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  • Categoria: Didattica

Didattica modulare e stili d’apprendimento - Seconda parte

Il lavoro a gruppi
Nel corso delle varie fasi la classe potrà essere divisa in vari gruppi, in modo da lasciare ai discenti l’autonomia di scegliere tra vari aspetti dello stesso tema. Trattando di elettricità, i vari gruppi potrebbero scegliere fra l’affrontare i pericoli dell’elettricità oppure i vantaggi legati ad essa, o ancora, la storia degli studi su questo fenomeno.
Si alterneranno fasi in cui ogni gruppo rielaborerà le proprie letture e approfondirà il proprio tema con esercizi, discussioni proposte dall’insegnante, ma anche con ricerche e relazioni realizzate da loro stessi, ad altre dove ogni gruppo renderà partecipe gli altri a proposito di quanto appreso fino a quel punto. Le attività andranno a sviluppare, per quanto possibile, le varie abilità, l’ascolto, la lettura, il parlato monologico, il parlato dialogico e la scrittura (vd: sviluppare le cinque abilità nell'insegnimento/apprendimento dell'italiano L2). Si alterneranno, poi, attività di gruppo a esercizi individuali, nelle quali lo studente avrà il tempo e la possibilità di rielaborare i contenuti.

Si noti come la formazione dei sottogruppi sia un passaggio delicato. La maggior parte degli alunni si aggrega naturalmente sempre con gli stessi compagni. Ma è importante interrompere queste dinamiche per favorire il confronto più allargato, per limitare la conflittualità e la competizione.
Esistono due modalità per creare i gruppi: d’interesse e di livello. Entrambi sono ugualmente utili allo sviluppo delle competenze individuali del ragazzo. A mio parere, però, non è giusto dividere i discenti fin dall’inizio del modulo in gruppi di livello, dal momento che si contribuirebbe ad alimentare un senso di sfiducia negli studenti più deboli, che si vedrebbero fin da subito tacciati d’incapacità. La segregazione culturale, inoltre, non aiuta a sviluppare l’integrazione e la tolleranza verso chi ha meno attitudine per quella materia. I gruppi di interesse permettono, invece, agli studenti di partire con tematiche che preferiscono e li pongono tutti sullo stesso livello di partenza. Seguiranno, senza dubbio, fasi i cui si costituiranno altri gruppi di livello o magari, nuovamente di interesse. Ovviamente le ultime fasi, di recupero e di approfondimento, vanno affrontate in gruppi di livello.

 

Diversi stili di appredimento

Non tutti gli alunni imparano alla stessa maniera: procedere per moduli aiuta a rispettare i diversi tempi e i diversi stili d’apprendimento dei discenti.
Lo stile è un approccio generale e preferito nei confronti dell’apprendimento da parte dell’individuo: è il suo modo tipico di percepire, organizzare e valutare i compiti di apprendimento per costruire la sua formazione.

Si osservi come lo stile sia una tendenza, che cambia con l’età o con il mutare delle situazioni psicologiche: un ragazzo normalmente introverso preferirà lavorare individualmente, mentre uno estroverso prediligerà i lavori di gruppo o di coppia. Una persona che si avvicinerà ad una lingua straniera o seconda con l’interesse principale di comunicare, tenderà ad utilizzare metodi di comprensione globale, come la lettura globale, in modo da riuscire a capire il senso del discorso per poter interagire. Un’altra a cui interessano le regole sarà più analitica e osserverà più attentamente le singole espressioni per isolarle e cercare di riprodurne il meccanismo.
Poiché ogni modalità di apprendimento è utile, è opportuno che l’insegnante guidi l’alunno a sviluppare approcci cognitivi che altrimenti non avrebbe scelto. A questo scopo si possono preparare degli esercizi specifici.
Ad esempio vi sono attività che sviluppano esclusivamente la lettura o l’ascolto analitico, come potrebbe essere un esercizio di riempimento di parole mancanti, dove gli studenti devono cercare in modo analitico proprio quel temine specifico, oppure quella preposizione o quel verbo. E’ importante, al fine di favorire l’analisi, che l’esercizio sia uniforme e spinga gli studenti a cercare esclusivamente verbi, o preposizioni, oppure termini tecnici. Gli alunni dovranno cercare, tra le parole mancanti, solo elementi grammaticali, oppure solo termini tecnici.

Tali attività vanno vanno alternate a quelle che sviluppano comprensione globale e comunicativa. Si chiederà, per esempio, di assegnare un titolo a un testo, che potrà essere sia orale che scritto. In questo modo, gli alunni si sforzeranno di capire solo il senso generale e non i singoli vocaboli. Favorire lo sviluppo di diverse modalità di apprendimento significa aiutare gli studenti ad essere versatili ed a rafforzare capacità che in futuro potrebbero divenire le loro preferite. Come si è detto, infatti, il nostro approccio alla conoscenza non è rigido, ma cambia a seconda dell’età e della situazione psicologica. Un ragazzo che a scuola sarà più interessato a comprendere le regole grammaticali per ottenere un buon voto in un test di lingua, potrà, poi, interessarsi maggiormente alla comunicazione quando si troverà, un giorno, nella situazione di dover comunicare tutti i giorni in quella lingua.

Non bisogna dimenticarsi che esistono elementi basali di una lingua, dai quali non si può prescindere, pertanto si dovrà fare attenzione ad alternare le fasi modulari con quelle curriculari.
In ogni caso, la didattica modulare favorisce e rafforza le competenze individuali e per questo motivo andrebbe seriamente considerata dagli insegnanti.

 


Autore: Rosanna Oliveri si è laureata in Filosofia, collabora alla ricerca presso la Pädagogische Hochschule di Freiburg.
Opera come insegnante di italiano (seconda lingua) e di filosofia. Ha inoltre collaborato al progetto per la realizzazione di materiale didattico per l’insegnamento d’italiano L2 nelle scuole professionali di lingua tedesca in Alto Adige.


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 09, Agosto 2005