- Categoria: Dibattito a scuola
- Scritto da Manuele De Conti
Dibattito regolamentato e comunicazione non verbale - Conclusione
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Conclusione
Il fine del dibattito regolamentato non è di creare attori, bensì oratori preparati e capaci d’affrontare un contraddittorio nel rispetto delle regole della ragione e della ragionevolezza. Da questa prospettiva, sebbene il ruolo del non verbale non sia predominante, sarebbe tuttavia sbagliato considerarlo marginale o insignificante. Infatti, poiché la comunicazione non verbale è funzionale alla determinazione del significato, alla sua efficace trasmissione e alla sua corretta ricezione, saper gestire queste componenti è essenziale per saper discutere in modo competente.
Ciononostante i giudici devono dotarsi di opportune procedure per garantire che l’abilità non verbale faccia pendere l’ago della bilancia giudiziale verso una squadra solo quando vi è la parità sugli aspetti contenutistici e argomentativi del dibattito. In caso contrario o gli strumenti e le procedure di valutazione dovranno essere affinate, o sarebbe preferibile rivolgersi ad attività differenti dal dibattito, come quelle espressive, per non svilire l’impegno mentale profuso e causare scetticismo nelle possibilità dei contenuti e delle ragioni di surclassare la forma e l’apparenza.
Esercizi
- Prendete un breve testo e fatelo leggere liberamente ad uno studente. Dopo diverse righe interrompetelo, chiedete ad alcuni studenti di porsi in fondo alla sala, e fate riprendere la lettura con la consegna di alzare il volume per far sentire quanto letto anche al pubblico più lontano.
- Prendete un breve testo e trasportatelo su formato elettronico. Dopo averlo letto con attenzione aggiungete degli spazi lì dove sentite debba esserci una pausa, sottolineature per le porzioni di testo da leggere a volume basso, e grassetto per quelle parti da leggere a volume più alto. Questo l’esempio applicato all’introduzione del Saggio sulla libertà del filosofo John Stuart Mill:
«All'amata e compianta memoria di colei che fu l'ispiratrice, e in parte l'autrice, di tutto il meglio della mia opera – all'amica e moglie il cui altissimo senso della verità e della giustizia era il mio stimolo più grande, e la cui approvazione era la massima ricompensa – dedico questo volume»
Successivamente, in classe, fate leggere il testo originale e poi, la versione modificata, cercando di rendere consapevoli gli studenti che possono interpretare i testi da loro preparati per il dibattito modulando i fattori paraverbali.
- Decidete un argomento da dibattere e chiamate uno studente per tenere un discorso improvvisato su quella questione, di tre minuti. Mentre parla permettete ai compagni di lanciargli delle palline di carta accartocciata qualora esprima nervosismo mediante le mani o le gambe. Al termine del discorso fate riprendere fiato, e fate ripetere il discorso incoraggiando a controllare gestualità e postura per evitare il lancio delle carte accartocciate. Proseguite così con gli altri componenti della squadra.
Bibliografia
- Bonaiuto M., Maricchiolo F., La comunicazione non verbale, Carocci, Roma, 2009.
- Cozzolino M., La comunicazione invisibile. Gli aspetti non verbali della comunicazione, Carlo Amore, Roma, 2007.
- Quinn S., Debating in the World School Style: A guide, IDEBATE press, New York, 2009.
copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 12, dicembre 2014

