosa pensi della sperimentazione sugli animali? ___________________________________
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8. E della sperimentazione su embrioni umani? ______________________________________
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9. Se il fine dell’uomo è il raggiungimento del benessere psichico e fisico, l’uso di alcool (ubriacarsi), l’uso di sostanze stupefacenti (drogarsi), l’uso di tabacco o nicotina (fumare), è eticamente accettabile? __________________________________________________________
Da questo studio mi è stato possibile trarre le seguenti conclusioni:
1) I giovani, anche se questo dato potrebbe contrastare con la percentuale sempre in aumento di suicidi, hanno una visione positiva della vita. Certo, spesse volte è ingiusta, difficile, ma questo dipende dall’uomo e non dalla vera essenza della vita. Vivere è faticoso, duro, specialmente per la loro età, ma la vita va amata e rispettata.
2) I giovani ricercano l’equilibrio.
3) I giovani si sentono legati alla vita. Ma qui nasce una contraddizione: si sentono anche liberi di disporne liberamente.
4) Per il motivo sopra citato sentono il bisogno, e gli adulti hanno il preciso dovere, di avere dei punti fermi, di confronto, etc.
5) I giovani hanno un concetto etico molto sviluppato.
Qui di seguito saranno evidenziati dati statistici con i rispettivi grafici. Ad ogni punto di domanda corrisponderà un breve commento.
CREDI NELLA VITA?
Attraverso il brain storming si è potuto constatare quanto i giovani credano nella vita e quanto la loro visione sia positiva. Su un campione di 90, 82 ha risposto che “crede nella vita”. Solo 4 hanno risposto “no”, mentre i rimanenti 4 hanno risposto “forse”.

SECONDO TE, COSA SIGNIFICA RAGGIUNGERE UNA QUALITA' DELLA VITA?
1) Il raggiungimento del benessere psico-fisico
2) Il raggiungimento del benessere economico
3) Una vita relazionale positiva
4) Il raggiungimento di 1), 2), 3)
5) Nessuna risposta
Su 90 adolescenti ben 52 ha risposto che nella vita occorrono tre diversi elementi: benessere psico-fisico, economico e relazionale. Soltanto 4 adolescenti hanno pensato al denaro.
Questo dato smentisce quanto viene detto sul bisogno dei giovani di “consumare”. Se da un lato è vero che la società va sempre più diventando consumistica, dall’altro si denota come la nuova generazione si renda conto di quanto questo sia un elemento che da solo non rende felici, sani, “equilibrati”.

SECONDO TE, QUANDO HA INIZIO LA VITA DELL'UOMO?
a) Al momento del concepimento
b) A partire dal 14esimo giorno
c) Con la nascita
d) Non risponde
Più del 50% del campione è dell’idea che la vita ha inizio al momento del concepimento anche se ben 33 (valore assoluto) sono del parere che abbia inizio con la nascita. Perché questi dati? Se da una parte il giovane ha quel senso romantico del concepimento come frutto dell’amore tra uomo e donna, dall’altra va incontro ad un condizionamento non indifferente: come possono i giovani affrontare una gravidanza indesiderata? Da questo punto di domanda inconscio, la consapevolezza che se la vita ha inizio con la nascita, abortire non è un omicidio e diventa un modo per risolvere i “grattacapi” che si pongono di fronte ad una possibile gravidanza.

COSA PENSI DELL'ABORTO?

Questa grafico conferma e rafforza il precedente. Sono 60 gli adolescenti in disaccordo con la pratica dell’aborto. Tra tutti (n. 90) un buon numero risponde che “DIPENDE” da diversi fattori. Tra i più manifestati, quello che maggiormente si evidenzia è il senso di “responsabilità” che i giovani sentono nei confronti del nascituro.
Non ha senso per loro far nascere un bambino con gravissimi handicap, o costringere un bambino a vivere nella povertà più assoluta. Si parla tanto, secondo loro, di benessere e di vita di qualità; perché non iniziare sin dalla più tenera età. Anche le gravidanze indesiderate in giovane età potrebbero essere causa di squilibri per il bambino e per l’adolescente. Un’adolescente che non ha alle spalle una famiglia che possa aiutarla avrà difficoltà a prendersi questa grandissima responsabilità. In questo caso, per alcuni dei giovani del campione, l’aborto potrebbe essere una soluzione. “Ci sono, oggi, drammi familiari quotidianamente”, dice uno di loro, “perché farne vivere di peggiori ad una nuova vita?”.
SECONDO TE, L'UOMO PUO' DECIDERE DELLA PROPRIA VITA?
Questi dati, in un certo senso, si contrappongono agli altri. Se è vero che i giovani hanno un senso etico ben sviluppato, l’adolescenza in sé richiama in loro uno spirito libero, tanto da indurli a scegliere “liberamente” di cosa fare della propria vita. Il gruppo campione ha, però, evidenziato (nella discussione che ha accompagnato la somministrazione del Questionario) che la scelta di disporre della propria vita non è certo facile ma travagliata, specialmente alla loro età.
E’ vero che si può disporre della propria vita, ma non bisogna tralasciare che “la vita è un bene che va custodito e valorizzato”.
Gli alunni della IV C Commerciale, che si sono dimostrati molto interessati alle tematiche affrontate, hanno voluto raccogliere le loro opinioni in un breve opuscolo dal titolo “L’adolescenza - Il valore della vita - La sessualità”. In riferimento al tema sul Valore della Vita così scrivono: “Bisogna dare il giusto valore alla vita. Dare valore sembra una cosa semplice, ma in realtà non è così, in particolare oggi che viviamo nel troppo benessere…” ed ancora, “Molti non apprezzato il dono della vita. Decidono di spezzarla…”.
Da qui il loro punto di domanda che dovrebbe far riflettere il mondo degli adulti, i genitori, gli educatori, le Istituzione: “La società ci aiuta a farcela apprezzare per quello che è?”.

SEI D'ACCORDO SULLA PRATICA DELL'EUTANASIA?
“Quando ti accorgi che una persona a cui vuoi bene si sta spegnendo lentamente, che ogni giorno che passa è un giorno di dolore, pieno di sofferenze ed agonie, anche la morte può apparire come grazia, come pace, come rimedio. Ma questa affermazione ha dei limiti […] Se è atroce vedere soffrire una persona, non sarà ancora più terribile avere uno sfarzo di onnipotenza e spegnere la vita come una candela? ”. Così scrivono gli alunni del IV C Commerciale.
Questo punto di domanda ha però diviso il campione in due. Non è stato facile per loro prendere una posizione. Decidere sulla propria vita e sulla vita altrui è, sicuramente, difficile.
E’ facile parlare e prendere una posizione vivendo questo dramma da lontano. Sarebbe molto più forte se ci si trova a viverlo in prima persona. Arrivare al punto di dover dire “Si” o “No” non è certamente una scelta tranquilla. E questa scelta mette in discussione mente e cuore, smembra l’integrità della persona. La metà degli alunni del campione ha risposto che NON E’ D’ACCORDO sulla pratica dell’Eutanasia. Ma molto vicino è il numero di alunni che sono favorevoli a questa pratica. 14 di loro non hanno saputo prendere una posizione a tal proposito, eclissandosi dietro la risposta “DIPENDE”.

SEI D'ACCORDO SULLA SPERIMENTAZIONE SUGLI ANIMALI E SU EMBRIONI UMANI?
Il campione è stato interrogato su due tematiche oggi molto dibattute: la sperimentazione su animali e la sperimentazione su embrioni umani. Da questi due interrogativi traspare la difficoltà dei giovani sia nella comprensione di termini più o meno scientifici, sia delle tematiche prese in esame.
I giovani non sono abituati a parlare molto di argomenti che riguardano la scienza e la sperimentazione, o meglio, dovrei aggiungere, che non sono tematiche alla portata di tutti anche se negli ultimi anni se ne parla tanto ed i mass media sono uno strumento di trasmissione di notizie non indifferente. Si preferisce mantenere ancora dei tabù.
E’ meglio non prendere alcuna posizione, piuttosto che prenderne una nei confronti di tematiche che non si conoscono.
A questo punto, risulta necessario, e sono anche i giovani del campione a porne le premesse, essere “educati” a queste tematiche; e la scuola deve prendersi delle responsabilità in merito. Quando inizialmente riferivo l’incapacità di comprendere terminologie scientifiche nei giovani mi riferivo in particolar modo alla domanda “Che cosa pensi della sperimentazione su embrioni umani?”, dove “embrione” diventa per alcuni di loro un termine sconosciuto. Questo è rafforzato dalla lettura dei due grafici che seguono:
1) Sei d’accordo per la sperimentazione sugli animali?

2) Cosa pensi della sperimentazione su embrioni umani?

Il 54% del campione non è d’accordo alla pratica di esperimenti su embrioni, e cioè il 10% in meno in riferimento alla sperimentazione su animali. Strano che siano più animalisti che in difesa dell’embrione umano! Il 13% del campione è d’accordo con la sperimentazione su embrioni umani, mentre il 7% sugli animali. Anche qui la cosa sembra assai strana. Il 33% non sa prendere una posizione riguardo la sperimentazione embrionale di contro al 20% di quella animale. Il dato più incisivo è questo 33% che ci fa capire quanto l’adolescente confonda i termini scientifici o comunque non riesce a darne il giusto valore.
SE IL FINE DELL'UOMO E' IL RAGGIUNGIMENTO DEL BENESSERE PSICO-FISICO, L'USO DI ALCOOL, DI SOSTANZE STUPEFACENTI, DI TABACCO O NICOTINA, E' ETICAMENTE ACCETTABILE?
Il termine “ETICO” per gli adolescenti del campione è sinonimo di “giusto”, “corretto”. Quando con loro ho affrontato questa problematica è stata vissuta come un momento di riflessione e di rivalutazione del loro agire quotidiano. I 64 adolescenti che hanno risposto che non è etico, al fine di raggiungere una vita di qualità, assumere alcool o sostanze stupefacenti, vivono questa condizione giornalmente. A questi si aggiungono i 13 che non riescono a prendere una posizione a tal riguardo e i 5 che rispondono alla domanda del questionario con un “DIPENDE” al fine di dimostrare un certo distacco alla problematica.

CONCLUSIONI
C’è molta letteratura e molti studi sui giovani e le loro problematiche. Vanno visti spesso come oggetti di studio, come soggetti a cui “insegnare” a vivere. Spesse volte vengono criticati, trattati come degli incompetenti, dei ragazzi incapaci di prendere seriamente la vita. Ma ciò che vorrei sottolineare è che gli adolescenti sanno distinguere il bene dal male. Hanno un concetto etico ben sviluppato, ma occorre dar loro delle direttive. Questo non significa “gestire” le loro vite. Per i genitori e per gli adulti in genere questo sarebbe ideale. Ma non è così.
Gibran scriveva ne Il profeta, “Voi potrete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri, poiché essi hanno i loro pensieri […] non riuscirete a farli simili a voi”, ed ancora “nessun uomo può rivelarvi nulla che già non sia in dormiveglia nella vostra conoscenza […] se è davvero saggio non vi fa entrare nelle stanze del suo sapere, ma vi guida sulla soglia della vostra mente”.
In conclusione, i giovani che popolano le nostre scuole, le nostre vite, che incontriamo al cinema, al bar, nelle piazze cercano delle figure di riferimento solide. Se da una parte, vista la loro natura ribelle, ci allontanano, dall’altra cercano di trovare un linguaggio che ci accomuna a loro. Non è facile comprenderlo. Perché non mettersi in ascolto? Perché non parlare loro con un linguaggio semplice, un linguaggio umile e non interrogativo, non teorico. Parliamo con loro delle emozioni, mostriamoci a loro con i nostri pregi e i nostri difetti, con le nostre paure. Confrontiamoci a loro e mettiamoci sullo stesso piano emotivo. Non dico di mettere da parte la nostra professionalità. Vorrei sottolineare invece che la nostra professionalità deve essere lo strumento per “educare alla bioetica”, “educare alla qualità della vita”, deve essere lo strumento per avvicinare la nuova generazione e farla crescere con una coscienza etica meglio sviluppata, con la capacità di poter dire la propria, di poter prendere una posizione riguardo a problematiche che giornalmente si presentano nelle loro esistenze, in un era del “tutto e subito”, che sembra non “avere limiti”, che strumentalizza, che annienta.
Autore: Adelasia C. Lo Sardo ha preso il Diploma Universitario di Specializzazione in Bioetica e Sessuologia e quindi si è laureata in Scienze dell'educazione a Messina, indirizzo esperti nei processi formativi. Oltre che operatrice sociale è abilitata all'insegnamento nella scuola elementare e materna. Iscritta all’Albo “Società Italiana Armonizzatori Familiari”. Ha avuto molteplici collaborazioni in progetti rivolti a minori in difficoltà, a docenti, o adulti in genere.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 1, Dicembre 2004

