- Categoria: Didattica
- Scritto da Giovanni Soldini
Valutare con i multiple choice test: proposte operative - Conclusioni
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Conclusioni
Per valutare un alunno con disabilità rispetto all'intera classe occorre prendere in considerazione l’indice di difficoltà delle prove stesse, moltiplicando il punteggio grezzo totale della prova (cioè il numero di risposte corrette) per tale fattore. In caso di difficoltà elevata (pari a quella della classe), il punteggio grezzo totale della prova sarà moltiplicato per il fattore 1.
In una prova Mu.Ch.4, con 24 risposte esatte su un totale di 30 domande, il calcolo sarà: 24/30*0,8 = 0,64%, con un voto di 6,4 ovvero 6½, quindi più che sufficiente.
In una prova Mu.Ch.3, con 12 risposte esatte su un totale di 20 domande, il calcolo sarà: 12/20*0,7 = 0,42%, con un voto di 4,2 ovvero 4+, quindi gravemente insufficiente.
In una prova Mu.Ch.2, con 15 risposte esatte su un totale di 15 domande, il calcolo sarà: 15/15*0,6 = 0,60%, che corrisponde ad una valutazione di 6/10, voto 6. Ricordiamo che si tratta di una prova altamente semplifica e ridotta ai contenuti essenziali. L’esecuzione corretta di tutti gli esercizi (100%) comporta una valutazione di piena sufficienza.
Talvolta è necessario formulare una domanda offrendo una sola risposta.
Esempio Mu.Ch.1: Di che colore è la luce del semaforo che indica che bisogna fermarsi?
A) Rosso
In questo caso non si tratta di una verifica, ma una modalità di apprendimento. La risposta (che non può essere che positiva) va rinforzata; dunque Mu.Ch.1 è una prova di Apprendimento Senza Errori[6].
In conclusione possiamo affermare che una delle tipologie di prove che trova ampia applicazione in diverse fasi della valutazione - sia formativa che sommativa - è rappresentata dai questionari con domande a risposta chiusa; essi presentano alcuni indubbi vantaggi che possono costituire un utile punto di partenza, per quanto non esaustivo, per la formulazione di prove per la verifica di abilità e conoscenze.
Tuttavia non è certo possibile immaginare che i multiple-choice item siano una panacea[7] per tutte le situazioni di valutazione degli apprendimenti. Essi non rappresentano la scelta più adeguata quando è necessario che l’alunno fornisca argomentazioni ricche ed articolate o proponga elaborazioni personali ed originali, così da dar modo all'insegnante di sondare il processo di apprendimento dello studente su un particolare argomento. Certamente i test a scelta multipla sono particolarmente utili per la loro versatilità; la maggiore rapidità con la quale è possibile rispondere ai multiple-choice item rispetto alle domande a risposta aperta consente inoltre di verificare un insieme più ampio di argomenti e quindi il punteggio conseguito dal rispondente può essere maggiormente rappresentativo della preparazione dell’alunno. Dunque i test a scelta multipla sono strumenti validi e duttili per la valutazione del raggiungimento di determinati obiettivi formativi. Spetta all’insegnante il compito di graduare la difficoltà della prova in relazione ai bisogni educativi dello studente.
Note
[1] In proposito: Crispiani P., Giaconi C., Diogene 2008. Manuale di diagnostica pedagogica, Junior, Bergamo 2008.
[2] Paolo Meazzini, La lettura 1: i prerequisiti, Roma, Learning Press, 1986, pag. 33.
[3] John W. Oller Jnr, Language Tests at School, Longman, New York 1979, pag. 232.
[4] Roberto Ricci, Elementi per la valutazione di prove strutturate, Induzioni n.32, Pisa 2006, p. 78.
[5] Duffy Sherman, La lettura Funzionale, Erickson, Trento, 1996, pag. 39.
[6] Fabio Celi, Imparo a … leggere senza errori, Erickson, Trento, 1998.
[7] Burton et al., How to Prepare Better Multiple-Choice Test Items: Guidelines for University Faculty, Brigham Young University Testing Services and The Department of Instructional Science, 1991, pag. 6.
Autore: Giovanni Soldini, Dirigente Tecnico MIUR - USR per le Marche
copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 6, Giugno 2014
DOI: 10.4440/201406/soldini

