- Categoria: Difficoltà di apprendimento
I correlati comportamentali del soggetto dislessico - Difficoltà di lettura e valenze aggressive
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Difficoltà di lettura e valenze aggressive
L'acquisizione della lettura è il maggior compito di sviluppo con cui ha a che fare il bambino, durante i primi anni di scolarizzazione. Esiste sicuramente, una relazione piuttosto forte tra lettura nei primi anni di scuola e successiva lettura nell'adolescenza. Quello che non sempre appare evidente, è che un livello di cattiva lettura, porta a pattern di comportamenti antisociali a scuola ed è associato a comportamenti opposizionali nella preadolescenza, insieme con l'intenzione di finire le scuole precocemente (McGee et al., 1988). Questo comportamento a sua volta influisce, più tardi, sul livello di acquisizione di lettura. E' probabile difatti che, i ragazzi con disabilita' di lettura, durante l'adolescenza, dimostrino più disturbi della condotta, rispetto ai ragazzi che non hanno tali disabilità.
Nello stesso tempo, la disabilità di lettura porta ad un declino piuttosto relativo dell'abilità di linguaggio e del QI nel corso del tempo. Tutto questo è indicativo di quello che Stanovich (1986), ha descritto come pattern di svantaggio che sembrerebbe essere un "povero che diventa sempre più povero". Ciò significa che l'abilità di lettura povera, crea ulteriormente degli svantaggi nell'individuo, influenzando l'efficienza dello sviluppo di altri processi cognitivi. Gli adolescenti dislessici frequentanti la scuola superiore, esperiscono delle ridotte acquisizioni accademiche, delle limitate opportunità e avranno inferiori responsabilità lavorative (Maughan et al., 1985). Chiedersi se sia possibile, che la minore capacità di lettura nell'infanzia, porti ad una delinquenza giovanile più avanti nel tempo, è un aspetto in qualche modo controverso. Una relazione tra lettura e delinquenza è stata riportata da Burt, già dal 1931, e successivamente documentata da diverse ricerche (McGee, Share, Moffitt, Williams e Silva, 1988). Nello stesso momento, è stata notata la relazione tra difficoltà della lettura e comportamento antisociale durante i primi anni di vita (Bale, 1981; McMichael, 1979; Stott, 1981). Varie rassegne della letteratura (Hazel e Schumaker 1988), difatti, hanno rilevato che più dell'80% dei bambini con disturbi dell'apprendimento, presentano problemi sociali, sono meno ben voluti e più facilmente respinti dai compagni.
Uno studio importante in questo settore della ricerca sulla dislessia, fu condotto da Rutter et al. sull'isola di Wight.
Tale studio ebbe inizio nel 1964-65, quando Rutter e altri ricercatori, condussero una ricerca su tutti i bambini dai 9 agli 11 anni, abitanti sull'isola.
Questi soggetti furono classificati come:
- Particolarmente ritardati nella lettura: corrispondenti a quelli che, con le diagnosi di DSM-III sullo sviluppo dei disturbi della lettura, avevano un ritardo molto grave (>-28 mesi) per età e QI;
- Bambini lenti: avevano un ritardo di almeno 28 mesi, ma solo rispetto all'età;
- Normali nella lettura.
Furono valutati anche gli eventuali disturbi comportamentali attraverso i dati della Scala di Rutter, completati dai dati forniti dagli insegnanti dei bambini (usati per determinare le percentuali di disturbi comportamentali, nevrotici e misti).
Alcuni anni più tardi nel 1975, Rutter e colleghi, studiarono 228 bambini di 10 anni provenienti da un sobborgo interno di Londra.
Dunque, confrontarono i dati ottenuti dai soggetti indigeni, con quelli dei bambini di 10 anni dell'isola di Wight.
Vediamo di seguito i risultati ottenuti nello Schema n°2.
| Casi | Maschi | Femmine | Tot |
| Sull’isola di Wight | 5,6% | 2,1% | 3,8% |
| Nel gruppo londinese | 9.9% | 3,1% | 6,6% |
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Schema n°.2- Percentuali sul ritardo grave di lettura nel campione di Wight e in quello londinese messi a confronto |
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Per quello che riguarda i disturbi comportamentali, la percentuale londinese di bambini valutati oltre il punteggio critico dai loro insegnanti, era quasi il doppio di quella dell'isola (19% contro 10.6%).
Per ciò che concerne la comorbilità, vediamo lo Schema n°3.
| Campione di Wight | Campione londinese | ||
| Maschi | 35% | Maschi | 49% |
| Femmine | 14% | Femmine | 31% |
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Schema n°.3 - Percentuali della comorbilità Dislessia-Disturbo del Comportamento nei due campioni |
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Nell'osservare gli Schemi n°2 e 3, appare evidente, che in entrambi i campioni la prevalenza maggiore dei disturbi è riscontrata nel genere maschile e che per entrambi i sessi la percentuale più elevata fu riscontrata nel campione londinese.
Lo studio dimostrò che i 2/5 dei soggetti con comportamento antisociale, avevano un ritardo nella lettura, confrontati con circa 1 su 20 di quelli senza disturbi del comportamento (Rutter, Tizard e Whitmore, 1970).
Note:
1. Etologia: Scienza che studia la vita nel suo habitat naturale
2. Dollards, Miller, Sears, psicologi appunto, dell'Università di Yale
Autore: Angela Maria Granara è laureata in Scienze dell'Educazione ed opera come educatrice presso i Servizi Sociali di Carloforte. Ha avuto esperienze come insegnante di sostegno a soggetti con difficoltà di apprendimento ed insegna nella scuola di base con incarichi a tempo determinato.
copyright © Educare.it - Anno II, Numero 10, Settembre 2002

